Categoria: Esperienze

  • Fallirai, sbaglierai, perderai: accettalo, è lì che crescerai davvero

    Fallirai, sbaglierai, perderai: accettalo, è lì che crescerai davvero

    “Dedica alle nuove generazioni, donne e uomini coraggiosi, che affrontano il loro viaggio verso il futuro.”

    Fallirai. Sbaglierai. Perderai. Non sono solo parole, ma realtà con cui ti confronterai lungo il tuo cammino. Non temerle. Accettale, perché non sono ostacoli insuperabili, ma passi fondamentali che ti faranno crescere e formare come individuo.

    Viviamo in una società che celebra il successo immediato e minimizza il fallimento, come se ogni errore fosse un segno indelebile. Ma la verità è diversa: gli errori non sono tatuaggi permanenti, sono lividi temporanei.

    “Ogni volta che cadi, impari di più su chi sei, sui tuoi limiti, sui tuoi talenti e sperimenti la forza straordinaria della resilienza, quella che ti fa risorgere più forte di prima.”

    “Ogni sconfitta, ogni ostacolo è una lezione di vita.”

    Anche quei tre, quattro, o più esami falliti, quelle prove in cui non hai dato il massimo, sono parte di questo percorso. Sono momenti di crescita e di consapevolezza, perché non costruisci la tua forza interiore né la tua saggezza ascoltando ciò che dicono gli altri. La consapevolezza vera la costruisci con le tue esperienze dirette, con ciò che vivi in prima persona, non attraverso il “sentito dire”.

    È cadendo che impari a rialzarti, ed è provando e riprovando che scopri di cosa sei realmente capace.

    Quando fallisci, non è una battuta d’arresto, ma un’occasione per fermarti, riflettere, e rialzarti più forte. Il fallimento ti costringe a migliorare, a rivedere le tue strategie, a fare un bilancio e a crescere.

    Non è sfuggendo agli errori che cresci, ma affrontandoli e trasformandoli in occasioni per diventare più consapevole, più resiliente.

    Ogni sconfitta porta con sé una lezione, ogni errore ti aiuta a migliorare.

    Perseverare nonostante le difficoltà ti permetterà di sviluppare nuove competenze e una comprensione più profonda di te stesso. È così che impari ad accettare la tua natura umana: imperfetta, sì, ma in costante evoluzione.

    Le persone che lasciano davvero un segno nel mondo non sono quelle che non falliscono mai, ma quelle che riescono a trovare la forza e l’ispirazione proprio dalle loro cadute. Non temere i fallimenti, accoglili per ciò che sono: i momenti in cui fai un vero salto di qualità come essere umano.

    In fondo, non saranno solo le vittorie a definire chi sei, ma i tentativi, i rischi che deciderai di correre, e anche gli errori che affronterai. È cadendo che scopri nuove strade, ed è proprio attraverso quei fallimenti che puoi raggiungere traguardi che non avresti mai immaginato.

    Nuove generazioni, il vostro viaggio è fatto di alti e bassi, di sfide e conquiste, ma soprattutto di esperienze dirette. Non temete gli errori: sono i vostri insegnanti più sinceri e vi porteranno più lontano di quanto possiate immaginare, ma ……….

    “È in questo viaggio che stai creando  la tua unicità

     

    Photo BY: Rafay Ansari-

  • “La Vita è una Startup” per Dynamo Camp

    “La Vita è una Startup” per Dynamo Camp

    In un precedente articolo vi avevo raccontato della mia esperienza a Dynamo Camp. La meravigliosa struttura, nei pressi di Pistoia, nel centro della Toscana, dove vengono accuditi bambini e ragazzi dai 6 ai 17 anni con patologie gravi e croniche sia in terapia che in fase di post ospedalizzazione. Di fronte allo sguardo dei bambini che, nonostante gli evidenti problemi di salute, conservano negli occhi gioia, serenità e gioia, avevo deciso di impegnarmi, con il mio progetto, a contribuire alla causa di Dynamo Camp. Idee che ora cominciano a concretizzarsi.

    Innanzitutto all’associazione è devoluta parte del ricavato derivante dagli ascolti dell’audiolibro La Vita è Una Startup, da poco disponibile su Audible, la piattaforma di contenuti audio di Amazon. Poi, da gennaio 2020, porterò la versione dal vivo de La Vita è Una Startup nelle principali città italiane, accompagnato dai miei fedeli compagni di viaggio: il direttore di doppiaggio, Gianni Gaude, e il musicista, Mario Rosini. Ogni tappa sensibilizzerà gli spettatori al supporto di Dynamo Camp.

    È in arrivo un’altra novità, sempre da ascoltare, che porterà sorrisi ai bambini tramite le voci di alcuni cartoni animati.

  • L’esperienza a Dynamo Camp, dove il sorriso è più forte delle malattie

    L’esperienza a Dynamo Camp, dove il sorriso è più forte delle malattie

    Capita a volte, inaspettatamente, di entrare in un posto pensando si tratti di un luogo come tutti gli altri. E, invece, quando varchi la soglia, scopri di fare ingresso in una località magica, surreale, avvolta da una sorta di aurea che ti lascia pensare. Ti fa credere di essere entrato in un’altra dimensione. Un’energia indescrivibile.

    Un posto che ti fa abbandonare i dubbi – ma te ne presenta altri – lo sconforto e le preoccupazioni, tutte quelle certezze che avevi fino a ieri o fino a un minuto prima di varcare la soglia. Quando vi entri, ti trovi davanti a situazioni impensabili: puoi capirle solo vedendole di persone.

    Dynamo Camp

    Mi è capitato visitando la meravigliosa struttura di Dynamo Camp, il luogo – nei pressi di Pistoia, nel centro della Toscana – dove vengono accuditi bambini e ragazzi dai 6 ai 17 anni con patologie gravi e croniche sia in terapia che in fase di post ospedalizzazione. Mi ha accolto Cristina che mi ha fatto conoscere la realtà e le varie aree del camping.

    Quando camminavo per scoprire questo luogo, la mia mente è stata attraversata da numerose considerazioni su quanto sia importante rallentare, invece di vivere freneticamente, e vivere il “qui e ora”. Con Serena e Vito, ho condiviso emozioni, racconti e concetti: conversazioni che hanno sprigionato energia e mi hanno fatto scendere lacrime di gioia e commozione dal viso.

    Eppure il momento più toccante l’ho vissuto entrando in mensa. Lì dove bambine e bambini, nonostante gli evidenti problemi di salute, conservano negli occhi gioia, serenità e gioia. Si trovano in quel luogo per riscoprire il sorriso, dare sfogo alla loro creatività. Nessuno di loro aveva gli occhi spenti: tutti condividevano felicità e spensieratezza, ognuno con le sue diverse malattie, circondati dall’affetto degli straordinari medici e volontari. Personale consapevole di essere periferico rispetto alle figure centrali di Dynamo Camp: i bambini e le bambine. È difficile, a parole, descrivere uno scenario del genere.

    Il mio impegno

    Nel mio piccolo, farò qualcosa affinché i bambini possano uscire dal camping con lo stesso sorriso che portano durante l’esperienza nel centro. È stata anche per me un’esperienza stravolgente. Che mi porterò dietro, e nel mio cuore, per sempre. La racconterò nel tour de “La Vita è una startup”. Grazie a Cristina, Vito e Serena e a tutti coloro che portano avanti Dynamo Camp. Ma grazie soprattutto ai bambini: mi hanno confermato, ancora una volta, che per essere felici basta veramente poco.

  • Io, mio padre e Diego Armando Maradona: perchè tutti abbiamo bisogno di ispiratori

    Io, mio padre e Diego Armando Maradona: perchè tutti abbiamo bisogno di ispiratori

    Oggi mi sono domandato: chi sono gli ispiratori?
    Sono personaggi unici che ci trascinano via dal quotidiano e ci mostrano lo straordinario.

    Persone che hanno la capacità di creare energia intorno e regalarla al prossimo, pronto a ricevere un dono che non è necessariamente materiale, ma che è pur sempre un grande dono.

    Questa mattina ho avuto una stimolante chiacchierata con una cara amica, Anna, la quale mi ha fatto tornare al passato citando i favolosi anni ’80.

    Mi sono ricordato di quando, con mio padre, avevamo delle piccole battaglie legate al calcio.

    Lui, tifosissimo del Napoli, io della Juventus… Una lotta continua.

    Non capivo perché mi raccontasse sempre le gesta di questo sorprendente individuo, Diego Armando Maradona.

    Mi diceva:

    vedi, io ho tifato Maradona ai mondiali di Italia’90 perchélui rappresentava e rappresenta per me un qualcosa di importante, di inspiegabile

    Cosa significa ispirare

    Forse, a distanza di anni, ho capito cosa fosse questa emozione che vedevo brillare negli occhi di mio padre e in molte altre persone quando parlavano di lui; credo di aver compreso cosa significa essere un ispiratore.

    Maradona
    Maradona deluso dopo una sconfitta subita dal Napoli nel torneo di Serie A 1988-1989

    Maradona è stato una guida per i tifosi del Napoli e per le persone emigrate, perché ha permesso alla gente di realizzare un sogno, una gioia da condividere: lo scudetto.

    I tifosi hanno avuto la possibilità di sentirsi ripagati per aver creduto in lui in modo incondizionato, per essersi emozionati e identificati in una unica, grande comunità.

    Ormai avete imparato a conoscermi un po’ e sapete che non mi interessa fare distinzioni tra nord e sud.

    Penso però che i napoletani, più degli altri, siano stati fortunati perché hanno avuto una persona che li ha ispirati, che li ha guidati con coraggio, positività, desiderio e speranza.

    Ognuno di noi dovrebbe avere una persona che lo ispiri

    Qualche anno fa, in occasione di un viaggio a Napoli, mi sorprese una scritta sul muro di un cimitero che diceva (in napoletano, qui tradotto)

    Ragazzi, che cosa vi siete persi

    Ricordo che quando l’ho vista ho avvertito l’emozione di chi era presente…

    Mi sono reso conto che ognuno di noi dovrebbe avere una fonte d’ispirazione che lo metta in condizione di non perdere la speranza, per camminare con il desiderio in una tasca e il coraggio nell’altra, per sfidare le paure con la consapevolezza che qualcuno prima di noi l’ha fatto e ci è riuscito.

    Quindi, prendiamo il pallone che simbolicamente qualcuno ci passa durante la partita della nostra vita, e iniziamo a giocarcela senza se e senza ma, con la certezza che comunque vada, ce la siamo giocata.

    A presto!

  • San Francisco Run

    San Francisco Run

    Il tempo del qui e ora – Vivere il presente

    Non solo startup, non solo Facebook, Google, Apple, non solo le Tesla, non solo gli aperitivi o le cene per fare networking. San Francisco ha la sua magia.

    Ne ho avuto la conferma una mattina molto presto. Mi sono alzato alle 6 per fare la mia solita ora di corsa, ma sentivo che non era una mattina come le altre. Uscito fuori di casa, avevo preso in affitto per una settimana un appartamento nella zona di Sunset District. Come previsto- ad attendermi- l’immancabile nebbia accompagnata da una leggera pioggerellina.

    Non avevo una meta, ho iniziato a correre con i miei inseparabili compagni: Iphone, cuffie e la playlist “San Francisco run“, creata per l’occasione. Salita, poi discesa, poi ancora salita, ed è stato in punta ad una salita che ho visto in lontananza il Golden Gate bridge.

    “Prendi la vita con calma non serve sempre correre, goditi il panorama, goditi il qui e ora…”

    In quel preciso istante il desiderio di raggiungerlo è stato fortissimo. Nessun altro obiettivo solo quello di correre sino al grande ponte. La mia discesa verso l’oceano è iniziata. Man mano che correvo la popolazione di runner aumentava così come aumentava la pioggia sempre più fitta, ma piacevole. Arrivato sulle rive dell’oceano  ad attendermi oltre l’emozione, il profumo del mare, runner con il cane al seguito, mamme con i passeggini, ma soprattutto una folla che accarezzava le rive dell’oceano correndo.

    L’adrenalina, il piacere e l’emozione erano tutt’uno con la mia corsa. Non ci sono parole per descrivere quei momenti. Non sentivo la fatica, vedevo solo il grande vecchio avvicinarsi, mentre le onde dell’oceano s’infrangevano in alcuni tratti  dove non c’era più sabbia contro la scogliera…

    Finalmente eccomi arrivato. Ero proprio lì sotto il simbolo di una città sempre in movimento, ma lui immobile  e maestoso sembrava volesse dirmi: “Prendi la vita con calma non serve sempre correre, goditi il panorama, goditi il qui e ora…”

    San Francisco non è solo… Silicon Valley