Categoria: Pensiero

  • Sii protagonista della tua vita, non spettatore passivo

    Sii protagonista della tua vita, non spettatore passivo

    Qualche tempo fa ho letto questo post su Quora, una nota piattaforma dove un utente qualsiasi può porre delle questioni e ricevere delle risposte da altri utenti.
    Il post, che presumibilmente viene da una persona di giovane età, diceva così:

    Perché il tempo scorre inesorabilmente e mi sento spettatore passivo mentre dovrei essere protagonista della mia vita?

    Quando leggo o ascolto questi pensieri, rabbrividisco.

    Sembra assurdo, ma non sapete quante persone la pensano così.

    La prima cosa che suggerirei a questa persona è di tranquillizzarsi.

    Preoccuparsi di un problema senza accettarlo ci porta ancora più lontani dalla soluzione.

    Bisogna accogliere questa sensazione, anche se non ci piace, per iniziare a vivere nel presente.

    Nel porsi la domanda questo ragazzo rigetta una parte di lui, quasi come uno spettatore di se stesso, come un terapeuta seduto, distante, su un’altra sedia.

    sogno
    Ph: Sharon Mc Cutcheon for Unpslash

    Liberiamoci dal giudizio degli altri

    “Dovrei”, dice.

    Dovrei per chi?

    Non certo per le altre persone.

    Il primo passo per essere protagonisti è quello di eliminare le imposizioni e il continuo confronto con la realtà esterna, abbattendo i paletti eretti dalla società.

    Come dico sempre, bisogna liberarsi dal giudizio degli altri.

    Accettiamoci per quello che siamo, anche se stiamo attraversando questa emozione di scomodo distacco.

    Dopo averlo fatto, possiamo pensare a una possibile soluzione al problema.

    Poniamoci queste domande:

    1) Cosa mi fa sentire vivo?

    2) Qual è lo scopo di questa nuova giornata?

    3) Come tirerò fuori il meglio di me?

    4) Per chi o che cosa sto vivendo adesso?

    Non pensiamo che cambiare vita sia così difficile, basta fare una piccola mossa quotidiana verso il nostro sogno, per aiutarci a sorridere e dare un senso alla nostra giornata.

    Ph: Kelly Sikkema for Unsplash

    Se vogliamo fare il romanziere, iniziamo a scrivere due righe al giorno, iniziamo dalle basi, non sovraccarichiamoci.

    Se vogliamo dipingere, basta uno schizzo su un foglio di carta in metropolitana.

    Vedremo che, riga dopo riga, disegno dopo disegno, saremo comunque felici e vorremo dare sempre di più.

    Anche la motivazione è uno sforzo che richiede tempo!

    Una volta che avremo raccolto l’energia necessaria, saremo più stimolati a vivere per noi stessi e a lottare per raggiungere quell’obiettivo.

    Sii il protagonista della tua vita, non lo spettatore pagante.

     A presto.

     

     

     

  • Impara a improvvisare per liberarti dalla paura di sbagliare

    Impara a improvvisare per liberarti dalla paura di sbagliare

                  “Per avere successo, non è sufficiente prevedere, dobbiamo anche imparare a improvvisare”

                   Isaac Asimov

    A parer mio, l’improvvisazione è la creatività che fa l’amore con la conoscenza.

    Come prima cosa, vorrei sfatare un mito: improvvisare non è arrangiarsi o inventare sul momento.

    L’improvvisazione richiede una tecnica superiore al ‘copione’ preparato.

    Richiede una perizia e una cura maggiore dei dettagli perché l’attore, il musicista, lo speaker, l’imprenditore o qualunque persona  che eserciti quest’arte deve essere ancora più attenta a ciò che dice e a ciò che fa.

    Deve ‘creare’ sul momento.

    Non ha la possibilità di tornare indietro e di riscrivere o controllare.

    Ph: Cassie Boca for Unsplash

    Quali sono gli ingredienti per improvvisare bene?

    1. Abbandona le convinzioni
    2. Conoscenza, ovvero padronanza della materia
    3. Consapevolezza, che ha preso il posto delle convinzioni attraverso la conoscenza
    4. Esperienza. Senza esperienza ciò che diciamo e affermiamo non ha valore
    5. Creatività, immaginazione, idee e innovazione, per liberare il proprio talento tramite il flusso creativo

    Possiamo esercitarci a improvvisare nella vita di tutti i giorni semplicemente seguendo meno rigidamente le regole prestabilite.

    Mi spiego meglio: prima di eseguire un nuovo lavoro facciamo mille domande, perché abbiamo paura di sbagliare?
    Male!

    Male perché significa che siamo incapaci di improvvisare, di assumerci le responsabilità, siamo bloccati da freni che ci siamo imposti da soli.

    improvvisare
    Ph: Jon Tyson for Unsplash

    L’unico modo per far sì che gli altri apprezzino ciò che facciamo, è essere noi stessi i primi ad apprezzarlo.

    L’insicurezza, invece di portarci sulla strada per essere accettati e stimati, ci porteranno sempre più lontano.

    Rimarremo costantemente ancorati a modelli sorpassati.

    Al contrario, lasciamoci andare, osiamo consapevolmente e otterremo dei risultati incredibili.

    Certo, sicuramente dobbiamo aver studiato e sapere quello che stiamo facendo, rimanendo consapevoli e presenti.

    L’improvvisazione ci permetterà semplicemente di rimuovere quel fastidioso difetto che è la mania del controllo, data da paura e incapacità di rischiare, che ci obbliga a sopprimere una parte di noi, cioè il nostro talento.

    Non abbiamo idea delle strade che ci si possono aprire con un pizzico di follia in più, con la capacità di rimuovere, anzi, di saltare i paletti che la società ci mette davanti.

    Il progresso è fatto di novità, non di routine.

    A presto!

  • Impara dai tuoi errori e dai tuoi fallimenti per diventare più forte

    Impara dai tuoi errori e dai tuoi fallimenti per diventare più forte

    Ogni errore ci indica uno scoglio da evitare, mentre ogni scoperta ci indica una via da seguire

    Giovanni Vailati

    Una volta partiti con il coraggio in una mano e la bussola nell’altra per intraprendere il viaggio verso il nostro sogno, mantenersi concentrati sull’obiettivo rimane una delle cose più difficili da fare.

    I fallimenti ci mettono a dura prova e costringono alcuni a tornare al punto di partenza, al loro porto sicuro, dove non saranno comunque mai felici, ma nemmeno così tristi come in mezzo al mare in tempesta a osservare un sogno infrangersi.
    Il fallimento, però, ci serve non solo a imparare dagli errori, ma anche a rafforzarci in quel campo, a darci proprio quel quid in più che gli altri non hanno.

    sbagliare
    Ph: Debora Cardenas for Unsplah

    Fallire nel modo giusto

    Il fallimento non deve mai sopraggiungere a causa della nostra scarsa cura nel fare le cose

    perché sarebbe una grave mancanza di rispetto nei confronti di noi stessi e del nostro sogno.
    Se così fosse ogni persona potrebbe esercitare la professione di medico e fare gravissimi errori sulla pelle degli altri.

    Se invece ci siamo sempre impegnati, giorno dopo giorno, a coltivare il nostro orto, che viene improvvisamente colpito e distrutto da una violenta grandinata, abbiamo due possibilità.

    La prima è quella di ritirarci, piangerci addosso e decidere di non coltivare più.

    La seconda è di attivarci e costruire una protezione più potente cosicché, alla prossima grandinata, sopravvivremo e ne trarremo guadagni ancora più alti.

    Ph: ben White for Unsplash

    Le persone che hanno lasciato il segno non hanno mai sbagliato?

    Tutt’altro!

    Eppure sono proprio gli stessi ad ammettere che rifarebbero nuovamente gli stessi errori e che sono diventati grandi proprio grazie alla loro capacità di ricostruirsi dopo una sconfitta.

    Ogni persona sbaglia, sta a noi scegliere se accettare il fallimento come un grande dono o come una grande perdita.

    Non lasciamoci condizionare

    E, come dico sempre, non lasciamoci influenzare dal giudizio degli altri, e neanche dai pregiudizi, prima di metterci in viaggio.

    Allontaniamoci dalle persone che ci vogliono scoraggiare persino prima di metterci in marcia, da quelle che dicono: “lascia stare, passano solo i raccomandati” o “ non hai le carte per farcela”.
    Chiediamo loro che cosa abbiano concluso di importante nella vita da essere così esperti in quel campo da poterci valutare o valutare gli altri.
    Non lasciamoci demoralizzare nemmeno dagli ‘esperti’ che, per un motivo o per un altro, ci chiuderanno la porta in faccia.

    Ph: Sharon Mc Cutcheon for Unpslash

    Per cento porte chiuse, ce ne sarà sempre una aperta, se ci mettiamo la giusta motivazione.

    A Meryl Streep, che detiene il record di candidature ai Premi Oscar come migliore attrice, è stata chiusa la porta in faccia da uno dei maggiori e più influenti produttori di Hollywood, Dino De Laurentiis.

    Questo avrebbe scoraggiato chiunque, ma lei è salita ancora più in alto proprio per la sua ‘testardaggine’ e bravura.

    Avere una passione è anche questo, dire di sì ai nostri sforzi, al nostro lavoro, a noi stessi, anche e soprattutto quando tutto il resto del mondo ci dice no.

    La vita è una startup!

    A presto

     

     

  • Dai il giusto valore al tuo tempo. Investilo in esperienze

    Dai il giusto valore al tuo tempo. Investilo in esperienze

    Voi vivete come se doveste vivere sempre, non pensate mai alla vostra fragilità, non volete considerare quanto del vostro tempo è già trascorso.

    Buttate via il tempo come se lo attingeste da una fonte inesauribile…
    Seneca

    Ogni tanto, parlando con le persone, faccio questa domanda: “Quanto vale il tuo tempo?”

    E sì, intendo proprio in termini economici.

    Tutti rimangono sempre spiazzati e non sanno cosa dire, mentre io risponderei così…

    Prima di rivelarvelo, vorrei fare qualche riflessione sul valore che dovreste attribuire al vostro tempo.

    Nella società di oggi ci riesce molto facile riconoscere un valore agli oggetti materiali e al denaro.

    (Ph: Aman Shrivastava per Unsplash)

    Dai valore al tuo tempo

    Non abbiamo invece la consapevolezza di quanto sia più importante il tempo.

    Eppure, in certe occasioni, vorremmo che quest’ultimo si fermasse.

    Basti pensare a un momento felice: un bacio con la persona di cui siamo innamorati, l’ultima visita a una persona cara in ospedale, l’abbraccio di nostro figlio.

    Se riflettiamo, ci accorgiamo che anche il legame con gli oggetti a noi più cari non è dato dal valore economico ma dalle emozioni che suscitano in noi.  

    esperienze
    (Ph: John Moeses Bauan per Unsplash)

    Investiamo denaro in esperienze

    Non investiamo tempo e denaro per cose futili, investiamoli nella conoscenza e nella creatività.

    Investiamoli in esperienze che ci aiuteranno a costruire il viaggio della nostra esistenza, che accresceranno il nostro valore personale e renderanno il percorso pieno di significato.

    Queste esperienze, questi viaggi, questi momenti, ci rimarranno impressi per tutta la vita.

    A differenza degli oggetti, nessuno potrà portarceli via e, invece di perdere valore, lo acquisteranno sempre di più con il passare degli anni.
    Regaliamo il nostro tempo a persone che lo meritano davvero, e non perdiamolo con chi non sa apprezzarlo.

    (Ph: Hello I’m Nick per Unsplash)

    Quanto vale il tuo tempo, quindi?

    Il valore che diamo al tempo è direttamente proporzionale al valore che diamo alla nostra esistenza.

    Se ci percepiamo come individui portatori di conoscenza, interessati a imparare dagli altri, a scambiare il sapere, a metterci in connessione con la nostra anima e con il mondo, saremo più propensi a considerare il tempo come un valore, come una tela bianca sulla quale dipingere i colori della nostra leggenda personale.

    E intrecceremo i nostri colori con quelli di chi merita la condivisione, e quindi ‘l’unione’.

    A presto!

  • Vivi il presente. Costruisci il qui e ora. Abbandona i modelli del passato

    Vivi il presente. Costruisci il qui e ora. Abbandona i modelli del passato

    Il futuro ci tormenta, il passato ci trattiene, il presente ci sfugge

    Gustave Flaubert

    Noi tutti possiamo essere divisi in tre categorie di pensiero. La prima ci caratterizza un po’ tutti, la seconda descrive di solito un pubblico giovane, la terza appartiene a pochissime eccezioni, ed è l’unica che consente il successo personale.

    1. “E se non avessi”(E se non avessi lasciato la scuola? E se non avessi rinunciato a tutto per amore? E se mi fossi comportato così quella volta?)
    2. “Quando avrò/farò” Quando avrò la patente… Quando avrò un lavoro… Quando avrò abbastanza soldi…)
    3. “Qui e Ora” (Sono presente e sto vivendo appieno ogni istante in armonia, qui e ora)
    (Ph: Christopher Sardegna)

    Il futuro che desideriamo si costruisce vivendo il qui e ora

    Il futuro che desideriamo si costruisce vivendo il qui e ora, andando avanti: tutte le volte che ci ritroviamo a pensare a quello che avremmo potuto fare e che non abbiamo fatto, stiamo perdendo occasioni preziose per il nostro futuro e, con esse, ci giochiamo la possibilità di essere felici adesso.

    Il problema, comunque, si presenta già dall’infanzia.

    È da lì che iniziamo a sottoscrivere i primi ‘contratti’; uno di questi è con i nostri genitori, che ci impongono dei modelli che non possiamo rispettare perché spesso non ci appartengono.
    Purtroppo i genitori, così come le istituzioni, non capiscono che la società si evolve continuamente e non si adeguano abbastanza in fretta alla trasformazione.

    Infatti, quando i genitori diventano nonni, sembrano (e sono) delle persone diverse, e noi figli ci chiediamo sempre: “Perché non la pensavano così quando avevo io l’età del nipote?”.

    cambiamentoIl cambiamento

    Un aspetto importante della realtà è il cambiamento, che deve essere assimilato come concetto chiave di quest’epoca.

    Potremmo perderci in un milione di esempi per spiegare quanto rapidamente la società cambi.

    Osservare l’evoluzione della società e della tecnologia è ancora semplice; osservarla invece in noi stessi o nei nostri figli è complesso, anche se il meccanismo evolutivo è lo stesso.

    Dovremmo lasciarci andare al cambiamento, vivere con serenità il fatto che ci stiamo rinnovando e che perciò non abbiamo più bisogno dei modelli del passato.

    Abbandoniamo serenamente i vecchi schemi, perché l’evoluzione ha a che fare con la libertàdi essere ciò che vogliamo.

    Ci riusciremo quando saremo in contatto con noi stessi e, consapevoli della direzione intrapresa, non subiremo passivamente il cambiamento.

     

    (Ph: Prateeksha Singh)

    Come fare?

    Prima di tutto accettandoci, con i nostri pregi e con i nostri difetti.

    Accettarci è il primo modo per capire le nostre debolezze e proteggere con fermezza il nostro punto di vista dai giudizi e dalle imposizioni delle altre persone.

    Dobbiamo metterci alla prova, restare da soli, cambiare ambiente, uscire dalla nostra zona di comfort e fare con noi stessi tutto ciò che faremmo per conoscere meglio un estraneo.

    Ci preoccupiamo infatti di conoscere gli altri quando non sappiamo con certezza chi siamo noi.

    Una buona abitudine è la meditazione, in quanto strumento efficace per entrare in contatto con il presente, desistendo dall’obiettivo di controllare il futuro.

    Diventare consapevoli del proprio qui e ora è una prova di autostima.
    Impariamo a conoscerci, ad apprezzare chi siamo, a valorizzare le nostre caratteristiche, a dare credito ai nostri desideri.

    Solo allora cominceremo a costruire la nostra leggenda personale.

    La vita è fatta di meravigliose storie che vanno raccontate e che servono per scrivere il nostro presente.

    A presto!

     

     

  • Io, mio padre e Diego Armando Maradona: perchè tutti abbiamo bisogno di ispiratori

    Io, mio padre e Diego Armando Maradona: perchè tutti abbiamo bisogno di ispiratori

    Oggi mi sono domandato: chi sono gli ispiratori?
    Sono personaggi unici che ci trascinano via dal quotidiano e ci mostrano lo straordinario.

    Persone che hanno la capacità di creare energia intorno e regalarla al prossimo, pronto a ricevere un dono che non è necessariamente materiale, ma che è pur sempre un grande dono.

    Questa mattina ho avuto una stimolante chiacchierata con una cara amica, Anna, la quale mi ha fatto tornare al passato citando i favolosi anni ’80.

    Mi sono ricordato di quando, con mio padre, avevamo delle piccole battaglie legate al calcio.

    Lui, tifosissimo del Napoli, io della Juventus… Una lotta continua.

    Non capivo perché mi raccontasse sempre le gesta di questo sorprendente individuo, Diego Armando Maradona.

    Mi diceva:

    vedi, io ho tifato Maradona ai mondiali di Italia’90 perchélui rappresentava e rappresenta per me un qualcosa di importante, di inspiegabile

    Cosa significa ispirare

    Forse, a distanza di anni, ho capito cosa fosse questa emozione che vedevo brillare negli occhi di mio padre e in molte altre persone quando parlavano di lui; credo di aver compreso cosa significa essere un ispiratore.

    Maradona
    Maradona deluso dopo una sconfitta subita dal Napoli nel torneo di Serie A 1988-1989

    Maradona è stato una guida per i tifosi del Napoli e per le persone emigrate, perché ha permesso alla gente di realizzare un sogno, una gioia da condividere: lo scudetto.

    I tifosi hanno avuto la possibilità di sentirsi ripagati per aver creduto in lui in modo incondizionato, per essersi emozionati e identificati in una unica, grande comunità.

    Ormai avete imparato a conoscermi un po’ e sapete che non mi interessa fare distinzioni tra nord e sud.

    Penso però che i napoletani, più degli altri, siano stati fortunati perché hanno avuto una persona che li ha ispirati, che li ha guidati con coraggio, positività, desiderio e speranza.

    Ognuno di noi dovrebbe avere una persona che lo ispiri

    Qualche anno fa, in occasione di un viaggio a Napoli, mi sorprese una scritta sul muro di un cimitero che diceva (in napoletano, qui tradotto)

    Ragazzi, che cosa vi siete persi

    Ricordo che quando l’ho vista ho avvertito l’emozione di chi era presente…

    Mi sono reso conto che ognuno di noi dovrebbe avere una fonte d’ispirazione che lo metta in condizione di non perdere la speranza, per camminare con il desiderio in una tasca e il coraggio nell’altra, per sfidare le paure con la consapevolezza che qualcuno prima di noi l’ha fatto e ci è riuscito.

    Quindi, prendiamo il pallone che simbolicamente qualcuno ci passa durante la partita della nostra vita, e iniziamo a giocarcela senza se e senza ma, con la certezza che comunque vada, ce la siamo giocata.

    A presto!

  • Non precoccuparti dei giudizi e delle opinioni degli altri: la tua diversità è la tua unicità

    Non precoccuparti dei giudizi e delle opinioni degli altri: la tua diversità è la tua unicità

    “Più si giudica, meno si ama” 

    diceva Honoré de Balzac, e non si tratta solo di non amare il prossimo, ma anche e soprattutto di non amare se stessi.

    Perché amare se stessi significa mettere da parte il desiderio di essere accettati, per essere fedeli alla nostra individualità.

    Immagina di essere innamorato o innamorata di qualcuno, e che questo abbia un grande talento, ad esempio nella pittura.

    Questa persona è talmente appassionata alle cose che fa che a volte è sbadata, oppure segue l’istinto creativo e si mette a dipingere ovunque, non

    facendo neanche caso alle macchie qui e là sui vestiti o sul corpo.

    Non lo difenderesti a spada tratta di fronte a chi si permettesse di esprimere un giudizio?

    Un giudizio che potrebbe pregiudicare la sua felicità, la sua ingenuità, il suo talento artistico e la sua meravigliosa cretività?

    opinioni
    (Ph: Steve Johnson)

    Ora che hai risposto, dimmi perché lo faresti per qualcun altro e non per te stesso/a

    Forse perché non ti ami abbastanza o non hai fiducia nel tuo talento e nelle tue potenzialità.

    Ti rassicuro io: sei un ingranaggio unico e perfetto, che deve solo imparare a proteggersi dal mondo esterno e cominciare a concentrare energie preziose sul suo obiettivo.

    Ricordati che lo sforzo va fatto in entrambe le direzioni: non preoccuparti del giudizio degli altri ma non perdere tempo a giudicare.

    Per cui tieni presente alcune indicazioni:

    1) Concentrati sul presente e sugli obiettivi da raggiungere

    2) Pensa prima di parlare, non sprecare fiato e risorse

    3) Impegnati a comporre la colonna sonora della tua vita, sottraendoti al giudizio degli altri

    4) Impara ad attrarre persone che possano aiutarti nella tua impresa, le altre allontanale

    5) Utilizza tutto il coraggio e la forza d’animo possibile per vivere una vita piena

    6) Usa la tua creatività e ricorda le tre I: Immaginazione, Idee e Innovazione

    before
    (Ph: Michelle Bonkosky)

    Il movimento è fondamentale: il movimento creativo

    Lo scopo principale dell’uomo è il progresso, e per progredire è necessario che qualcuno si muova in avanti e che faccia qualcosa che gli altri non hanno ancora fatto.

    Puoi capire benissimo che stando fermi non si progredisce.

    Aggiungo che stando fermi non saremo mai felici e appagati.

    Il nostro corpo, che è una macchina intelligente, ce lo dice spesso: basti pensare alle crisi d’ansia e agli attacchi di panico.

    Attribuiamo sempre la colpa all’esterno, e quando andiamo dallo psicologo e poi ci dice che è qualcosa dentro di noi che non ascoltiamo, cadiamo dalle nuvole dalla sorpresa.

    Mi viene proprio in mente Lady Gaga, vista anche la recente vittoria e il clamore suscitato per l’esibizione con Bradley Cooper agli Academy Awards.

    La stessa ha confessato di essere stata più volte vittima di bullismo e che questo l’abbia portata a crisi d’ansia e a detestare se stessa e il suo corpo.

    Nonostante ciò non ha mai permesso che i giudizi degli altri arrivassero a distruggere il suo talento.

    Ci è voluto coraggio inizialmente per farsi accettare, abiti vistosi compresi, ma guarda dov’è adesso.

    Nessuno è perfetto e, per alcuni, così come per Lady Gaga, il percorso per arrivare è più difficile di altri, ma alla fine l’universo ripaga i tuoi sforzi e le soddisfazioni arrivano.

    Quindi togli la maschera e inizia a vivere, e ricordati che sei sempre in tempo per cambiare.

    A presto!

  • Non aver paura di cambiare: una vita senza provarci è una vita sprecata

    Non aver paura di cambiare: una vita senza provarci è una vita sprecata

    Non sempre cambiare equivale a migliorare, ma per migliorare bisogna cambiare, Winston Churchill

    Mi capita spesso di scambiare qualche parola con le persone che incontro alle conferenze.

    Si approcciano tutte più o meno allo stesso modo, prima si complimentano per l’entusiasmo e la passione che metto nei discorsi, e poi si lamentano del loro lavoro.

    A quel punto chiedo sempre cosa siano intenzionati a fare per cambiare la loro situazione.
    Silenzio… Assordante silenzio…

    Dopo qualche minuto di riflessione cominciano a farmi la lista dei motivi (che io chiamo ‘lista delle scuse’), per cui non possono, o non vogliono, cambiare la loro condizione.
    Ci sono anche motivi seri, e su quelli non mi pronuncio, ma vi assicuro che il 90% delle volte il problema è tutto in mano alla persona che parla.

    Non aver paura di cambiare

    Non cambiare per via della paura equivale a fare una scelta sbagliata.

    Bisogna dedicarsi al cambiamento facendo leva sul coraggio e abbandonando il timore del giudizio proprio e degli altri.

    Solo se mettiamo in conto di dedicare tempo e risorse al cambiamento, saremo pronti per iniziare.

    Guardiamo le persone appagate dal loro lavoro, emanano una sorta di aura, non si sentono mai sotto pressione e contagiano gli altri con il loro entusiasmo.

    Esercitiamoci

    Se vogliamo una dose di motivazione per dedicarci a ciò che ci piace, facciamo questo semplice esercizio: dividiamo un foglio in due parti e scriviamo, nella metà di sinistra, cosa lasceremmo indietro con il cambiamento (scriviamo anche le emozioni negative che vogliamo abbandonare, ad esempio “insoddisfazione”) e sulla destra a cosa vogliamo andare incontro (anche qui emozioni comprese).

    Se ancora non ci basta per saltare, aspettiamo, teniamo il foglio da parte e compiliamolo per un po’ di tempo, magari per qualche mese.

    Osserveremo crescere sul foglio e in noi, giorno dopo giorno, la carica, mentre abbandoneremo man mano la paura.

    Può anche darsi invece che abbiamo voglia di cambiare e che ci sentiamo pronti a farlo, ma non abbiamo un obiettivo: fermiamoci a riflettere, mettendo ben a fuoco quello che ci piace fare.

    Abbiamo un hobby, una passione? Non escludiamo che proprio questa possa diventare il nostro nuovo lavoro.

    E non pensiamo che sia troppo tardi.

    Un signore a ottant’anni si è laureato, qual è la nostra scusa?

    Finora abbiamo sprecato il nostro tempo per fare qualcosa che non ci piaceva, vogliamo continuare davvero a farlo, proprio ora che abbiamo preso consapevolezza della nostra posizione?

    Spero proprio di no.

    zainoIl viaggio

    E quando saremo finalmente pronti restiamo concentrati, perché non sarà per niente facile.

    Dobbiamo partire subito, sperimentare e metterci alla prova.

    Sbaglieremo, correggeremo il tiro e correrremo di nuovo verso il nostro obiettivo.

    Ci imbatteremo in varie difficoltà, ma posso garantirti che l’universo sorride e risponde solo a chi desidera qualcosa e si muove per ottenerla.

    Se siamo sulla strada giusta, ci accorgeremo immediatamente delle risposte e dei ‘segnali’ che il resto del mondo ci manderà.

    Se invece siamo attanagliati da dubbi e timori, non ce la faremo.
    Fallisce non chi ha paura, ma chi si lascia sopraffare dalla paura.

    Ricordiamoci le parole di Michael Jordan

    Nella mia vita ho sbagliato più di novemila tiri, ho perso quasi trecento partite, ventisei volte i miei compagni mi hanno affidato il tiro decisivo e l’ho sbagliato. Ho fallito molte volte. Ed è per questo che alla fine ho vinto tutto

      e ancora

    Posso accettare la sconfitta, tutti falliscono in qualcosa. Ma non posso accettare di rinunciare a provarci

  • Esplora il mondo e conosci te stesso: sbarazzati di convinzioni e pregiudizi

    Esplora il mondo e conosci te stesso: sbarazzati di convinzioni e pregiudizi

    Il filosofo Ralph Waldo Emerson diceva:

    Non andare dove il sentiero ti può portare, vai invece

    dove il sentiero non c’è ancora e lascia dietro di te una traccia

    Non c’è traccia del sentiero quando nasciamo. I bambini, con la loro creatività e la loro visione del mondo unica, ne sono una prova.

    Le loro affermazioni innocenti sono piene di verità e ci lasciano sempre stupiti, senza parole.

    Per tutta la vita siamo bombardati dai condizionamenti e dalle convinzioni altrui, dagli stereotipi e dai pregiudizi della famiglia in cui cresciamo, del luogo in cui viviamo, delle scuole che frequentiamo, delle persone di cui ci circondiamo, che ci fanno credere che tutto sia già definito, che le regole siano già state scritte.

    Ci fanno credere che, se copiamo determinati modelli, saremo premiati: otterremo successo, soldi, notorietà.

    La verità è che solo noi possiamo decidere in che direzione andare, quale strada prendere, quali premi ottenere.

    Dobbiamo solo liberarci dal timore dei (pre)giudizi, dai condizionamenti e dai limiti imposti dagli altri.

     

    zaino

    L’occorrente per esplorare: uno zaino, una bussola, un mazzo di carte e un pentagramma

    Io vedo questo: nasciamo con uno zaino, una bussola, un mazzo di carte e un pentagramma.

    Lo zaino, che è solo nostro, lo mettiamo sulle spalle. Di tanto in tanto, se lo vogliamo, condividiamo parte del contenuto, oppure lo svuotiamo per fare posto ad altro, ma ce ne prendiamo sempre cura. Lo custodiamo e lo proteggiamo dalle intemperie, cioè dai pregiudizi e dalle influenze degli altri.

    La bussola ci indicala direzione da prendere.

    Il mazzo di carte ci aiuterà a comprendere che il nostro destino non è già scritto, ma che ci sono infinite combinazioni da scoprire.

    Il pentagramma serve a scriverci sopra la colonna sonora della tua esistenza.

    Non lasciarla incompleta, componila per intero e soprattutto ascoltala.

    Tutti questi oggetti cosa ci suggeriscono?

    Sicuramente di partire e di non rimandare, perché il destino non è ancora scritto, ma possiamo scriverlo noi, disegnandolo su una tela con colori che illumineranno ogni passo che muoveremo verso la nostra meta.

    Se tra voi cari lettori ci sono persone che si autolimitano, dicendosi frasi come “ma io non ho i soldi”, “ma io non ho i mezzi”, “ma io non ho tempo”, ho qualcosa da dirvi.

    È vero, alcune condizioni di partenza possono metterci in difficoltà, ma diventano limiti (ambientali, sociali, economici) se, con l’andare del tempo, le trasformiamo in catene chiamate “alibi”.

    Definiamoli invece come ostacoli temporanei, che potremo superare se ci impegneremo e lavoreremo duramente.

    Diventeranno per noi momenti di crescita straordinaria.

    Nella mia vita ho viaggiato molto, e ho anche vissuto in posti molto lontani.

    Abituarsi a vivere in posti diversi  dal nostro per cultura e tradizioni è stato inizialmente un trauma, ma ho appreso tanto dalla prova che la vita mi ha messo davanti: ho riempito il mio zaino con esperienze che mi hanno aiutato poi a percorrere strade mai immaginate prima.

    (Ph: Devin Justesen)

    Quanta volontà c’è in te?

    Chieditelo e comincia subito a muovere i tuoi primi passi.

    Lasciati alle spalle il passato, non pensare al futuro e goditi il presente.

    Hai un mappamondo: puntaci sopra il dito e parti.
    Fin da quando sei nato l’universo ti ha donato un biglietto aperto, attraverso cui poter scegliere la destinazione.

    Non ti resta che partire.

     

    Non perderti i prossimi articoli perché condividerò con te alcuni degli insegnamenti che ho appreso nelle mie esplorazioni per il mondo e nel meraviglioso viaggio che è la vita.

  • Il talento è innato? E, se è innato, perché non si vede fin dalla nascita?

    Il talento è innato? E, se è innato, perché non si vede fin dalla nascita?

    Ognuno è un genio. Ma se si giudica un pesce dalla sua abilità di arrampicarsi sugli alberi, lui passerà tutta la sua vita a credersi stupido

     

    C’è chi dice che questa citazione sia di Einstein, chi invece lo nega.

    Non ha importanza, perché questa frase si collega con l’argomento di cui voglio parlare oggi, il talento.

    Prima di tutto separiamo il talento dalla scuola.

    Senza voler sminuire l’importanza dell’istruzione, è facile rendersi conto che, poche volte, un modello come la scuola, fatto per adattarsi a tutti, è capace di valorizzare il talento del singolo.

    Purtroppo non c’è scuola che ti insegni come metterti in contatto con il tuo talento creativo.

    A peggiorare la situazione ci si mettono spesso anche i genitori, quando dicono frasi come:

    “Hai visto il tuo compagno come è bravo?” o “Mi hai deluso”.
    Il bambino è spinto quindi a ‘gareggiare’ per una medaglia, per un premio spesso lontano da quello che sente davvero suo.

    Oppure finisce per non arrivare mai a conoscere una parte di sé, il suo istinto creativo, il suo talento.

    talento
    (Ph: Annie Spratt)

    Come è possibile ricollegarci all’energia del nostro talento?

    Innanzitutto, se non l’hai ancora fatto, ti consiglio di passare per queste tappe: Il Sogno, Il Viaggio, Il Coraggio per imparare a riconoscere la tua parte più intima, quella più vicina ai tuoi sogni, e prepararti per un nuovo cammino verso la felicità e la realizzazione.

    Poi ricorda che

    ognuno di noi è un talento e il talento non è altro che la  creatività legata alla capacità dalla passione

    Sono cinque le parole chiave:

    – Talento

    – Creatività

    – Conoscenza

    – Passione

    – Capacità

    Il talento lo riconosceremo soltanto una volta che ci ricollegheremo alla nostra anima e abbandoneremo le convinzioni, per entrare una volta per tutte nel mondo della consapevolezza, vivendo nel presente, nel qui e ora.

    La creatività è la madre del nostro talento ed è caratterizzata da un aspetto importante: è unica

     Siamo spesso portati a imitare, a emulare chi è più bravo di noi.

    Ma come posso pretendere di diventare come Van Gogh se il mio talento non è quello della pittura?
    Questo atteggiamento, spesso impostoci dalle aspettative e dai giudizi degli altri, è estremamente rischioso.

    Prima di tutto perché alle volte ci allontana dal nostro sogno; in secondo luogo perché, anche se il nostro talento fosse molto simile a quello della persona imitata, non ci permetterebbe di distinguerci e fare splendere la nostra unicità.

    Ci vogliono passione e capacità per staccarci dal giudizio e dalle imposizioni delle altre persone e della società e per cercare la nostra felicità.

    Perché se non ci metterai impegno, sacrificio, desiderio, coraggio e abnegazione, difficilmente raggiungerai i tuoi obiettivi.

    talento
    (Ph: Conor Samuel)

    Se ti senti spento, demotivato, annoiato, vuol dire che non sei ancora collegato a quel desiderio che ti spinge a intraprendere il viaggio verso la realizzazione del tuo sogno, il  tuo talento creativo è addormentato.

     Hai presente quelle persone che sembrano luminose, sorridenti, sempre ottimiste anche nei periodi difficili; quelle che hanno passione ed entusiasmo per ogni cosa che fanno?

    Si sentono così perché mettono al primo posto il loro sogno, e ogni giorno è uno stimolo per continuare, è un viaggio avventuroso e stimolante.

    Si dice infatti che il talento risieda in una zona precisa del cervello, e che da lì partano le idee, che si illuminano come lampadine.

    Le persone insoddisfatte sono spente, quelle creative luminose

    Una volta riconosciuta, dentro di noi, la voce del nostro talento, fa’ attenzione nel gestirla, perché il talento è una forza creativa che non si tiene a bada: va fatta crescere piano, altrimenti c’è il rischio che esploda violentemente, causando dei danni.

    Peggio ancora, potrebbe implodere.

    L’energia che hai dentro di te, quella che non si esaurisce con il passare degli anni, che non ha un’età anagrafica e che non va mai soffocata, ti condurrà all’autorealizzazione.

    L’uomo è tormentato dal desiderio di regredire fino a rientrare nell’utero materno e dal desiderio di essere nato completamente. Molti muoiono senza essere mai nati completamente.

    Creatività significa aver portato a termine la propria nascita prima di morire.
    Educare alla creatività significa educare alla vita.

    Erich Fromm

    Qual è il mio sogno?

    Quello di conoscerti, di comunicare con te in questo momento e di raccontarti la mia esperienza.