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  • Successo? Non stare fermi, agire, è l’unica possibilità.

    Successo? Non stare fermi, agire, è l’unica possibilità.

     

    • Primo, non stare fermi, agire, è l’unica possibilità di rinascita
    • Secondo, è l’agire che ci dice quello che siamo.
    • Terzo, reagire al fallimento, parola d’ordine: resilienza.

    Numerose le trappole della mente che spesso ci impediscono di imparare dagli errori e ottenere risultati migliori.

    La prima tendenza è quella del rifiuto. Sembra che ammettere di avere fatto un errore e provare a correggerlo sia la cosa più difficile del mondo. Richiede infatti di “mettere in discussione il proprio successo”.

    Perché abbiamo una naturale propensione al rifiuto? Gli psicologi hanno dato a questo atteggiamento il nome di “dissonanza cognitiva” che descrive le difficoltà della mente nel conciliare due pensieri apparentemente contraddittori.

    La seconda trappola che la mente ci riserva consiste nel rincorrere le nostre sconfitte nel tentativo di scacciarle. Fare pace con le nostre sconfitte può essere insostenibile.

    Mentre il rifiuto è non voler riconoscere un errore e rincorrere le proprie sconfitte aggrava il danno nel tentativo di cancellare frettolosamente lo sbaglio, l’editing edonistico è un processo più elusivo che consiste nel convincere noi stessi che l’errore non conta.

    Un modo per metterlo in pratica è fare un unico fascio di vittorie e sconfitte.

    Un processo psicologico diverso, sebbene abbia un effetto simile sulla nostra capacità di imparare dagli errori, consiste semplicemente nel reinterpretare i fallimenti come successi. Ci convinciamo che quello che abbiamo fatto non è così male, anzi che tutto è riuscito al meglio.

    Reinterpretare i fallimenti come successi, abbandonando la paura del giudizio  di chi è schiavo del proprio EGO

    Parola d’ordine: RESILIENZA

    Un gruppo di ricercatori, tra cui lo psicologo Daniel Gilbert, ha dimostrato quanto questa tendenza sia profondamente radicata nella nostra mente.

    “Questa è la felicità in sintesi: quello che ho avuto è molto meglio di quanto pensassi! Quello che non ho avuto, fa schifo!”

    Tendiamo a considerare le decisioni che abbiamo preso in passato migliori di quello che sono.

    Sono questi, dunque, i tre ostacoli che ci impediscono di seguire il vecchio consiglio “impara dai tuoi errori”:

    • il rifiuto, perché non sappiamo separare il nostro errore dall’autostima
    • il comportamento autodistruttivo, perché aggraviamo le sconfitte cercando di recuperarle
    • i tentativi di indorare la pillola delineati da Daniel Gilbert, in base ai quali ricordiamo gli errori del passato come fossero trionfi, o mescoliamo insieme fallimenti e successi.

    Namastè

     

    Photo by Bich Tran 

  • Creatività, la nostra sana inquietudine

    Creatività, la nostra sana inquietudine

    La nostra unicità è uno strumento potentissimo per portare un vero processo di cambiamento nella nostra quotidianità, nel nostro qui e ora.

    Viviamo in un’epoca dove non è più sufficiente essere semplicemente innovatori, dobbiamo essere, dirompenti, inquieti,  veri rivoluzionari, per questo motivo dobbiamo ritrovare e liberare  la nostra creatività.

    La Creatività ha bisogno di una mente non convenzionale, altrimenti continua ad utilizzare gli stessi modelli mentali che il nostro Ego ci ripropone.

    Nella vita come nel lavoro. Essere creativi significa essere nel nuovo e naturalmente- il nuovo- ci porta a vivere il qui e ora, abbandonando le convinzioni passate. Con la creatività siamo collegati costantemente alla sperimentazione, all’innovazione, all’esplorazione. Tutto questo non ci dà nessuna garanzia su cosa verrà fuori, su cosa succederà, ma una certezza l’abbiamo: scegliamo noi.

    Liberiamo la nostra creatività, solo cosi andremo verso il nuovo

    La creatività non ha limiti, ci consente di immaginare qualsiasi cosa e le idee che ne scaturiscono sono portatrici di possibili e straordinari cambiamenti. Ma come faccio ad essere creativo? O meglio come posso far uscire la mia infinita creatività?

    Non dobbiamo avere paura, non dobbiamo avere paura di sbagliare, non dobbiamo avere paura del giudizio. Dobbiamo invece portare sempre con noi una meravigliosa e sana “follia”.

    Scrittori, musicisti, pittori, poeti, imprenditori, sportivi e molti altri,  sono grandi perchè hanno fatto della loro creatività il loro mantra.

    Donne e uomini come: Gandhi, Gesù, Socrate, Nelson Mandela, Giordano Bruno, Nikola Tesla, Frida Kahlo, Marie Curie, Billie Holiday, Maria Montessori, Martin Luther King, Steve Jobs sono alcune delle figure perseguitate perché portatrici del nuovo, portatrici delle idee rivoluzionarie scaturite dalla creatività.

    Questo è quello che dobbiamo insegnare alle nuove generazioni. Dobbiamo liberare la loro grande bellezza!!!!!

     

    Parlavano in modo nuovo, si comportavano in modo non convenzionale e la massa non poteva tollerarlo. La cosa incredibile è che queste persone hanno sacrificato la propria esistenza per portare ricchezza a tutta l’umanità. I creativi sono folli, sono inquieti, e  si comportano come tali.

    Rischiano tutto per le loro idee, per la loro infinita immaginazione, senza nessuna garanzia. La cosa straordinaria è che vivono della loro creatività e sono portatori e portatrici di sana energia, sono il sale della vita, portano prosperità, innalzano la coscienza delle persone, ma soprattutto infettano il mondo di positività e speranza.

    Tutta l’evoluzione del mondo è scaturita da persone definite “folli e inquiete”. Non si curano delle masse. Le menti collettive sono contro il nuovo. Affermazioni come: “Si è sempre fatto cosi”, “Non lasciare la strada vecchia per quella nuova”, “Sono cose da uomini” , ” Sei troppo giovane per capire” etc., sono il veleno  contro il nuovo, sono l’eredità tramandata dalla tribù che ha paura del vivere il qui e ora ma sopratutto non ha il coraggio di cambiare.

     

    Photo by edgar chaparro

  • Dal supermercato dell’abitudine alla boutique della creatività per dare vita a un nuovo Rinascimento

    Dal supermercato dell’abitudine alla boutique della creatività per dare vita a un nuovo Rinascimento

    Stiamo vivendo un momento straordinario, al tempo stesso difficile ma ricco di opportunità.

     

    In passato grandi tragedie hanno dato il via a nuovi periodi di crescita.

    Epidemie e guerre sono state seguite da rinascite. Questo è il caso, ad esempio, del secondo conflitto mondiale, che lasciò il nostro paese distrutto dai bombardamenti, dal regime e dalla fame.

    Ma fu proprio in quell’occasione che gli italiani diedero il meglio di loro stessi, tanto da essere definiti, dallo storico Gaetano Salvemini, “un formicaio più rapido a costruire di quanto siano stati gli altri a distruggere”.

     

    Più di settanta anni dopo ci ritroviamo in una situazione simile. La pandemia causata dal Covid19, per fortuna, non ha provocato vittime e distruzioni paragonabili a quelle causate dalla seconda guerra mondiale, ma ha inflitto seri danni all’economia e all’istruzione, fino a mettere in discussione il nostro stesso stile di vita.

    Forse è necessario un approccio diverso, una crescita diversa, forse il mondo non può e non deve tornare ad essere quello di prima.

    Questa nuova consapevolezza apre un enorme ventaglio di eccitanti possibilità, un futuro tutto da costruire, ed è qui che deve entrare in gioco la nostra creatività. Dovremo passare dal supermercato dell’abitudine, delle convinzioni alla boutique della creatività.

     

    Lo sviluppo e l’espressione della nostra creatività, attraverso il talento di ogni singolo individuo,  possono essere d’ispirazione per gli altri, e possono portare a una e vera e propria rinascita culturale.

    A un nuovo Rinascimento. Lo stiamo aspettando da molto ed è forse finalmente venuto il momento che si realizzi. Noi potremmo essere spettatori ma, soprattutto, artefici di una nuova epoca d’oro.

     

    A tal proposito, è facile intuire che i maggiori artefici di questo futuro siano destinati ad essere i giovani mentre noi altri, gli adulti, i meno giovani, abbiamo il compito d’ispirarli. Dobbiamo essere d’esempio, con i gesti, ovviamente, ma anche con le parole, con il racconto e soprattutto con l’esempio.

    Ma come facciamo ad attrarre la loro attenzione, a farci ascoltare? Come facciamo a toglierci quella maschera che in molti casi nasconde il nostro vero io, la nostra unicità?

    La prima cosa è avere coraggio e non avere paura del giudizio. La seconda cosa, forse la  più importante nel raccontarsi ai giovani è dire loro cose che ancora non conoscono e ascoltali.  Sono bombardati continuamente da informazioni, più o meno veritiere o interessanti. Tutte cose che hanno già sentito mille volte.

    Per attirare la loro attenzione e fare la differenza, dobbiamo condividere con loro l’unicità della nostra esperienza e di noi stessi.

     

    Non è detto che sia facile, anzi è più faticoso che nascondersi dietro gli schemi o i finti personaggi che tanto ci fanno sentire al sicuro. Ma è sicuramente più efficace ed anche più divertente, come tutte le nuove sfide.

    Dovremo cambiare il nostro punto di vista, la nostra solita prospettiva. Solo così potremo fornire a ragazze e ragazzi uno strumento in più, una chiave di lettura che li aiuti , non solo a crescere, ma anche a entrare nel mondo della consapevolezza in modo da essere, un giorno  a loro volta ispiratrici e ispiratori.

     

    Ma come otterremo questo obiettivo? Usando la nostra creatività, fonte inesauribile di soluzioni alternative ed inaspettate.

    Quindi, per stimolare la creatività altrui dovremo stimolare anche la nostra,  nei contenuti e nei modi. Per contribuire a costruire, dunque, la società del futuro che desideriamo.

     

    Namaste

     

    Photo by: Roberto Lopez

  • Nomadi Creativi

    Nomadi Creativi

     

    Campus Orienta – Il Salone dello Studente, Hubrains e XScoreInsight  presentano:

                                                                  “Nomadi Creativi”,

    un progetto nato per unire gli studenti sui temi  dell’innovazione sociale e la crescita culturale

     

    Gli studenti di tutta Italia potranno confrontarsi sulle tematiche dell’innovazione sociale grazie a un concorso che li vedrà impegnati nella realizzazione di una miniserie di Podcast, accompagnato dagli “Aperitivi Creativi”, incontri virtuali con esperti del mondo dell’Università e del lavoro sui temi della Social Innovation.

     

    Si chiama “Nomadi Creativi” un progetto che nasce per mettere in contatto e a confronto gli studenti di tutta Italia sui temi legati all’Innovazione sociale e la crescita culturale.

     

    Lo scopo è creare una vera è propria community che, attraverso un grande concorso, rivolto agli studenti di tutte le scuole superiori italiane di secondo grado, darà l’opportunità a ragazze e ragazzi di cimentarsi con quella che è diventata una delle modalità di trasmissione contenuti più amata dai giovani: il podcast.

    Sono, infatti, 14 milioni gli utilizzatori dei podcast in Italia, con un +15% rispetto al 2019 (Nielsen 2020). Un trend in continua crescita soprattutto nella fascia più giovane: si calcola che il 19% dei podcaster siano studenti (Ricerca Ipsos 2020).

     

    Il contest, sviluppato da Campus Orienta – Salone dello Studente, Hubrains e XScoreInsight, su progetto di Giustiniano La Vecchia, autore e speaker, specializzato in processi di Gestione dell’innovazione, chiama ragazze e ragazzi a sfidarsi a suon di contenuti creativi nella realizzazione di podcast su argomenti legati al tema dell’Innovazione Sociale, ovverosia: Crescita culturale, Educazione civica, Sostenibilità ambientale, Cittadinanza digitale, Professioni del futuro, Green Economy ed economia circolare, Pari opportunità, Soft skills e Creative thinking.

     

    Un ampio ventaglio di argomenti all’interno del quale sarà facile per gli studenti trovare la tematica più adatta alle proprie sensibilità e al proprio talento.

    Un grande evento che, in tempi di isolamento forzato, metterà insieme migliaia di studenti in un concorso digitale.

    Il concorso prevede la realizzazione di una miniserie di tre podcast (uno al mese, da febbraio ad aprile 2021). Che cosa dovranno fare i partecipanti?

    Scegliere il tema, sviluppare un copione con i testi, scegliere i contributi, i titoli e registrare.

    Seguirà poi la fase di montaggio e la scelta delle musiche. Proprio per la molteplicità delle abilità richieste, la struttura del podcast rappresenta un’ottima palestra che consente ai giovani di esprimere la propria creatività in vari campi: dalla musica all’immagine, dalla parola scritta all’elaborazione vocale fino alle tecniche di montaggio.

    Il tutto nell’ambito dei temi che, avendo come faro l’Innovazione Sociale, rappresentano i binari sui quali passerà il futuro delle nuove generazioni e del nostro Paese.

    Lungo tutta la durata del concorso, da febbraio ad aprile, inoltre, ragazze e ragazzi saranno coinvolti in una vera e propria community digitale, tramite gli Aperitivi Creativi, incontri virtuali con esperti del mondo dell’Università e del Lavoro sui temi della Social Innovation. Gli Aperitivi creativi sono dei veri e propri Hub di pensiero e condivisione della conoscenza e individueranno i temi di maggiore interesse attraverso ricerche e tecniche di Intelligenza Artificiale.

    Tutte le attività previste saranno gratuite per scuole e studenti.

    I vincitori saranno annunciati il 4 giugno 2021. Le premiazioni avverranno in autunno nell’ambito del Festival del Doppiaggio “Voci nell’ombra”.

    “Per la prima volta una community permetterà agli studenti delle scuole di tutta Italia, grazie alla modalità del concorso, di esprimersi su tematiche fondamentali per il futuro, loro e dell’intero Paese”, dice Domenico Ioppolo, COO del Salone dello Studente.

    “Divertendosi nella realizzazione di questi podcast e confrontandosi sulle buone pratiche dell’innovazione sociale, i giovani aumenteranno la propria consapevolezza sociale, culturale e ambientale. Senza dimenticare che il learning by doing e la collaborazione in un team rappresentano un ottimo percorso di avvicinamento al lavoro e alla scoperta delle professioni del futuro”.

    “Nomadi creativi è un progetto che si pone nell’orbita dell’innovazione sociale come crescita culturale e che pone al proprio centro l’individuo nella collettività e il miglioramento delle sue condizioni di vita. Per realizzare tutto questo è necessario condividere”, sostiene Giustiniano La Vecchia, ideatore e co-partner dell’iniziativa.

    “Senza relazioni sociali si impedisce la circolazione della conoscenza e quindi della crescita: ecco perché attraverso l’ideazione e l’implementazione di questo nuovo format e con i momenti di condivisione durante gli Aperitivi Creativiâ, cerchiamo di mettere in contatto e a confronto ragazze e ragazzi, docenti, manager, liberi professionisti, studiosi e imprese di tutta Italia e non solo, su tematiche innovative.

     

    Puntando su quella che è una delle doti più importanti in nostro possesso: la creatività”.

    I podcast saranno giudicati da una giuria di esperti secondo determinati parametri di valutazione, tra i quali l’aderenza alla tematica scelta, voci, contenuti, musica, storytelling, impatto emotivo, regolarità di produzione e hashtag. Ogni mese i podcast ricevuti saranno selezionati e caricati sul sito www.salonedellostudente.it oltreché su Spotify, iTunes, Spreaker e Google Play.

    L’indirizzo email a cui mandare il modulo di iscrizione al concorso è: ldoria@class.it. Successivamente la email di riferimento per gli iscritti da utilizzare per l’invio dei podcast e per la prosecuzione del concorso sarà podcast@nomadicreativi.it

     

    Nomadi Creativiâ è un progetto a cura di: Salone dello Studente Campus Orienta e Campus Orienta Digital, azienda leader nel campo dell’orientamento scolastico, organizzatrice dei Saloni dello Studente in presenza e Digitali e della piattaforma Campus Orienta Digital (www.salonedellostudente.it);

    ideato da Giustiniano La Vecchia, autore, speaker ed esperto in Processi di Gestione dell’innovazione (www.giustinianolavecchia.it).

    In collaborazione con HUBrains, Organizzazione non profit che si occupa di alta formazione sulla conduzione d’impresa e per lo sviluppo delle nuove generazioni (www.hubrains.org) e XScoreInsight, startup innovativa, che opera nella valutazione e implementazione della Cultural Growth & Social Innovation all’interno delle organizzazioni mediante l’utilizzo dell’Intelligenza artificiale (www.xscoreinsight.com).

     

    Media Partner: Telesia, media tech company, leader del segmento Go Tv (www.telesia.it). Partner tecnici: ODS, Operatori Doppiaggio, Centro internazionale di doppiaggio, scuola di doppiaggio e produttrice di audiolibri (www.odsweb.it); Parafioriti Confezioni, azienda di eccellenza artigiana che si occupa di abbigliamento (www.parafioriticonfezioni.it).

     

  • Apparente normailità

    Apparente normailità

     

    Le nostre abitudini , le nostre esperienze quotidiane, le costanti situazioni che si susseguono nella nostra vita, le persone che incontriamo giornalmente e le cose che ci accompagnano nella nostra “apparente normalità” non sembrano destare in noi alcun vero stupore.

    Tutto ciò che rientra nella rutine suscita poco interesse, poiché l’abitudine rende la vita di tutti i giorni priva di avventura, stimoli, slancio ed entusiasmo.

    Vivere cosi, con apatia, significa sopprimere la nostra creatività, facendo posto in modo sempre più importante alle cose noiose e scontate, per cui succede che iniziamo a pensare di sapere tutto, e iniziamo a giudicare in modo aprioristico tutto ciò che non si ha la pazienza di osservare.

    Tanto non cambia mai nulla, tanto è cosi, si è sempre fatto cosi…

    Solo le novità e l’entusiasmo delle persone provocano e mobilitano le energie della creatività verso una vera innovazione sociale: esserne completamente privi vuol dire sopravvivere piuttosto che vivere.

    I rischi, le incognite sono importanti per l’essere umano che si troverebbe, senza di essi, a vivere una vita che non lascia spazio all’immaginazione , alla speranza e soprattutto al cambiamento.

    Bisogna coltivare il gusto della novità ed avere la gioia e il coraggio di andare incontro al futuro vivendo il presente, poiché’ il timore dell’imprevisto nasce solo dalla paura di vivere, di osare di mettersi in discussione.

     

    William James, il grande filosofo americano, una volta disse:

    “Iniziate sin da ora ad essere ciò che vorrete diventare d’ora in avanti”

    Noi non sapremo mai chi siamo veramente, non conosceremo mai il nostro valore, se non accettiamo la sfida e il confronto di una realtà che non è un piccolo feudo ma uno spazio da tutti percorribile.

    Il cambiamento, le novità e l’entusiasmo, proiettandoci con coraggio nel mondo esterno, ci danno la possibilità di entrare in una community umana, fatta di conoscenza e condivisione. Ci mettono in condizione  di creare e vivere una vera Innovazione Sociale

    Questa può essere anche diversa da ciò che crediamo, ma che abbiamo assolutamente bisogno per non rischiare di essere ancorati all’Ego, presuntuosi e soprattutto sordi ai cambiamenti.

    Vivere vuol dire partecipare, intervenire, modificare ininterrottamente se stessi e il mondo, sentirsi responsabili della propria esistenza, e avere entusiasmo per il nuovo

    Creazione, cooperazione e condivisione saranno le parole che accompagneranno chi, come molti, avrà deciso di portare innovazione, non soltanto dal punto di vista professionale ma soprattutto personale, per le persone con le persone.

    Le cose   cambiano se lasciamo ad altri un atteggiamento di accettazione passiva delle cose e se non ci preoccupiamo del giudizio degli altri, perché loro non sanno chi siamo veramente, ma noi si.

    Questo è il momento di una  nuova startup della nostra vita e noi, non dimentichiamocelo,   siamo i principali protagonisti, gli startupper del nuovo.

     

    Namaste

     

    Photo by: Sharon Mccutch

  • “La Vita è una Startup – Diario di Bordo”, positività e ottimismo nei giorni del Coronavirus

    I giorni dell’emergenza Coronavirus, in cui siamo costretti a rimanere a casa per evitare il contagio e supportare la sanità pubblica, possono rappresentare un periodo deprimente, privi dei contatti sociali e impossibilitati a condurre la nostra routine quotidiana. Ma se guardiamo a questa circostanza da un’angolazione positiva, scopriamo che il periodo che ci coinvolge può rappresentare un’occasione di rinascita personale. Uno spazio di riflessione dove ritrovare noi stessi con ottimismo e positività: i giorni chiusi in casa vanno visti come una spinta al talento e alla creatività, elementi necessari a condurre la startup della nostra vita. Per questo, assieme a Gianni Gaude, Luigi Lupo, Francesca Melis e Mario Rosini, ho ideato il podcast La Vita è una Startup – Diario di Bordo: un appuntamento audio – disponibile ogni due giorni sulle principali app per i podcast – dove trovare rifugio dall’emergenza con pillole di positività, letture, consigli musicali e cinematografici.

    Un progetto che richiama anche i temi de La Vita è una Startup, il mio libro che trovate – in ebook e cartaceo – su Amazon e in audiolibro su Audible.

     

  • ”Sport & Future”, come riconoscere e gestire un talento

    ”Sport & Future”, come riconoscere e gestire un talento

    Se come è, tutti alla nascita abbiamo un talento, allora varrebbe la pena rispondere ad alcune domande.Come si riconosce un talento? E, una volta individuato, come va gestito? Sono interrogativi a cui è chiamato a rispondere sia un allenatore, nello sport, sia un manager nell’ambito delle organizzazioni aziendali. Perché il talento è in ogni ambito della vita ma per liberarlo e fargli spiccare il volo è necessario un percorso di crescita da parte di un individuo di riferimento, un ispiratore.

    I talenti vanno individuati

    La scorsa settimana  ho lanciato “Sport & Future” – la prima tappa si è tenuta il 2 dicembre al Toolbox di Torino – una serie di eventi dedicati agli allenatori delle società sportive dilettantistiche, alle prese quotidianamente con migliaia di ragazzi da gestire, allenare e per chi, avendo a che fare con il talento, è preposto alla sua crescita e al suo successo. Successo, però, che non deve essere misurato in termini quantitativi: non servono soltanto i numeri, i gol segnati – se parliamo di calcio – o le presenze fatte. Bisogna considerare il benessere del talento: la sua crescita dipende dall’avere di fronte a sé una visione, un obiettivo che lo stimoli a performare. L’allenatore è la figura fondamentale. Spetta a lui il compito di individuare il talento, una merce preziosa e distribuita in modo squilibrato se si pensa che solo il 10% delle persone che noi reputiamo talentuose è il vero responsabile del successo di un determinato dominio. Sapevate che, ad esempio, il 50% di tutta la musica classica ascoltata nel mondo si deve al genio di soli 16 compositori? È un dato emblematico della condizione di emarginato in cui spesso viene relegato il
    talento. E anche qui gli esempi si sprecano dal compositore Bach fino a Van Gogh per arrivare a Gregor Mendel. Dove sono gli errori? Innanzitutto nel valutatore, vittima di un pregiudizio cognitivo: il suo parere nella considerazione delle potenzialità di uno sportivo – o di una personalità con spiccate capacità in qualsiasi settore – è ostacolato da condizioni pregresse che distorcono la reale percezione. Ad esempio questo avviene nei Dratf. Il draft NBA è un evento annuale della National Basketball Association (NBA) nel quale le trenta squadre possono scegliere
    nuovi giocatori. Questi devono avere almeno diciotto anni e di solito provengono dai college, nonostante fossero frequenti anche le scelte di giocatori internazionali o provenienti direttamente dalle high school, opzione divenuta impossibile dal draft del 2006 In questa selezione dei nuovi giocatori per la più importante competizione di basket americana, spesso le loro prestazioni sono inferiori alle aspettative che si sono create durante la scelta, ma i cestisti selezionati e considerati talentuosi vivono nella maggior parte dei casi di rendita. Guadagnano di più, vengono sostituiti di meno e difficilmente cambiano squadra. Ecco un pregiudizio cognitivo.

    Stimoliamo l’entusiasmo

    Una componente fondamentale di un talento è il suo entusiasmo. E un allenatore e ispiratore deve infondere nel giovane questa “essenza di Dio” così come da etimologia del termine. Attrarre, suscitare interesse, spiegare al talento le cause finali del progetto: ecco i doveri di un allenatore. Che è anche un ispiratore: un personaggio unico, che ci trascina via dal quotidiano, dall’apatia e ci porge le chiavi per entrare nello straordinario. Stimola passione, coraggio, entusiasmo e voglia di ripartire. Anche dopo una sconfitta e un fallimento. Una regola che vale per lo sport, per le organizzazioni aziendali. Per la vita.