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  • Siamo tutti  “Nomadi Creativi”, ma pochi lo sanno

    Siamo tutti “Nomadi Creativi”, ma pochi lo sanno

    E’ cosi, la creatività ha bisogno di una mente non convenzionale, altrimenti continua a ripetere gli stessi schemi, nella vita come nel lavoro.

    Essere “Nomadi Creativi” significa essere nel nuovo e naturalmente il nuovo ci porta a vivere il qui e ora, abbandonando le convinzioni passate, per entrare nell’universo della consapevolezza

    Con la creatività siamo collegati costantemente al cambiamento all sperimentazione, all’esplorazione. Tutto questo non ci dà nessuna garanzia  su cosa succederà, ma una certezza l’abbiamo: scegliamo noi.

    La creatività non ha limiti, ci consente di immaginare qualsiasi cosa e le idee che ne scaturiscono sono portatrici di possibili e straordinari cambiamenti.

    Tu che stai leggendo ti stai chiedendo perchè “Nomade Creativo“?

    Provo a spiegarlo.

    Nomade: cerca la migliore condizione per la sua comunità e di conseguenza per se.  Il nomade scorre, lieve, sulla terra, è fluido nell’organizzazione, coglie la vita che gli serve per la vita Quello del nomade, in poche  parole, è come un fascino di gioventù: pare poco serio, ma è di vitalità magnetica.

    Creativo: perchè non si limita alla conoscenza va oltre. Il seme della creatività è già li nel bambino di pochi mesi. E’ questo seme vuole  crescere, progredire,  quindi immagina, elabora idee e cerca nuove strade

    I Nomadi Creativi sono folli perchè si comportano come tali. Rischiano tutto per le loro idee, per la loro infinita immaginazione, senza nessuna garanzia, vivono per il loro scopo.

    Il loro obiettivo è dare  vantaggio alla  comunità e di conseguenza anche a sé stessi, liberando creatività, entusiasmo e passione.

    I nomadi creativi  sono in costante connessione con altri, amano confrontarsi e collaborare, attraverso il  principio del dono.

    Liberano la loro sana inquietudine, anno spazio alla creatività, fatta di  immaginazione, idee e non si limitano a innovare, perchè in molti casi l’innovazione non è più sufficiente!!!

    Vogliono rivoluzionare!

     

    La cosa straordinaria che vivono della loro creatività e sono portatori e portatrici di sana energia, sono il sale della vita, portano prosperità, innalzano la coscienza delle persone ma soprattutto infettano il mondo di positività e speranza.

    Tutta l’evoluzione del mondo è scaturita dai Nomadi Creativi,  persone chiamate “folli”. Non si curano delle masse. Le menti collettive sono contro il nuovo, citazioni come: si è sempre fatto cosi, non lasciare la strada vecchia per quella nuova, sono cose da uomini etc etc., sono l’antidoto contro il nuovo, sono l’eredità tramandata di ciò che si conosce, dalla TRIBU‘.

    Gandhi, Gesù, Socrate, Nelson Mandela, Giordano Bruno, Nikola Tesla, Frida Kahlo, Marie Curie, Billie Holiday, Maria Montessori, Martin Luther King, Marie Curie, sono alcuni Nomadi Creativi perseguitati perchè portatrici del nuovo, portatrici delle idee rivoluzionarie scaturite dalla loro creatività, dalla loro passione e dal loro entusiasmo.

     

    Parlavano in modo nuovo, si comportavano in modo non convenzionale e la massa non poteva tollerarlo. La cosa incredibile, è che queste persone hanno sacrificato la propria esistenza per portare ricchezza a tutta l’umanità.

    Persone, come diceva Cicerone, perseguitate in vita e osannate da morte.

    Ma una verità è certa: ogni volta che un essere umano, donna o uomo che sia,  porta il nuovo, diffonde la sua creatività e condivide le sue idee, ha deciso di vivere!

    Abbandona il proprio Ego alla scoperta della propria coscienza. Sta realizzando il suo scopo, l’essenza per cui è sulla terra, la sua creatività nascosta esce, diventa evidente e quando tutto questo ha inizio, finalmente sta nascendo qualcosa di immenso per tutti.

    Tutti siamo Nomadi Creativi, ma pochi lo sanno

     

    Namastè

     

    Photo by: julian gentilezza

     

  • Il talento

    Il talento

    Se ci figuriamo il talento non possiamo non visualizzare personalità importanti della nostra storia come Leonardo da Vinci, Frida Kahlo,

    Billie Holiday,  Marie Curie, Einstein o Leopardi.

    Ma quando pensiamo al talento nell’impresa difficilmente lo associamo a una genialità individuale, alla sua intelligenza emotiva..

    Siamo in quel caso più pronti a pensare a personalità aggreganti, come Napoleone o Pelé, che hanno contribuito a raggiungere risultati superiori, straordinari, all’interno di un esercito o di una squadra di calcio e dunque all’interno di un’organizzazione.

    Benché il talento viene definito come una capacità individuale vincolata al QI, nella nostra contemporaneità il pieno sviluppo dell’organizzazione va oltre le capacità cognitive e logico-matematiche.

    Creatività e intelligenza emotiva fanno e sempre di più faranno  la differenza

    Dunque, la persona con talento mette in pratica le sue capacità per ottenere risultati superiori all’interno di un contesto determinato: l’organizzazione deve però supportarlo e motivarlo.

    Una persona che non arriva a buoni risultati non significa che non possa farlo in un altro contesto, in un’altra impresa o in un altro ruolo.

    Ogni persona dal suo ruolo può innovare.

    Questo genere di figure è estremamente richiesta dalle imprese perché sono quelle in grado di apportare un certo valore aggiunto, tuttavia esse presentano due problematiche: da un lato sono difficili da scovare, dall’altro non sopravvivono in tutte le organizzazioni, ma solo in quelle che curano il talento, ma sopratutto rispettano le promesse fatte.

    La caratteristica principale della persona di talento è la capacità di raggiungere risultati superiori.

    Inutile dire che nella nostra economia il miglior risultato è l’innovazione attraverso non semplicemente il QI, ma utilizzando quell’intelligenza emotiva vero strumento di crescita personale e dell’organizzazione stessa.

    Questa preziosa risorsa non perviene con la tecnologia né col capitale, ma con quelle persone che sono capaci di mettere in discussione lo status quo e provocare un cambiamento dirompente. 

    Il talento richiede quattro  ingredienti di base: capacità, impegno, azione e padronanza di gestione delle proprie e altrui emozioni.

    Le capacità sono le conoscenze, le abilità, le competenze e le attitudini.

    Se le capacità sono il substrato di base del talento, l’impegno è il motore dal quale la persona apporta quanto più possibile e la gestione delle proprie e altrui emozioni (intelligenza emotiva) è l’abilità che ci permette di controllare le nostre emozioni ed esprimerle in modo assertivo.

    Nella nostra attuale economia l’azione significa velocità e l’innovazione  è la costante.

    Giacché l’evoluzione della tecnologia e inarrestabile, bisogna essere assolutamente in grado di interpretarla e altresì di sviluppare capacità decisionali rapide.

    Professionalizzare il talento significa raggiungere risultati superiori, in un paradigma centrato sulla persona e sull’organizzazione, dove entrambi questi elementi si nutrono l’uno dell’altro.

    Allora si che potremmo considerarci Nomadi Creativi

    Photo by: Boston Public library

  • Benvenuti nell’era della creatività

    Benvenuti nell’era della creatività

    La tecnologia sta cambiando il mondo. Grazie allo sviluppo della robotica e dell’intelligenza artificiale, in un futuro non troppo lontano, robot e apparecchi elettronici svolgeranno i lavori meccanici e ripetitivi che fino a ora sono nelle mani degli operai. Agli uomini, però, resterà il compito di agire nel mondo con una competenza peculiare: la creatività. I protagonisti di questa nuova era del “pensiero creativo” – una capacità propriamente umana – sono i millenial. Gli attori principali di un cambio di paradigma nel modo di concepire il lavoro, il business e l’imprenditoria. E pertanto vanno ascoltati, non solo criticati e bollati dall’alto di una mentalità che sta tramontando.

    Un nuovo scenario

    Lo scenario di un mondo del lavoro rafforzato, se non dominato, dalla presenza dei robot e dell’intelligenza artificiale non è più soltanto frutto di previsioni e proiezioni. Il cambiamento apportato dalle tecnologie è già evidente oggi seppur con un impatto minore rispetto alla portata che si prevede possa avere nei prossimi anni. Ma non bisogna spaventarsi. I robot toglieranno numerosi lavori ma ne creeranno altri: bisogna soltanto accettare il cambio di paradigma che porterà nuove opportunità per le persone.

    Spazio alla creatività

    Il futuro quindi sarà popolato dalla creatività, dall’intelligenza sociale e emotiva, i motori di una nuova forma di produttività. Chi saranno i protagonisti di questa nuova era della creatività e dell’immaginazione? È facile dirlo: i millenial. La generazione nata tra gli anni Ottanta e Novanta che si appresta a sostituire quella dei suoi genitori, i cosiddetti “baby boomer”.  Anzi, i millenial sono già numericamente presenti nella società. In America i hanno già superato in numero i membri della generazione precedente (la Generazione X dei nati negli anni 1960-1980). In Italia parlando di millennial facciamo riferimento a circa 11,2 milioni di persone diviso tra nord Italia (42%) centro (19%), sud e isole (39%). Oggi i millennial sono circa un terzo della forza lavoro, ma entro il 2020 rappresenteranno più del 50% della forza lavoro a livello globale.

    Insomma, è la generazione del futuro che però deve compiere i passi più importanti nel presente, nel qui e ora. È il momento in cui gli adulti, a capo delle aziende o ai piani alti delle istituzioni che contano, comincino loro a dar spazio, a ascoltare le loro voci e istanze. Sfatando miti e pregiudizi che spesso sono stati affibbiati ai millenial.

    ASCOLTA LA PUNTATA DEL PODCAST “NOMADI CREATIVI” DEDICATA ALLA CREATIVITA’