Tag: nuove generazioni

  • Premio, Anello d’Oro al podcast

    Premio, Anello d’Oro al podcast

    Quest’anno ho avuto l’onore di ricevere il premio come miglior podcast dell’anno al Festival Internazionale del Doppiaggio, Voci nell’Ombra, insieme due grandi professionisti, compagni di viaggio e amici: Gianni Gaude e Mario Rosini

    Grazie anche a Tiziana Voarino,  a Pippo Lo Russo di Rai Radio2 , a tutta la  giuria e alle persone che hanno segnalato e ascoltato i nostri podcast.

    Namstè

  • Nomadi Creativi

    Nomadi Creativi

     

    Campus Orienta – Il Salone dello Studente, Hubrains e XScoreInsight  presentano:

                                                                  “Nomadi Creativi”,

    un progetto nato per unire gli studenti sui temi  dell’innovazione sociale e la crescita culturale

     

    Gli studenti di tutta Italia potranno confrontarsi sulle tematiche dell’innovazione sociale grazie a un concorso che li vedrà impegnati nella realizzazione di una miniserie di Podcast, accompagnato dagli “Aperitivi Creativi”, incontri virtuali con esperti del mondo dell’Università e del lavoro sui temi della Social Innovation.

     

    Si chiama “Nomadi Creativi” un progetto che nasce per mettere in contatto e a confronto gli studenti di tutta Italia sui temi legati all’Innovazione sociale e la crescita culturale.

     

    Lo scopo è creare una vera è propria community che, attraverso un grande concorso, rivolto agli studenti di tutte le scuole superiori italiane di secondo grado, darà l’opportunità a ragazze e ragazzi di cimentarsi con quella che è diventata una delle modalità di trasmissione contenuti più amata dai giovani: il podcast.

    Sono, infatti, 14 milioni gli utilizzatori dei podcast in Italia, con un +15% rispetto al 2019 (Nielsen 2020). Un trend in continua crescita soprattutto nella fascia più giovane: si calcola che il 19% dei podcaster siano studenti (Ricerca Ipsos 2020).

     

    Il contest, sviluppato da Campus Orienta – Salone dello Studente, Hubrains e XScoreInsight, su progetto di Giustiniano La Vecchia, autore e speaker, specializzato in processi di Gestione dell’innovazione, chiama ragazze e ragazzi a sfidarsi a suon di contenuti creativi nella realizzazione di podcast su argomenti legati al tema dell’Innovazione Sociale, ovverosia: Crescita culturale, Educazione civica, Sostenibilità ambientale, Cittadinanza digitale, Professioni del futuro, Green Economy ed economia circolare, Pari opportunità, Soft skills e Creative thinking.

     

    Un ampio ventaglio di argomenti all’interno del quale sarà facile per gli studenti trovare la tematica più adatta alle proprie sensibilità e al proprio talento.

    Un grande evento che, in tempi di isolamento forzato, metterà insieme migliaia di studenti in un concorso digitale.

    Il concorso prevede la realizzazione di una miniserie di tre podcast (uno al mese, da febbraio ad aprile 2021). Che cosa dovranno fare i partecipanti?

    Scegliere il tema, sviluppare un copione con i testi, scegliere i contributi, i titoli e registrare.

    Seguirà poi la fase di montaggio e la scelta delle musiche. Proprio per la molteplicità delle abilità richieste, la struttura del podcast rappresenta un’ottima palestra che consente ai giovani di esprimere la propria creatività in vari campi: dalla musica all’immagine, dalla parola scritta all’elaborazione vocale fino alle tecniche di montaggio.

    Il tutto nell’ambito dei temi che, avendo come faro l’Innovazione Sociale, rappresentano i binari sui quali passerà il futuro delle nuove generazioni e del nostro Paese.

    Lungo tutta la durata del concorso, da febbraio ad aprile, inoltre, ragazze e ragazzi saranno coinvolti in una vera e propria community digitale, tramite gli Aperitivi Creativi, incontri virtuali con esperti del mondo dell’Università e del Lavoro sui temi della Social Innovation. Gli Aperitivi creativi sono dei veri e propri Hub di pensiero e condivisione della conoscenza e individueranno i temi di maggiore interesse attraverso ricerche e tecniche di Intelligenza Artificiale.

    Tutte le attività previste saranno gratuite per scuole e studenti.

    I vincitori saranno annunciati il 4 giugno 2021. Le premiazioni avverranno in autunno nell’ambito del Festival del Doppiaggio “Voci nell’ombra”.

    “Per la prima volta una community permetterà agli studenti delle scuole di tutta Italia, grazie alla modalità del concorso, di esprimersi su tematiche fondamentali per il futuro, loro e dell’intero Paese”, dice Domenico Ioppolo, COO del Salone dello Studente.

    “Divertendosi nella realizzazione di questi podcast e confrontandosi sulle buone pratiche dell’innovazione sociale, i giovani aumenteranno la propria consapevolezza sociale, culturale e ambientale. Senza dimenticare che il learning by doing e la collaborazione in un team rappresentano un ottimo percorso di avvicinamento al lavoro e alla scoperta delle professioni del futuro”.

    “Nomadi creativi è un progetto che si pone nell’orbita dell’innovazione sociale come crescita culturale e che pone al proprio centro l’individuo nella collettività e il miglioramento delle sue condizioni di vita. Per realizzare tutto questo è necessario condividere”, sostiene Giustiniano La Vecchia, ideatore e co-partner dell’iniziativa.

    “Senza relazioni sociali si impedisce la circolazione della conoscenza e quindi della crescita: ecco perché attraverso l’ideazione e l’implementazione di questo nuovo format e con i momenti di condivisione durante gli Aperitivi Creativiâ, cerchiamo di mettere in contatto e a confronto ragazze e ragazzi, docenti, manager, liberi professionisti, studiosi e imprese di tutta Italia e non solo, su tematiche innovative.

     

    Puntando su quella che è una delle doti più importanti in nostro possesso: la creatività”.

    I podcast saranno giudicati da una giuria di esperti secondo determinati parametri di valutazione, tra i quali l’aderenza alla tematica scelta, voci, contenuti, musica, storytelling, impatto emotivo, regolarità di produzione e hashtag. Ogni mese i podcast ricevuti saranno selezionati e caricati sul sito www.salonedellostudente.it oltreché su Spotify, iTunes, Spreaker e Google Play.

    L’indirizzo email a cui mandare il modulo di iscrizione al concorso è: ldoria@class.it. Successivamente la email di riferimento per gli iscritti da utilizzare per l’invio dei podcast e per la prosecuzione del concorso sarà podcast@nomadicreativi.it

     

    Nomadi Creativiâ è un progetto a cura di: Salone dello Studente Campus Orienta e Campus Orienta Digital, azienda leader nel campo dell’orientamento scolastico, organizzatrice dei Saloni dello Studente in presenza e Digitali e della piattaforma Campus Orienta Digital (www.salonedellostudente.it);

    ideato da Giustiniano La Vecchia, autore, speaker ed esperto in Processi di Gestione dell’innovazione (www.giustinianolavecchia.it).

    In collaborazione con HUBrains, Organizzazione non profit che si occupa di alta formazione sulla conduzione d’impresa e per lo sviluppo delle nuove generazioni (www.hubrains.org) e XScoreInsight, startup innovativa, che opera nella valutazione e implementazione della Cultural Growth & Social Innovation all’interno delle organizzazioni mediante l’utilizzo dell’Intelligenza artificiale (www.xscoreinsight.com).

     

    Media Partner: Telesia, media tech company, leader del segmento Go Tv (www.telesia.it). Partner tecnici: ODS, Operatori Doppiaggio, Centro internazionale di doppiaggio, scuola di doppiaggio e produttrice di audiolibri (www.odsweb.it); Parafioriti Confezioni, azienda di eccellenza artigiana che si occupa di abbigliamento (www.parafioriticonfezioni.it).

     

  • L’ARTE DELL’IMPOSSIBILE

    L’ARTE DELL’IMPOSSIBILE

     

    “La relazione tra giovani e adulti non è simmetrica, e trattare l’adolescente come un proprio pari significa non contenerlo, e soprattutto lasciarlo solo di fronte alle proprie pulsioni e all’ansia che ne deriva.”

    Umberto Galimberti

     

     

    Insegniamo ai nostri figli a chiedere l’improbabile, l’impossibile!

    Vi siete mai domandati cosa pensano le nuove generazioni del futuro? Vi capita mai di confrontarvi con loro sull’avvenire, su ciò che li attende?

     

    Oggi, se un figlio studia, la prima cosa che impara è che non avrà la certezza di un lavoro e che il suo ingresso nel mondo produttivo avrà delle incognite.

    Quindi, il futuro, che per la nostra generazione era qualcosa di tangibile, perché le premesse che avevamo davanti erano qualcosa di concreto, per loro non lo è.

    Il loro avvenire, non retroagisce come una spinta verso uno scopo, un obiettivo concreto, perché tutto questo non esiste. In compenso sussistono i dubbi e le paure, per cui diventa difficile essere motivati e soprattutto  entusiasti.

    Non possiamo dire loro: “Dai, vedrai che poi qualcosa farai o troverai !

    ” Il futuro non è un poi vediamo, non si può pensare di crescere nel dubbio.

    Il futuro deve essere qualcosa che fa intravedere delle possibilità,  l’inizio di una nuova startup dell’esistenza di una giovane ragazza o di un giovane ragazzo, dei nostri figli.

    Se il futuro fosse una promessa vera, se ci fossero le condizione di possibilità, allora sì che noi ci potremmo muovere con la prospettiva di un fine da realizzare e non con i se i con i ma, ma con i forse o con il peggio che appartiene a ciascuno… poi vedremo…

    A questo aggiungiamo gli ultimi mesi della pandemia e, anche qui, proviamo a immaginare cosa vuol dire eliminare dalla mattina alla sera buona parte della normalità di un adolescente. Pesa a noi adulti, proviamo a immaginare cosa può provocare in loro.

     

    La stessa cosa vale per la scuola! Potresti fare di più ma non ti impegni, come se non ci fosse quella volontà che spinge ad applicarsi. Non basta dire: “Studiate!”.

    Se non capiamo che, anche nella scuola, occorre che i ragazzi e le ragazze si mobilitano  verso un qualcosa, non solo perché qualcuno lo impone loro, ma perché sanno che esiste un scopo, perché lo sentono e, soprattutto, perché c’è un insegnante che ispira, che libera l’entusiasmo, il  loro talento, altrimenti non funziona!

    Bisogna suscitare interesse, allora sì che lo studente si applicherà a scuola, perché attratto, motivato, ispirato, e non perché spinto.

     

    Non funziona più, non funziona più così!

    Siamo ancorati a modelli del passato e non solo nella scuola. Abbiamo smesso sì di essere ispiratori o ispiratrici delle nuove generazioni per diventare  amici dei nostri figli e non potevamo fare cosa peggiore.

    Dovremmo invece ispirarli, liberare la loro creatività, che è composta di immaginazione, di idee e di innovazione conditi da quel fervore che rende l’impossibile possibile. In questo modo potremmo mettere loro in condizione di credere in se stessi, pensare in grande e sognare. Allora si  che diventeremo per loro un punto autorevole di riferimento.

    Educhiamo loro ad avere fiducia in stessi, a non avere paura dei fallimenti o degli errori, ma facciamogli capire  che sono parte del quel meraviglioso viaggio chiamato “Esistenza”.

    Alleniamoli alla resilienza!!!

    Insegniamo loro  a pensare in grande, a sognare a colori e a vivere il qui e ora, perché solo così potranno  pensare al futuro.

    La vera felicità sta nel viaggio e loro hanno diritto di essere felici, come per altro tutti noi.

    Namastè.

     

    Photo by: james lee

  • L’ARTE DELL’IMPOSSIBILE

    L’ARTE DELL’IMPOSSIBILE

     

    “La relazione tra giovani e adulti non è simmetrica, e trattare l’adolescente come un proprio pari significa non contenerlo, e soprattutto lasciarlo solo di fronte alle proprie pulsioni e all’ansia che ne deriva.”

    Umberto Galimberti

     

     

    Insegnamo ai nostri figli a chiedere l’improbabile, l’impossibile!

    Vi siete mai domandati cosa pensano le nuove generazioni del futuro? Vi capita mai di confrontarvi con loro sull’avvenire, su ciò che li attende?

     

    Oggi, se un figlio studia, la prima cosa che impara è che non avrà la certezza di un lavoro e che il suo ingresso nel mondo produttivo avrà delle incognite.

    Quindi, il futuro, che per la nostra generazione era qualcosa di tangibile, perché le premesse che avevamo davanti erano qualcosa di concreto, per loro non lo è.

    Il loro avvenire, non retroagisce come una spinta verso uno scopo, un obiettivo concreto, perché tutto questo non esiste. In compenso sussistono i dubbi e le paure, per cui diventa difficile essere motivati e soprattutto  entusiasti.

    Non possiamo dire loro: “Dai, vedrai che poi qualcosa farai o troverai ! ” Il futuro non è un poi vediamo, non si può pensare di crescere nel dubbio.

    Il futuro deve essere qualcosa che fa intravedere delle possibilità,  l’inizio di una nuova startup dell’esistenza di una giovane ragazza o di un giovane ragazzo, dei nostri figli.

    Se il futuro fosse una promessa vera, se ci fossero le condizione di possibilità, allora sì che noi ci potremmo muovere con la prospettiva di un fine da realizzare e non con i se i con i ma, ma con i forse o con il peggio che appartiene a ciascuno… poi vedremo…

    A questo aggiungiamo gli ultimi mesi della pandemia e, anche qui, proviamo a immaginare cosa vuol dire eliminare dalla mattina alla sera buona parte della normalità di un adolescente. Pesa a noi adulti, proviamo a immaginare cosa può provocare in loro.

     

    La stessa cosa vale per la scuola! Potresti fare di più ma non ti impegni, come se non ci fosse quella volontà che spinge ad applicarsi. Non basta dire: “Studiate!”.

    Se non capiamo che, anche nella scuola, occorre che i ragazzi e le ragazze si mobilitano  verso un qualcosa, non solo perché qualcuno lo impone loro, ma perché sanno che esiste un scopo, perché lo sentono e, soprattutto, perché c’è un insegnante che ispira, che libera l’entusiasmo, il  loro talento, altrimenti non funziona!

    Bisogna suscitare interesse, allora sì che lo studente si applicherà a scuola, perché attratto, motivato, ispirato, e non perché spinto.

     

    Non funziona più, non funziona più così!

    Siamo ancorati a modelli del passato e non solo nella scuola. Abbiamo smesso sì di essere ispiratori o ispiratrici delle nuove generazioni per diventare  amici dei nostri figli e non potevamo fare cosa peggiore.

    Dovremmo invece ispirarli, liberare la loro creatività, che è composta di immaginazione, di idee e di innovazione conditi da quel fervore che rende l’impossibile possibile. In questo modo potremmo mettere loro in condizione di credere in se stessi, pensare in grande e sognare. Allora si  che diventeremo per loro un punto autorevole di riferimento.

    Educhiamo loro ad avere fiducia in stessi, a non avere paura dei fallimenti o degli errori, ma facciamogli capire  che sono parte del quel meraviglioso viaggio chiamato “Esistenza”.

    Alleniamoli alla resilienza!!!

    Insegnamo loro  a pensare in grande, a sognare a colori e a vivere il qui e ora, perché solo così potranno  pensare al futuro.

    La vera felicità sta nel viaggio e loro hanno diritto di essere felici, come per altro tutti noi.

    Namastè.

     

    Photo by: james lee

  • Social Innovation Experience, villa Giona (VR),  19/20 settembre 2020

    Social Innovation Experience, villa Giona (VR), 19/20 settembre 2020

    Perché così spesso e mai come  in questi mesi, sentiamo parlare di crisi e non riusciamo a percepirne i contorni e le possibili vie d’uscita?

    Perché, invece, esistono diverse persone, Ispiratori e Ispiratrici  che questa crisi voglio superarla?

    Persone che,  non solo in passato  hanno vissuto altre crisi, ma sentono il dovere di fare qualcosa.

     Chi sono le nuove figure dominanti dell’economia italiana?

    Chi sono le nuove Ispiratrici e i  nuovi Ispiratori del nuovo millennio ?

    Quanto conta l’innovazione sociale e la crescita culturale  oggi, per affrontare le nuove sfide della globalizzazione nelle economie avanzate?

    E che cos’è questa globalizzazione, che cosa sta cambiando nel nuovo scenario mondiale? In che modo l’innovazione sociale può elaborare soluzioni concrete alle sfide sociali?

    E’ possibile trasformare gli ecosistemi locali nei nodi di una più ampia rete, grazie a partnership e collaborazioni?

     

    Se cerchiamo una ragione per cui, oltre a storici ed antropologi, economisti,  anche manager, leader e imprenditori, dovrebbero interessarsi con attenzione dei rapidi mutamenti nell’economia e nella società, la risposta sta in queste domande, e in molte altre ancora.

    Il Social Innovation Experience  vuole agire proprio qui, preparando un processo di innovazione sociale attraverso la condivisione di idee, per affrontare le sfide del presente e del futuro.

    In questi anni stiamo assistendo, infatti, a una rinnovata attenzione verso l’Essere Umano come motore di sviluppo, tanto da configurare l’innovazione sociale come driver della globalizzazione stessa  e le  persone come:

    “the single most important player in a modern economy”

    Perché?

    Da circa un ventennio stiamo partecipando, da un lato,  alla rivoluzione delle tecnologie,  che a catena hanno avuto enormi effetti sulle economie.

    Dall’altro lato siamo sotto il grande cappello della  globalizzazione e  della finanza, con i suoi effetti sulle organizzazioni  stesse, come dimostra il vigore di fenomeni quali, le startup,  private equity , venture capital, business angel ;  l’integrazione e l’ampliamento dei mercati dei capitali e l’accelerazione senza precedenti dei flussi finanziari.

    Queste spinte congiunte hanno forzato la direzione delle imprese e delle organizzazioni ad affrontare il cambiamento, sempre più rapido ed inatteso.

    Questi ultimi mesi poi, ci hanno dimostrato che siamo usciti dall’economia della finanza per entrare in un’economia dove le persone sono il centro di tutto.

    Un’economia dove lo stato,  le organizzazioni profit e non, sono paralizzate dalla convinzione che solo chi è in cima può cambiare il sistema. Il punto è che le iniziative dall’alto verso il basso difficilmente cambiano che le cose  che devono essere cambiate.

    Ecco perché ogni persona deve poter incidere in un processo di cambiamento, dove le persone lavorano per le persone e con le persone, partendo dalle nuove generazioni.

    In questo contesto l’organizzazione  appare  però in bilico tra molti mondi: l’individuo e  il contesto, la stabilità e  il mutamento: la sua attività economica ha bisogno di ridurre l’incertezza, ma al cuore dell’iniziativa  c’è l’analisi del cambiamento e spesso anche la passione per l’avventura.

     

    Secondo la definizione proposta da NESTA, un’innovazione sociale è :

    “un’innovazione che risolve un bisogno sociale che non è stato risolto da interventi tradizionali né da parte di soggetti privati né da servizi organizzati da parte dell’attore pubblico

     

    Per condividere questo e molti altri principi per un futuro migliore, siamo lieti di invitarvi, il 19  e 20  settembre 2020, nella bellissima cornice di Villa Giona al “Social Innovation Experience”, l’evento che cambierà il vostro modo di agire dentro e fuori le organizzazioni.

    Agenda:

    sabato 19  ore 15: workshop,  AC&SI (Accelerated Culture & Social Innovation)

    sabato 19  ore  21: evento “La Vita è una startup”

    domenica 20: tavola rotonda

    Relatori:

    • Rocco De Lucia ceo Siropack Italia
    • Alessandra Morelli, alto commissariato dell’ Onu
    • Domenico Ioppolo, COO Campus Orienta-Salone dello studente
    • Andrea Tomatis, founder XScoreInsight
    • Antonio Arezzo founder XScoreinsigth
    • Tommaso Esmanech, growth strategies to help propose (California)
    • Alessandro Fossato, founder and Ceo Interlogica
    • Ernesto Sirolli, founder and Ceo, Ernesto Sirolli Foundation (con.video)

     

    Modera: Giustiniano La Vecchia

     

    Per info: news@giustinianolavecchia.it

     

     

    Photo by:  austin chan

  • Il futuro si costruisce vivendo  il qui e ora

    Il futuro si costruisce vivendo il qui e ora

    Il futuro si costruisce vivendo pienamente il qui e ora e non andando a pescare i modelli del passato.

    I modelli del passato ci impediscono di vivere il presente, andiamo a pescarli istintivamente.

    Tutto ciò rappresenta un limite enorme alla nostra libertà di pensiero, di azione, che invece sono fondamentali per la costruzione del nostro futuro.

    Il problema è che venendo al mondo “sottoscriviamo” contratti imposti dalla tribù, persone che si aspettano qualcosa da noi – sono quindi contratti che non ci appartengono.


    Un classico esempio è il contratto genitori / figli: se un genitore pretende che il figlio prenda buoni voti a scuola o eccella nello sport, al primo passo falso dimostrerà fastidio e delusione, che esprimerà in frasi tipo :.

    “Non sei stato all’altezza”.

    “Mi hai deluso”.

    Sono frasi devastanti, che condizioneranno i figli per tutta la vita. Perchè?

    Perchè crescendo, quelle parole gli rimarranno impresse in un angolo della mente e da quell’angolo andrà a pescarle ogni volta che si sentirà di aver commesso un errore, di aver fallito o di essere a un passo dal fallimento, in virtù del meccanismo della profezia che si auto-avvera.

    Avrà la convinzione che gli errori come i fallimenti saranno tatuaggi indelebili che li accompagneranno per tutta la vita, mentre non sanno che sono solo lividi temporanei.

    Lividi che permettono, attraverso le esperienze,  quella crescita che si trasformerà in consapevolezza

    Il giudizio espresso anche molti anni prima, frutto di un contratto mai sottoscritto consapevolmente, condiziona il futuro e la nostra crescita, limitando, anzi negando la possibilità di scrivere e ascoltare la colonna sonora della nostra esistenza

    Ogni volta che qualcuno esprime un giudizio, sta contribuendo alla creazione di un modello errato di noi, che però non siamo tenuti a rispettare. Tutt’altro!

    Dobbiamo sottrarci dal giudizio, cosi da vivere pienamente il nostro qui e ora, liberi dai condizionamenti del passato.Ricordiamoci: il passato non puoi cambiarlo, quindi è di per sé inutile andare a ripescarlo, perché non ci darà nessuno slancio per costruire il futuro.

    Questo succede anche nelle imprese dove ancora oggi, l’incapacità di gestire relazioni vere, basate sul costruire fiducia, sostegno, ascolto, esempio, generano il dubbio sulle proprie capacità.

    Il risultato? Entusiasmo e Talento imprigionati,  in attesa di essere liberati.

    Per questi motivi e relazioni, sane,  di qualsiasi natura contano, sono fondamentali, modellano il presente.

    Hanno il potere di farci sapere e ricordarci ogni giorno che possiamo contare su quell’ispiratore o quella ispiratrice, individui pronti a sostenerci con l’esempio, con l’ascolto e facendo di tutto perchè si possa cosi  disancorare la nostra barca, per partire in mare aperto verso quella meravigliosa esperienza chiamata esistenza.

    Allora che fare? I giudizi sono solo una zavorra che conviene abbandonare se vogliamo d’ora in avanti non sprecare il nostro tempo,  regalare il nostro tempo ad altri.

    In fondo il tempo è un’illusione, come diceva Einstein. Non abbiamo la possibilità né di cambiare il passato né di cambiare il futuro: allora non ci resta che vivere il presente, per quanto “illusorio” esso sia.