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  • I veri rivoluzionari di oggi? I giovani inquieti che cambiano il mondo

    I veri rivoluzionari di oggi? I giovani inquieti che cambiano il mondo

    Non servono eroi del passato

    Essere rivoluzionari, oggi, non significa guidare eserciti come Napoleone o riscrivere la storia come Churchill. Non c’è bisogno di un campo di battaglia, né di un palazzo del potere da conquistare. Vuol dire avere il coraggio di restare fuori posto, di non farsi schiacciare dallo sguardo di chi difende lo status quo, di non spegnersi davanti ai giudizi.

    Il nuovo attivismo

    Il vero rivoluzionario del nostro tempo è chi decide di pensare con la propria testa. È chi sceglie di creare invece che ripetere, chi non si lascia intimidire dalla paura del diverso. Un attivista che porta dentro di sé un fuoco: fatto di idee, immaginazione, innovazione. Una scintilla che non accetta di rassegnarsi a un mondo che cade a pezzi.

    Le nuove generazioni come motore del cambiamento

    Secondo una ricerca di United Way NCA, il 32% dei ragazzi e delle ragazze della Gen Z è già attivamente coinvolto in cause sociali e di giustizia. Tra gli studenti universitari la percentuale sale al 40%. Non si tratta solo di attivismo da tastiera: dai Fridays for Future alle campagne per l’equità, milioni di giovani scendono in piazza, organizzano e chiedono responsabilità a governi e aziende.

    UNICEF ricorda che i giovani attivisti per il clima hanno trasformato la speranza in azione, costruendo una mobilitazione globale capace di cambiare l’agenda politica di interi paesi. Inoltre, uno studio pubblicato su Nature mostra come i movimenti giovanili abbiano aperto nuove strade di partecipazione, spesso più radicali rispetto alle generazioni precedenti.

    Il valore del vuoto

    Essere rivoluzionari significa anche non aver paura del vuoto. Viviamo in un’epoca che ci spinge a riempirlo con status, like, oggetti e illusioni. Eppure, proprio quel vuoto è lo spazio sacro in cui nasce la voce dell’anima. È il luogo dove prende forma il pensiero creativo e ribelle.

    Nomadi creativi del presente

    Il rivoluzionario del presente è un nomade creativo. Non costruisce il futuro con modelli del passato, ma lo plasma nel qui e ora, con pazienza e determinazione. Una vera rivoluzione non esplode in un giorno: cresce come una fiamma da proteggere, alimentare e difendere.

    Le nuove generazioni sono inquieti necessari. Non perché abbiano tutte le risposte, ma perché hanno il coraggio di non smettere di fare domande. Sono i custodi di un cambiamento che non si misura solo con il numero di manifestazioni o campagne online, ma con la capacità di ispirare nuove visioni, nuove economie, nuove comunità.

    Una lezione per gli adulti

    A chi li guarda con sospetto, i giovani rispondono con creatività. A chi li giudica, rispondono con azioni. A chi li sottovaluta, dimostrano che il futuro non si costruisce sulle nostalgie, ma sull’audacia di inventare ciò che ancora non c’è.

    Non serve essere Churchill o Giovanna d’Arco. Oggi essere rivoluzionari significa avere la forza di restare autentici in un mondo che ti vuole uguale agli altri. In questo, i giovani sono i veri maestri del nostro tempo.

    Non dimentichiamo ci mai che:

    “Le nuove generazioni non chiedono permesso: accendono fuochi, costruiscono ponti e insegnano agli adulti che il cambiamento non è un’ipotesi, ma un’urgenza.”

    Fonti:

  • Quel numero si chiama: Creatività.

    Quel numero si chiama: Creatività.

    Passiamo troppo tempo a studiare il passato, la storia.

    Non ci concentriamo nel qui e ora, non pensiamo nel presente a cambiare modelli educativi per prepararci a un futuro migliore.

    Molti Paesi stanno cambiando i modelli educativi per far sì che le generazioni future possano trovare posto nelle economie del XXI secolo, non rendendosi conto che non sappiamo nemmeno come sarà l’economia nella prossime settimane.

    Il fisico e matematico Hawing sosteneva che non c’è differenza tra ciò che può essere ottenuto da un cervello biologico e un’intelligenza artificiale.

    Sempre Hawing affermava che l’intelligenza artificiale può superare quella biologica.

    Tutto questo sarà possibile cambiando il nostro sistema educativo, progettato e pensato nella cultura intellettuale dell’Illuminismo e nelle circostanze della prima rivoluzione industriale.

    Quella che noi chiamiamo “educazione”, “fenotipo”, “ambiente” o quello che noi facciamo per aiutare la crescita, rivoluzionando i modelli educativi, ha la possibilità di cambiare la storia e l’esperienza umana, l’informazione alla base, l’informazione genetica con cui abbiamo a che fare nelle persone che siamo.

    Ma allora dov’è il limite, se c’è un limite.

    Il cervello risponde in millesimi di secondi.

    Se vogliamo sapere quanto possiamo fare per il cambio di modelli mentali, di pensieri di un bambino basta fare un semplice calcolo: moltiplicate millesimi di secondi per centesimi di secondi per decimi di secondi per secondi per minuti per ore per giorni per settimane per mesi per anni, cioè il tempo che un bambino sta a scuola e condivide la crescita con un adulto.

    Otterremo un numero tendente all’infinito, quel numero rappresenta la plasticità di sviluppo di un bambino.

    Quel numero rappresenta quanto si potrebbe, nella realtà, mettere al servizio dell’umanità.

    Questa è la chiave per dar vita a un’intelligenza biologica allenata alla costruzione di un’intelligenza artificiale straordinaria.

    Quel numero si chiama: Creatività.

    Nasciamo tutti  con un dono straordinario:  la creatività,  ma molti di noi lo disperdono, perdendo cosi  l’opportunità di essere e rimanere “Nomadi Creativi”

     

    Photo by: Sharon Mc Cutcheon

  • Siamo tutti  “Nomadi Creativi”, ma pochi lo sanno

    Siamo tutti “Nomadi Creativi”, ma pochi lo sanno

    E’ cosi, la creatività ha bisogno di una mente non convenzionale, altrimenti continua a ripetere gli stessi schemi, nella vita come nel lavoro.

    Essere “Nomadi Creativi” significa essere nel nuovo e naturalmente il nuovo ci porta a vivere il qui e ora, abbandonando le convinzioni passate, per entrare nell’universo della consapevolezza

    Con la creatività siamo collegati costantemente al cambiamento all sperimentazione, all’esplorazione. Tutto questo non ci dà nessuna garanzia  su cosa succederà, ma una certezza l’abbiamo: scegliamo noi.

    La creatività non ha limiti, ci consente di immaginare qualsiasi cosa e le idee che ne scaturiscono sono portatrici di possibili e straordinari cambiamenti.

    Tu che stai leggendo ti stai chiedendo perchè “Nomade Creativo“?

    Provo a spiegarlo.

    Nomade: cerca la migliore condizione per la sua comunità e di conseguenza per se.  Il nomade scorre, lieve, sulla terra, è fluido nell’organizzazione, coglie la vita che gli serve per la vita Quello del nomade, in poche  parole, è come un fascino di gioventù: pare poco serio, ma è di vitalità magnetica.

    Creativo: perchè non si limita alla conoscenza va oltre. Il seme della creatività è già li nel bambino di pochi mesi. E’ questo seme vuole  crescere, progredire,  quindi immagina, elabora idee e cerca nuove strade

    I Nomadi Creativi sono folli perchè si comportano come tali. Rischiano tutto per le loro idee, per la loro infinita immaginazione, senza nessuna garanzia, vivono per il loro scopo.

    Il loro obiettivo è dare  vantaggio alla  comunità e di conseguenza anche a sé stessi, liberando creatività, entusiasmo e passione.

    I nomadi creativi  sono in costante connessione con altri, amano confrontarsi e collaborare, attraverso il  principio del dono.

    Liberano la loro sana inquietudine, anno spazio alla creatività, fatta di  immaginazione, idee e non si limitano a innovare, perchè in molti casi l’innovazione non è più sufficiente!!!

    Vogliono rivoluzionare!

     

    La cosa straordinaria che vivono della loro creatività e sono portatori e portatrici di sana energia, sono il sale della vita, portano prosperità, innalzano la coscienza delle persone ma soprattutto infettano il mondo di positività e speranza.

    Tutta l’evoluzione del mondo è scaturita dai Nomadi Creativi,  persone chiamate “folli”. Non si curano delle masse. Le menti collettive sono contro il nuovo, citazioni come: si è sempre fatto cosi, non lasciare la strada vecchia per quella nuova, sono cose da uomini etc etc., sono l’antidoto contro il nuovo, sono l’eredità tramandata di ciò che si conosce, dalla TRIBU‘.

    Gandhi, Gesù, Socrate, Nelson Mandela, Giordano Bruno, Nikola Tesla, Frida Kahlo, Marie Curie, Billie Holiday, Maria Montessori, Martin Luther King, Marie Curie, sono alcuni Nomadi Creativi perseguitati perchè portatrici del nuovo, portatrici delle idee rivoluzionarie scaturite dalla loro creatività, dalla loro passione e dal loro entusiasmo.

     

    Parlavano in modo nuovo, si comportavano in modo non convenzionale e la massa non poteva tollerarlo. La cosa incredibile, è che queste persone hanno sacrificato la propria esistenza per portare ricchezza a tutta l’umanità.

    Persone, come diceva Cicerone, perseguitate in vita e osannate da morte.

    Ma una verità è certa: ogni volta che un essere umano, donna o uomo che sia,  porta il nuovo, diffonde la sua creatività e condivide le sue idee, ha deciso di vivere!

    Abbandona il proprio Ego alla scoperta della propria coscienza. Sta realizzando il suo scopo, l’essenza per cui è sulla terra, la sua creatività nascosta esce, diventa evidente e quando tutto questo ha inizio, finalmente sta nascendo qualcosa di immenso per tutti.

    Tutti siamo Nomadi Creativi, ma pochi lo sanno

     

    Namastè

     

    Photo by: julian gentilezza

     

  • La Nostra Coscienza

    La Nostra Coscienza

    Quando diamo la giusta attenzione alla nostra coscienza invece di ascoltare il nostro ego, trasformiamo situazioni difficili in opportunità. La consapevolezza nasce dall’esplorare la nostra comprensione.
    #coscienza #opportunità #consapevolezza