Tag: sbagliare

  • Sei un manager, un educatore, un allenatore che sa riconoscere il talento?

    Sei un manager, un educatore, un allenatore che sa riconoscere il talento?

    Se credete di aver capito la teoria dei quanti, vuol dire che non l’avete capita

    Richard Feynman

    Credo che la citazione dello scienziato statunitense e premio Nobel per la fisica Richard Feynman sia perfetta anche per chi crede di saper scoprire un talento.

    Se ‘credi’ di aver capito, il più delle  volte vuol dire che non hai capito nulla.

    Ph: Quino Al on Unsplash

    Come si riconosce un talento?

    Uno dei più grandi errori che educatori, allenatori e manager commettono è quello di non saper riconoscere il talento e la sua unicità.

    Il talento che è dentro ognuno di noi è unico e quell’unicità rappresenta l’essenza della persona.

    Allora, date queste premesse, cosa impedisce a un adulto, che dovrebbe essere titolato e avere le competenze per farlo, di individuare e liberare il talento?
    Nella quotidianità, quando siamo di fronte a un individuo molto giovane, ci limitiamo a osservare solo in parte, e con tanta superficialità e presunzione, le sue qualità.

    Analizziamo i dati ‘oggettivi’: gli obiettivi raggiunti fino a quel momento, la sua velocità di apprendimento, se ricorda a memoria le nozioni apprese, i voti scolastici, quanti goal fa in una partita, quanto è veloce, la sua resistenza, ecc.

    Ma il talento è molto di più.

    Ph: Enrico Carcasci on Unsplash

    Che cos’è il talento?

    A mio parere il talento è:

                          creatività e conoscenza unite alle capacità dalla passione

    Ma ancora non è sufficiente, perché bisogna avere pazienza, coraggio, umiltà, istinto, per andare oltre, per scendere in profondità e captare i dettagli che fanno intravedere la vera opera d’arte.

    Inoltre non dobbiamo farci condizionare dai giudizi e dalle opinioni degli altri.

    Solo così potremo essere lucidi e distaccati nel valutare la realtà e non basarci sul “sentito dire”.
    All’inizio non capiremo quale sia questo talento, perché per esprimerlo appieno c’è bisogno di tempo ed è un processo difficile.

    Ma il talento, quello vero, ha delle particolarità che non si vedono se non si è disposti ad andare oltre, a osservare l’opera con gli occhi e con il cuore.

    Le risorse umane sono come le risorse naturali, giacciono in profondità, ecco perché bisogna andarle a cercare e soprattutto bisogna creare le condizioni affinché queste si manifestino
    (Ken Robinson)

    talento
    Ph: Darius Bashar on Unsplash

    Andare oltre

    Andare oltre, senza pregiudizi e condizionamenti, significa intravedere nelle persone disponibilità, umiltà (quella giusta che ti permette di crescere e migliorarti costantemente, diversa dall’insicurezza che viene sfruttata da chi è più furbo di te), sacrificio, positività, e una cosa che pochi prendono in considerazione: la capacità di non lamentarsi mai anche nelle avversità o quando, in moltissimi casi, non viene riconosciuto subito il ruolo potenziale.

    Significa poi anche non metterlo in un angolo con un’etichetta solo perché ha sbagliato e non si è dimostrato ancora pronto.

    Sì, perché bisogna dare la possibilità, soprattutto ai giovani, di lasciarsi andare, di dimostrare attraverso la stima, la fiducia, la pazienza e il sostegno, quelle caratteristiche che faranno la differenza nel medio e nel lungo periodo, e non nel breve.

    talento
    Ph: Headway on Unsplash

    Ma allora perché noi adulti siamo incapaci di aspettare?

    Perché siamo così presuntuosi da pensare di avere la verità sempre a portata di mano?

    Come mai siamo avvolti dal cinismo che ci fa distruggere quel meraviglioso capolavoro chiamato “individuo”?

    Perché permettiamo di spegnere la luce che brilla negli occhi di un giovane uomo o di una giovane donna?

    Ma non siamo stati anche noi giovani e con tante speranze?

    Perché ci comportiamo così?

    talento
    Ph: John Sting on Unsplash

    Perché ci vuole coraggio ad ammettere i propri limiti, ci vuole pazienza nel valutare nella sua totalità un individuo, ci vuole umiltà e la totale assenza di quel male che si impadronisce della maggior parte degli adulti: l’EGO.
    Se vogliamo essere ricordati come ispiratori, come persone da prendere come esempio, dobbiamo mettere da parte l’egoismo.

    Solo allora saremo pronti per diventare dei veri e propri punti di riferimento.

    Allora, chi di voi è in grado di aver pazienza nel togliere il superfluo per far emergere l’opera d’arte?

    A presto

    Se ti è piaciuto questo contenuto condividilo con i tuoi amici, lascia un commento e metti un like!

  • Che cos’è la libertà? Proviamo a definire questo concetto fondamentale

    Che cos’è la libertà? Proviamo a definire questo concetto fondamentale

     La vera libertà è sapere come poter utilizzarla al meglio e senza rimpianti

    Giustiniano La Vecchia

    Se mi seguite da qualche tempo, ormai saprete che la curiosità mi porta a cercare sempre le definizioni elementari dei concetti e delle parole, quasi mi affacciassi per la prima volta alla lingua italiana. Per questo motivo, come un bambino alla ricerca della conoscenza, sono andato a cercare la definizione di libertà su Wikipedia, che qui riporto:

    Per libertà s’intende la condizione per cui un individuo può decidere di pensare, esprimersi ed agire senza costrizioni, ricorrendo alla volontà di ideare e mettere in atto un’azione, mediante una libera scelta dei fini e degli strumenti che ritiene utili a realizzarla

    La maggior parte delle persone ritiene che la vera libertà sia solamente una maschera di apparenza da mostrare all’esterno, una sorta di “sono libero quando gli altri credono che io lo sia”.

    Potrebbero rientrare nelle categoria qui descritta i cosiddetti ‘finti trasgressivi’ che, sotto l’apparenza ribelle, sono più convenzionali della convenzione stessa.

    libertà
    Ph: Mohamed Nohassi on Unsplash

    Che cos’è la libertà?

    Non è un cambiamento che va mostrato all’esterno, quanto piuttosto una leva che scatta all’interno.

    La vera libertà è quella interiore, che ci disancora giornalmente dai giudizi, nostri e degli altri.

    È un processo, un moto di liberazione che ti permette di non essere prigioniero dentro te stesso.

    Jung nel suo bellissimo “Libro Rosso” sosteneva:

    meglio essere legati da catene visibili che da catene invisibili

    Ph: Dawid Zawila on Unsplash

    Purtroppo la libertà fa paura a molte persone perché impone di prendere delle decisioni scomode e obbliga ad assumerci le responsabilità delle nostre scelte.

    La libertà però regala anche molti privilegi, tra cui la possibilità di sbagliare, di piangere, di ridere, di non avere paura di guardare il mondo con i nostri occhi e non con quelli di altri.

    Libertà non è essere comparsa, ma regista, sceneggiatore e protagonista della propria vita; è avere la possibilità di salire sulla propria barca, alla ricerca della felicità, e partire per un viaggio meraviglioso chiamato esistenza.

    A presto

  • Elogio dell’Errore di Tim Harford

    Elogio dell’Errore di Tim Harford

    Leggere questo meraviglioso libro vuol dire scuotere dalle fondamenta il nostro approccio ai problemi grandi e piccoli della vita. In questa epoca, imprevedibile e complessa, le maggior parte delle ricette di esperti e di guru sono destinate al fallimento. La strategia vincente consiste nel risolvere i problemi dal basso, dubitare di chi ha la risposta pronta, improvvisare invece che pianificare, fare piccoli passi invece che grandi balzi. Questo libro vuole  insegnarci  a “sbagliare”, perché solo grazie agli errori e ai fallimenti possiamo trovare la strada verso il successo.

    “Ho provato. Ho sbagliato.

    Non importa.

    Prova ancora. Sbaglia ancora. Sbaglia meglio.”

    di Samuel Beckett