Autore: Giustiniano La Vecchia

  • Che cos’è la felicità? Dove possiamo cercarla? Proviamo a risponderci

    Che cos’è la felicità? Dove possiamo cercarla? Proviamo a risponderci

    Quando avevo cinque anni mia madre mi ripeteva sempre che la felicità è la chiave della vita. Quando andai a scuola mi domandarono come volessi essere da grande. Io scrissi: felice. Mi dissero che non avevo capito il compito, e io dissi loro che non avevano capito la vita

     John Lennon

    Ph: Elena Lopes on Unsplash

    Che cos’è la felicità?

    Qualche anno fa, in una notte insonne, una di quelle in cui non sai chi sei, cosa fai e perché lo stai facendo, me lo sono chiesto.
    Prima di dedicarmi completamente al mio sogno, ero così: stressato, ansioso, diviso tra mille impegni.

    Scommetto che qualcuno si riconoscerà in questa descrizione…

    Comunque, mi ritrovai a leggere la definizione data dall’enciclopedia Treccani, che qui vi riporto in sintesi:

    “Felicità: stato d’animo di chi è sereno, non turbato da dolori o preoccupazioni e gode di questo suo stato.”

    La felicità vive nella libertà di essere e di fare ciò che si desidera, senza dipendere dal giudizio degli altri.

    C’è chi pensa addirittura che si tratti di un traguardo, di un sollievo meritato solo dopo molte sofferenze, quasi la vita si potesse ridurre a un’altalena.

    Queste persone vivono nel futuro, e non capiscono che il bene più grande sta nel qui e ora, nel presente (che non a caso si chiama presente, perché è un dono).

    Chi non gode della lentezza e del tempo che scandisce i momenti migliori, non potrà mai essere felice.

    Ph: Dan Gold on Unsplash

    La felicità nelle relazioni

    Vi faccio un esempio che riguarda le relazioni.

    Sono convinto che molti di voi abbiano diverse amicizie, e abbiano con loro frequentato, nel corso degli anni, vari locali.

    Le serate in compagnia si svolgono più o meno così: aperitivo al lounge bar, poi ristorante giapponese, infine discoteca o disco-pub.

    Ma quali sono le serate o i pomeriggi che ricordi davvero?

    Quelli forzati, che organizziamo per essere trendy o quelli spontanei?

    Forse ricordiamo i giorni dove c’è stata condivisione di idee e di emozioni, e, perché no, anche di cibo, ricchi di affetto e d’amore, non forzati.

    Con questo non voglio assolutamente negarvi il lounge bar o il ristorante giapponese, né tantomeno la discoteca.

    Vi propongo però di andarci con uno spirito diverso.

    Lasciate da parte i telefoni, guardatevi in faccia e condividete.

    Ovviamente questo suggerimento può (e deve) essere applicato a tutto quello che vivete e di cui fate esperienza.

    gioia
    Ph: Preslie Hirsch on Unsplash

    La nostra eredità

    È infatti proprio questa la preziosa eredità che lascerai a chi verrà dopo: l’esperienza accumulata vivendo, ciò che hai imparato nei momenti significativi della tua esistenza, magari scritti sul “diario di bordo”, fitto di parole che raccontano le cose meravigliose che ti sono accadute e che continuano ad accadere.

    A presto

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  • Dolce far niente: impara ad annoiarti per nutrire la tua creatività

    Dolce far niente: impara ad annoiarti per nutrire la tua creatività

    Sedendo quietamente, senza fare nulla, la primavera giunge, e l’erba cresce da sé

    Zenrin Kushu

    Nell’articolo sulla cura del corpo ho parlato della bellissima abitudine di stare fermi che, vuoi per i continui stimoli dei social, vuoi per il pessimo vizio di controllare il telefono nei momenti morti, si è quasi persa del tutto.

    Ph: Johanna Buguet on Unsplash

    Dalla noia nasce la creatività

    Come dicevo, la noia gioca un ruolo fondamentale: è la quiete che precede la tempesta creativa.
    Ma cosa vuol dire stare fermi?

    Principalmente due cose:
    1) ‘Annoiarsi’, ovvero stare in ascolto senza far niente;
    2) Impiegare il proprio tempo in attività creative e poco impegnative.

    Come potrete già immaginare queste due occupazioni hanno in comune la totale assenza di smartphone, dispositivi e applicazioni varie.

    Sarete solo voi e la vostra immaginazione.

    Se pensate alla prima affermazione come superflua o lontana da voi, vi sbagliate di grosso.

    Quante volte, invece di fare la pausa caffè con i colleghi, preferite guardare un video su YouTube?

    Oppure per quanto tempo, tra un capitolo e l’altro di studio, vi fermate a guardare Instagram?

    Non avete idea di quanto sia più proficuo per il vostro cervello essere messo in pausa…

    Passare quei dieci minuti a osservare la finestra, a stare in silenzio a riflettere, a meditare.

    L’illuminazione nasce dalla noia, e privarci di quest’ultima sarebbe un danno irreparabile.

    Ph: Joao Silas on Unsplash

    La noia e l’intuizione sono collegate

    A tal proposito vi rimando al discorso di Manoush Zomorodi “How boredom can lead to your most brilliant ideas”, come la noia può portare alle tue idee più brillanti, in cui viene spiegato in modo dettagliato il collegamento tra la noia e l’intuizione.

    Nell’antica Roma l’Otium, in opposizione al Negotium, era lo spazio che le persone di ceto sociale alto dedicavano alle attività come la scrittura, la lettura, la filosofia e la vita privata in generale.

    L’intervallo dedicato alla riflessione e alla presa di consapevolezza sull’universo che ci circonda.

    L’Otium era importante tanto quanto il Negotium, ovvero il tempo trascorso a servire lo stato.

    Può darsi che, a differenza dei romani, non ti interessi più scrivere orazioni e poesie, quindi raduna tutti i tuoi colori, prendi un foglio bianco e ricomincia a colorare per il semplice gusto di farlo e di sentirti di nuovo felice, libero, creativo.

    stare nella natura
    Ph: Thomas Schweighofer on Unsplash

    Sai cosa dovresti fare?

    Cantare sotto la doccia, leggere, scrivere, stare a contatto con la natura, ritagliarti più tempo per i tuoi hobby.

    Tutto ciò sarà utile per farti sentire meglio, sia fisicamente sia psicologicamente.

    Potrai quindi dire di aver centrato un obiettivo importante: esserti preso cura di te, cosa fondamentale per continuare a costruire al meglio la tua leggenda personale.

    Buon ozio!

  • La cura del corpo è fondamentale per raggiungere i nostri obiettivi

    La cura del corpo è fondamentale per raggiungere i nostri obiettivi

    Abbi buona cura del tuo corpo, è l’unico posto in cui devi vivere

    Jim Rohn

    Hai presente la sensazione che ti pervade quando sei innamorato?

    Quella scarica che ti colpisce dentro e fuori e ti spinge a prenderti cura di te stesso e a occuparti di ogni dettaglio della tua immagine?

    È una sensazione molto bella, difficilmente si dimentica.

    Ci fa sentire vivi e pieni di energia, come se finalmente la nostra esistenza avesse uno scopo.

    Per molte persone l’infatuazione consiste nell’unico momento per mettersi in contatto con il proprio corpo.

    curare il corpo
    Ph: Toa Heftiba for Unsplash

    Ogni eccesso è difetto

    La voglia di vivere continuamente l’adrenalina della conquista sta anche all’origine di molte patologie che hanno a che fare con il narcisismo.

    Come dice un antico proverbio “ogni eccesso è difetto”, e prendersi cura del fisico senza il bisogno di stimoli esterni è di fondamentale importanza.

    Prestare attenzione al nostro benessere e, aggiungo, alla pulizia della casa, è infatti indice di salute mentale.

    Si tratta di un bisogno primario che ci permette di entrare in connessione con le nostre esigenze e i nostri obiettivi a breve e lungo termine.

    Non a caso, in carcere, le guardie si assicurano che i detenuti in isolamento tengano pulita la loro cella e, qualora il detenuto inizi a dare segni di letargia e sporcizia, da protocollo sono tenuti a chiamare lo psicologo.
    Non è un tasto che si può accendere o spegnere in dipendenza da altri, bensì un dovere morale che abbiamo nei confronti di noi stessi.

    Ph: Alexander Redl for Unspalsh

    I nostri talenti innati

    La perseveranza, il coraggio, la disciplina, la creatività, sono tutte doti in comunicazione tra loro.

    Indovina quale settore le contiene tutte e permette di potenziarle?
    Lo sport.

    Il corpo va nutrito e allenato in modo adeguato e costante, perché è sempre attivo, esattamente come il cervello, ma va anche assecondato quando ha bisogno di riposo, di sfogo, di relax e di tempo libero.

    Abbiamo perso la bellissima abitudine di stare fermi e, vuoi per i continui stimoli dei social, vuoi per il pessimo vizio di controllare il telefono nei momenti morti, non c’è più spazio per annoiarsi in modo sano.

    La noia gioca un ruolo fondamentale, è come la quiete che precede la tempesta creativa.

    Ma di questo parleremo presto in un prossimo post…

    In ogni caso, il mio augurio è che tu possa rispettare la macchina che ti è stata concessa alla nascita, fantastico strumento per raggiungere i traguardi che desideri.

    Buon viaggio e a presto.

    E se ti è piaciuto questo post, lascia un commento, grazie!

  • Costruisci la migliore impresa per il mondo, non del mondo

    Costruisci la migliore impresa per il mondo, non del mondo

    Il futuro appartiene a coloro che credono alla bellezza dei propri sogni

                                                                                                                               Eleanor Roosevelt

    Hai presente i cinque minuti prima di addormentarti?
    Credenza vuole che, se sarai capace di visualizzare e immaginare il tuo sogno in quell’istante, è più probabile che si avveri.
    Che si tratti di realtà o leggenda, arricchire la vita con un po’ di inventiva non può che fare bene alla tua creatività.
    Siamo sempre di corsa, perché non ritagliare cinque minuti al giorno per noi stessi e per i nostri desideri?
    E allora, vai con la fantasia!

    Ph: Samuel Zeller for Unsplash

    Immagina il tuo sogno

    Immagina il tuo sogno, il tuo viaggio, con tutta la ricchezza possibile di particolari.
    Chiudi gli occhi e guardati riuscire, sii spettatore della tua felicità.
    Da bambini, non avevamo problemi a farlo.

    Correvamo da soli e nessuno ci avrebbe mai impedito di fantasticare su qualunque cosa volessimo diventare, ballerina, calciatore, cantante.
    Poi siamo cresciuti, abbiamo fatto un patto con la società e, ancora più spesso, con i nostri genitori.

    Abbiamo smesso di credere in noi stessi e in quello che volevamo diventare, perché “tanto non ce la farò mai”.
    Siamo stati costretti a inserirci in un sistema che non è stato fatto apposta per noi, rinunciando alla possibilità di costruirci qualcosa su misura e all’opportunità di far conoscere a tutti il nostro pensiero, il nostro talento creativo, che è unico.

    Ph: Jordan Whitfield for Unsplash

    Non devi costruire la migliore azienda del mondo, devi creare la migliore azienda per il mondo

    Mentre sogni il tuo futuro, lascia fuori la paura di non farcela.

    È normale che tu tema di fallire, di non sapere da che parte incominciare, o come andrà a finire, ma non devi farti paralizzare da sentimenti che ti spaventano e che, al contrario, potrebbero essere utilizzati in modo costruttivo, se considerati come parte del viaggio.

    Fai uno sforzo per staccarti dalla paura e dal giudizio degli altri, ti sarà più facile entrare in connessione con la parte più profonda e viva di te, della tua anima, dei tuoi desideri.

    Buon viaggio e a presto!
    Se ti è piaciuto questo contenuto, lascia un commento. Raccontami la tua esperienza!

  • Sii protagonista della tua vita, non spettatore passivo

    Sii protagonista della tua vita, non spettatore passivo

    Qualche tempo fa ho letto questo post su Quora, una nota piattaforma dove un utente qualsiasi può porre delle questioni e ricevere delle risposte da altri utenti.
    Il post, che presumibilmente viene da una persona di giovane età, diceva così:

    Perché il tempo scorre inesorabilmente e mi sento spettatore passivo mentre dovrei essere protagonista della mia vita?

    Quando leggo o ascolto questi pensieri, rabbrividisco.

    Sembra assurdo, ma non sapete quante persone la pensano così.

    La prima cosa che suggerirei a questa persona è di tranquillizzarsi.

    Preoccuparsi di un problema senza accettarlo ci porta ancora più lontani dalla soluzione.

    Bisogna accogliere questa sensazione, anche se non ci piace, per iniziare a vivere nel presente.

    Nel porsi la domanda questo ragazzo rigetta una parte di lui, quasi come uno spettatore di se stesso, come un terapeuta seduto, distante, su un’altra sedia.

    sogno
    Ph: Sharon Mc Cutcheon for Unpslash

    Liberiamoci dal giudizio degli altri

    “Dovrei”, dice.

    Dovrei per chi?

    Non certo per le altre persone.

    Il primo passo per essere protagonisti è quello di eliminare le imposizioni e il continuo confronto con la realtà esterna, abbattendo i paletti eretti dalla società.

    Come dico sempre, bisogna liberarsi dal giudizio degli altri.

    Accettiamoci per quello che siamo, anche se stiamo attraversando questa emozione di scomodo distacco.

    Dopo averlo fatto, possiamo pensare a una possibile soluzione al problema.

    Poniamoci queste domande:

    1) Cosa mi fa sentire vivo?

    2) Qual è lo scopo di questa nuova giornata?

    3) Come tirerò fuori il meglio di me?

    4) Per chi o che cosa sto vivendo adesso?

    Non pensiamo che cambiare vita sia così difficile, basta fare una piccola mossa quotidiana verso il nostro sogno, per aiutarci a sorridere e dare un senso alla nostra giornata.

    Ph: Kelly Sikkema for Unsplash

    Se vogliamo fare il romanziere, iniziamo a scrivere due righe al giorno, iniziamo dalle basi, non sovraccarichiamoci.

    Se vogliamo dipingere, basta uno schizzo su un foglio di carta in metropolitana.

    Vedremo che, riga dopo riga, disegno dopo disegno, saremo comunque felici e vorremo dare sempre di più.

    Anche la motivazione è uno sforzo che richiede tempo!

    Una volta che avremo raccolto l’energia necessaria, saremo più stimolati a vivere per noi stessi e a lottare per raggiungere quell’obiettivo.

    Sii il protagonista della tua vita, non lo spettatore pagante.

     A presto.

     

     

     

  • Presentazione audiolibro La vita è una startup

    Presentazione audiolibro La vita è una startup

    invito evento La vita è una startup
    La vita è una startup

     

    La vita è una startup è un audiolibro raccontato attraverso uno storytelling innovativo.

    La vicenda personale dell’ideatore, Giustiniano La Vecchia – autore, speaker, blogger e facilitatore – raccontata in forma romanzata, descrive il viaggio per rilanciare la propria vita e la propria carriera, ripensando valori personali e professionali e uscendo da convinzioni e pregiudizi, per entrare nel mondo della consapevolezza e fare emergere talenti e aspirazioni.

    La presentazione, che si svolgerà negli spazi del Talent Garden Fondazione Agnelli di via Giuseppe Giacosa 36-38, è pensata nella forma di una performance dal vivo che intreccia voce narrante, musica e commento dell’autore.
    Sulle note della colonna sonora composta appositamente e suonata live dal maestro Mario Rosini, il doppiatore Gianni Gaude leggerà alcuni passi e l’autore, Giustiniano La Vecchia, li commenterà e dialogherà con il pubblico.

    A chi è dedicato l’audiolibro

    La vita è una startup parla ai giovani che entrano nel mondo del lavoro e al loro talento, a quanti hanno perso l’impiego e si credono fuori dai giochi, a chi vuole cambiare (lavoro o vita) ma non ne ha il coraggio, agli imprenditori che vogliono e devono modificare il modello di relazione coi dipendenti. A chi crede che l’errore o il fallimento non siano per sempre.

  • Impara a improvvisare per liberarti dalla paura di sbagliare

    Impara a improvvisare per liberarti dalla paura di sbagliare

                  “Per avere successo, non è sufficiente prevedere, dobbiamo anche imparare a improvvisare”

                   Isaac Asimov

    A parer mio, l’improvvisazione è la creatività che fa l’amore con la conoscenza.

    Come prima cosa, vorrei sfatare un mito: improvvisare non è arrangiarsi o inventare sul momento.

    L’improvvisazione richiede una tecnica superiore al ‘copione’ preparato.

    Richiede una perizia e una cura maggiore dei dettagli perché l’attore, il musicista, lo speaker, l’imprenditore o qualunque persona  che eserciti quest’arte deve essere ancora più attenta a ciò che dice e a ciò che fa.

    Deve ‘creare’ sul momento.

    Non ha la possibilità di tornare indietro e di riscrivere o controllare.

    Ph: Cassie Boca for Unsplash

    Quali sono gli ingredienti per improvvisare bene?

    1. Abbandona le convinzioni
    2. Conoscenza, ovvero padronanza della materia
    3. Consapevolezza, che ha preso il posto delle convinzioni attraverso la conoscenza
    4. Esperienza. Senza esperienza ciò che diciamo e affermiamo non ha valore
    5. Creatività, immaginazione, idee e innovazione, per liberare il proprio talento tramite il flusso creativo

    Possiamo esercitarci a improvvisare nella vita di tutti i giorni semplicemente seguendo meno rigidamente le regole prestabilite.

    Mi spiego meglio: prima di eseguire un nuovo lavoro facciamo mille domande, perché abbiamo paura di sbagliare?
    Male!

    Male perché significa che siamo incapaci di improvvisare, di assumerci le responsabilità, siamo bloccati da freni che ci siamo imposti da soli.

    improvvisare
    Ph: Jon Tyson for Unsplash

    L’unico modo per far sì che gli altri apprezzino ciò che facciamo, è essere noi stessi i primi ad apprezzarlo.

    L’insicurezza, invece di portarci sulla strada per essere accettati e stimati, ci porteranno sempre più lontano.

    Rimarremo costantemente ancorati a modelli sorpassati.

    Al contrario, lasciamoci andare, osiamo consapevolmente e otterremo dei risultati incredibili.

    Certo, sicuramente dobbiamo aver studiato e sapere quello che stiamo facendo, rimanendo consapevoli e presenti.

    L’improvvisazione ci permetterà semplicemente di rimuovere quel fastidioso difetto che è la mania del controllo, data da paura e incapacità di rischiare, che ci obbliga a sopprimere una parte di noi, cioè il nostro talento.

    Non abbiamo idea delle strade che ci si possono aprire con un pizzico di follia in più, con la capacità di rimuovere, anzi, di saltare i paletti che la società ci mette davanti.

    Il progresso è fatto di novità, non di routine.

    A presto!

  • Impara dai tuoi errori e dai tuoi fallimenti per diventare più forte

    Impara dai tuoi errori e dai tuoi fallimenti per diventare più forte

    Ogni errore ci indica uno scoglio da evitare, mentre ogni scoperta ci indica una via da seguire

    Giovanni Vailati

    Una volta partiti con il coraggio in una mano e la bussola nell’altra per intraprendere il viaggio verso il nostro sogno, mantenersi concentrati sull’obiettivo rimane una delle cose più difficili da fare.

    I fallimenti ci mettono a dura prova e costringono alcuni a tornare al punto di partenza, al loro porto sicuro, dove non saranno comunque mai felici, ma nemmeno così tristi come in mezzo al mare in tempesta a osservare un sogno infrangersi.
    Il fallimento, però, ci serve non solo a imparare dagli errori, ma anche a rafforzarci in quel campo, a darci proprio quel quid in più che gli altri non hanno.

    sbagliare
    Ph: Debora Cardenas for Unsplah

    Fallire nel modo giusto

    Il fallimento non deve mai sopraggiungere a causa della nostra scarsa cura nel fare le cose

    perché sarebbe una grave mancanza di rispetto nei confronti di noi stessi e del nostro sogno.
    Se così fosse ogni persona potrebbe esercitare la professione di medico e fare gravissimi errori sulla pelle degli altri.

    Se invece ci siamo sempre impegnati, giorno dopo giorno, a coltivare il nostro orto, che viene improvvisamente colpito e distrutto da una violenta grandinata, abbiamo due possibilità.

    La prima è quella di ritirarci, piangerci addosso e decidere di non coltivare più.

    La seconda è di attivarci e costruire una protezione più potente cosicché, alla prossima grandinata, sopravvivremo e ne trarremo guadagni ancora più alti.

    Ph: ben White for Unsplash

    Le persone che hanno lasciato il segno non hanno mai sbagliato?

    Tutt’altro!

    Eppure sono proprio gli stessi ad ammettere che rifarebbero nuovamente gli stessi errori e che sono diventati grandi proprio grazie alla loro capacità di ricostruirsi dopo una sconfitta.

    Ogni persona sbaglia, sta a noi scegliere se accettare il fallimento come un grande dono o come una grande perdita.

    Non lasciamoci condizionare

    E, come dico sempre, non lasciamoci influenzare dal giudizio degli altri, e neanche dai pregiudizi, prima di metterci in viaggio.

    Allontaniamoci dalle persone che ci vogliono scoraggiare persino prima di metterci in marcia, da quelle che dicono: “lascia stare, passano solo i raccomandati” o “ non hai le carte per farcela”.
    Chiediamo loro che cosa abbiano concluso di importante nella vita da essere così esperti in quel campo da poterci valutare o valutare gli altri.
    Non lasciamoci demoralizzare nemmeno dagli ‘esperti’ che, per un motivo o per un altro, ci chiuderanno la porta in faccia.

    Ph: Sharon Mc Cutcheon for Unpslash

    Per cento porte chiuse, ce ne sarà sempre una aperta, se ci mettiamo la giusta motivazione.

    A Meryl Streep, che detiene il record di candidature ai Premi Oscar come migliore attrice, è stata chiusa la porta in faccia da uno dei maggiori e più influenti produttori di Hollywood, Dino De Laurentiis.

    Questo avrebbe scoraggiato chiunque, ma lei è salita ancora più in alto proprio per la sua ‘testardaggine’ e bravura.

    Avere una passione è anche questo, dire di sì ai nostri sforzi, al nostro lavoro, a noi stessi, anche e soprattutto quando tutto il resto del mondo ci dice no.

    La vita è una startup!

    A presto

     

     

  • Consigli di lettura. L’intelligenza collettiva: un’antropologia del cyberspazio

    Consigli di lettura. L’intelligenza collettiva: un’antropologia del cyberspazio

    Lo spazio del nuovo nomadismo non è né il territorio geografico né quello delle istituzioni e degli stati, ma uno spazio invisibile delle conoscenze, dei saperi, delle potenzialità di pensiero in seno alle quali si dischiudono e mutano le qualità d’essere, le maniere di fare società
    Pierre Lévy

    Pierre Lévy, intellettuale e studioso francese, nel saggio “L’intelligenza collettiva: per un’antropologia del cyberspazio”, si occupa dell’impatto di Internet e dei media online sulla società.

    Lèvy osserva come la società stia tornando a essere ‘nomade’.

    La società nomade non attraversa solo lo spazio terrestre ma anche universi di problemi, mondi vissuti, paesaggi di senso.

    Questi paesaggi – scientifico, tecnico, economico, professionale e mentale – si trasformano in modo rapido e continuo, indipendentemente dalla nostra presenza o volontà.

    Ph: Farzad Nazifi per Unsplash

    Il Cyberspazio

    Ci muoviamo in un Cyberspazio fatto di mondi che si incrociano continuamente: basti pensare a tutti i media differenti che intervengono nella creazione di questo spazio (informazioni, streaming, editoria, ecc.).

    Dato questo presupposto, secondo Lèvy manca acnora una parte al ‘tutto’: la possibilità di sfruttare appieno le risorse del mondo interattivo, inserendovi come fattore dominante il “fattore umano”.

    Ogni molecola (ovvero ogni essere umano) viene analizzata in base alle sue risorse e utilizzata mettendola in correlazione con le altre, creando una grande struttura potente che verrà chiamata intelligenza collettiva.

    franck-v-unsplash
    (Ph: Franck V per Unsplash)

    L’intelligenza collettiva

    Invece di appiattire le persone all’interno di una società uniforme e di massa, l’intelligenza collettiva le emancipa e le civilizza, perchè mette ogni persona al servizio della comunità, da una parte permettendogli di esprimersi con libertà, dall’altra dandogli la possibilità di fare appello alle risorse intellettuali e all’insieme delle qualità umane della comunità stessa.

    I princìpi di partenza dell’argomentazione di Lévy sono che il sapere è sempre diffuso – “nessuno sa tutto, ognuno sa qualcosa” – e che “la totalità del sapere risiede nell’umanità”.

    Tutta l’esperienza del mondo, quindi, coincide con ciò che le persone condividono e non esiste alcuna riserva di conoscenza trascendente.

    La spiegazione di Pierre Lévy è molto esaustiva e ben organizzata.

    Ho trovato la lettura piacevole e scorrevole.

    Immaginare una società senza sprechi, fatta di collaborazione e rapida evoluzione, per ora resta un’utopia.

    L’informazione e la diffusione delle idee sono però il primo passo verso il cambiamento.

    A presto!

  • Dai il giusto valore al tuo tempo. Investilo in esperienze

    Dai il giusto valore al tuo tempo. Investilo in esperienze

    Voi vivete come se doveste vivere sempre, non pensate mai alla vostra fragilità, non volete considerare quanto del vostro tempo è già trascorso.

    Buttate via il tempo come se lo attingeste da una fonte inesauribile…
    Seneca

    Ogni tanto, parlando con le persone, faccio questa domanda: “Quanto vale il tuo tempo?”

    E sì, intendo proprio in termini economici.

    Tutti rimangono sempre spiazzati e non sanno cosa dire, mentre io risponderei così…

    Prima di rivelarvelo, vorrei fare qualche riflessione sul valore che dovreste attribuire al vostro tempo.

    Nella società di oggi ci riesce molto facile riconoscere un valore agli oggetti materiali e al denaro.

    (Ph: Aman Shrivastava per Unsplash)

    Dai valore al tuo tempo

    Non abbiamo invece la consapevolezza di quanto sia più importante il tempo.

    Eppure, in certe occasioni, vorremmo che quest’ultimo si fermasse.

    Basti pensare a un momento felice: un bacio con la persona di cui siamo innamorati, l’ultima visita a una persona cara in ospedale, l’abbraccio di nostro figlio.

    Se riflettiamo, ci accorgiamo che anche il legame con gli oggetti a noi più cari non è dato dal valore economico ma dalle emozioni che suscitano in noi.  

    esperienze
    (Ph: John Moeses Bauan per Unsplash)

    Investiamo denaro in esperienze

    Non investiamo tempo e denaro per cose futili, investiamoli nella conoscenza e nella creatività.

    Investiamoli in esperienze che ci aiuteranno a costruire il viaggio della nostra esistenza, che accresceranno il nostro valore personale e renderanno il percorso pieno di significato.

    Queste esperienze, questi viaggi, questi momenti, ci rimarranno impressi per tutta la vita.

    A differenza degli oggetti, nessuno potrà portarceli via e, invece di perdere valore, lo acquisteranno sempre di più con il passare degli anni.
    Regaliamo il nostro tempo a persone che lo meritano davvero, e non perdiamolo con chi non sa apprezzarlo.

    (Ph: Hello I’m Nick per Unsplash)

    Quanto vale il tuo tempo, quindi?

    Il valore che diamo al tempo è direttamente proporzionale al valore che diamo alla nostra esistenza.

    Se ci percepiamo come individui portatori di conoscenza, interessati a imparare dagli altri, a scambiare il sapere, a metterci in connessione con la nostra anima e con il mondo, saremo più propensi a considerare il tempo come un valore, come una tela bianca sulla quale dipingere i colori della nostra leggenda personale.

    E intrecceremo i nostri colori con quelli di chi merita la condivisione, e quindi ‘l’unione’.

    A presto!