Autore: Giustiniano La Vecchia

  • Impara dagli Errori e dai Fallimenti

    Impara dagli Errori e dai Fallimenti

    Impara dagli errori e dai fallimenti.
    Accettare di aver fallito, rialzarsi dopo una caduta, ricominciare nonostante la delusione sono le più grandi dimostrazioni di resilienza.
    Se ti accorgi di aver commesso un errore o se ti rendi conto di aver intrapreso un percorso fallimentare, hai due possibilità: piangerti addosso fino alla distruzione di qualsiasi slancio, oppure passare al piano B.

    Non hai un piano B? Non importa, sei sempre in tempo per costruirne uno.
    Ciò che conta adesso è prendere coscienza degli sbagli commessi, visualizzare gli strumenti acquisiti, fare leva sulle risorse utili a fronteggiare la frustrazione.
    È il momento di cominciare a vedere le cose secondo una prospettiva diversa: il fallimento, credimi, non è l’incapacità di raggiungere l’obiettivo, ma un’occasione di crescita personale. Se riesci a vederla così, sei già nella condizione di ripartire per puntare dritto a un nuovo traguardo.
    Cambia strategia, evita gli errori già commessi, lasciati guidare dall’esperienza: nella costruzione del piano B non devi ripartire da capo, hai già accumulato pezzetti importanti, ti serve solo un nuovo slancio.

    Certo, ci vuole coraggio. Chi non ne ha, è destinato a fallire.
    Come è destinato a fallire chi si lascia condizionare dai giudizi degli altri. Viviamo in un Paese in cui il tasso di giudizio è molto alto, e anche particolare. Facci caso, qui da noi si perdonano vari tipi di errori, divorzi, scandali, amanti, ma non il fallimento economico. Il fallimento di un’impresa è un marchio a vita che difficilmente ci si scrolla di dosso – in America funziona all’opposto.
    In un contesto sociale e culturale come quello attuale, anche per via dell’uso di strumenti di comunicazione e condivisione che hanno accelerato tutti i processi, il tasso di giudizio è altissimo, ed è più difficilissimo mostrarsi distaccati. Devi imparare ad agire in modo indipendente dal pensiero degli altri: se analizzi l’errore e il fallimento secondo il tuo pensiero, che è l’unico che abbia davvero valore, hai grandi possibilità di riuscita.
    Ma se ti valuti e valuti la tua vita in base a parametri di altri o a quello che credi sia il pensiero dominante, sei destinato a distruggere il tuo percorso prima ancora di iniziare.
    Molte nemmeno cominciano, perché soffocate in partenza dalla paura di sbagliare. Agiscono  in modo non coerente rispetto ai propri obiettivi per ridurre i rischi di giudizio negativo degli altri. L’unica cosa che si ottiene assecondando un ideale di perfezione che crediamo la società imponga è l’annullamento di noi stessi.

    Pessima idea quella di vivere in un mondo ideale, non corrispondente alla propria realtà.
    L’io reale è l’unico riferimento al quale devi attenerti nella costruzione della tua leggenda personale: individualo, isolalo dall’EGO, che è devastante, pericolosissimo, perché annulla la realtà.
    Quello che fa la differenza oltre all’immaginazione è il coraggio, il coraggio di scrivere la propria leggenda personale senza timore di fallire o commettere errori. Lavorando con umiltà senza sprecare il tempo a voler convincere nessuno sulle tue idee e sulle tue qualità se non te stesso, in quegli spazi dove puoi e devi imparare a curare ogni minimo dettaglio in modo da garantirti importanti passi in avanti.

    Pensa a quando nasce un bambino: i genitori gli badano in modo quasi maniacale, non lasciano nulla al caso. Poi l’attenzione cala, soprattutto quando subentra l’abitudine, che ti fa fare le cose sempre allo stesso modo, per far prima. Ma nulla assicura che le azioni abitudinarie siano corrette.
    L’abitudine e la superficialità sono elementi tipici del fallimento, insieme alla noncuranza. La cura del dettaglio, l’attenzione ai particolari aiuta l’individuo dalla nascita passando per l’adolescenza e via via a crescere rispettando se stesso e gli altri.
    Impara dalle persone che hanno lasciato il segno, è qualcosa per noi di indimenticabile. Credi che non sbagliassero mai? Al contrario. Ciò che li ha resi grandi, immortali, è stata la loro capacità di ricominciare dagli errori e dai fallimenti, farne esperienza e iniziare nuovamente e attraverso l’esperienza a portare l’errore a livelli sempre più bassi.

    Alla perfezione non si aspira in partenza, ma la si conquista col duro lavoro. E la si ottiene dando prova  di grande maturità, prima di tutto non cedendo in caso di insuccesso alla dinamica dell’alibi –  ho fallito perché sono stato sfortunato, chi ce la fa è un raccomandato e compagnia bella.
    Non ti servono alibi ma un’analisi lucida e costruttiva degli errori commessi. Ricordati che il fallimento non toglie nulla a chi tu sei, non frantuma la tua personalità, anzi ti aiuta a costruirla, se lo accetti con spirito maturo e coraggioso.

    Secondo indice di maturità è saper chiedere aiuto.
    Ricorda che non è del bravo capitano replicare i modelli del passato o trasferire il proprio, ma indicare strumenti che siano davvero utili per il  proprio viaggio. Non esiste capitano infallibile, sia chiaro. Ciò che ne fa la differenza è la capacità di riconoscere un errore e se serve chiedere scusa assumendosi le proprie responsabilità. Un esempio straordinario quando un padre riesce a farlo con il proprio figlio: questo atto di umiltà non toglierà nulla al genitore, anzi. In più darà al figlio la consapevolezza di poter contare su una guida coerente, con la capacità di cambiare opinione.

    Devi sperimentare, metterti alla prova, uscire dalla comfort zone e costruire la tua strada nel mondo. Non lasciarti schiacciare dai giudizi, conta solo il tuo di parere.
    Non farti limitare dalla paura: fa parte del gioco, ma il tuo coraggio deve e sarà più forte.
    Impara a gestire le frustrazioni senza condannarti: se sul tuo orto si è abbattuto un nubifragio, non puoi dare la colpa a te. Finito di piovere tornerà il sole e da lì riparti, senza piangerti addosso, facendo leva sulla tua voglia di ricominciare e sull’esperienza. Ricordati che potrebbe tornare un altro nubifragio, quindi metti in moto l’esperienza in modo da mettere al riparo il tuo magnifico campo e il tuo raccolto futuro.
    Non lasciare nulla al caso, cura i dettagli e se serve ricordati di  chiedere aiuto al tuo capitano, a chi ha iniziato il viaggio prima di te.

    Il fallimento va ribaltato in una grande opportunità per il futuro.
    Tu sei più forte degli errori che hai commesso: “Dobbiamo accettare la delusione che è limitata, ma non dobbiamo mai perdere l’infinita speranza”, diceva Martin Luther King.
    Metti a fuoco le tue priorità: ora sei pronto per realizzare i tuoi sogni.
    La vita è una start up!

     

     

     

     

     

  • Women On Track – Life Experience 2018

    [vc_row][vc_column][vc_column_text]L’esperienza ha l’obiettivo di rafforzare l’individuo, fornendo, condividendo un quadro di conoscenze e di esperienze, cui fare costante riferimento, sperimentando nuove modalità di relazione con sè e con gli altri, sia sul piano affettivo e familiare, sia su quello professionale, sapendo gestire il fattore tempo in maniera equilibrata.

    E’ rivolta a chi desidera elaborare i nodi che impediscono la crescita e la realizzazione personale, a chi desidera sanare antiche ferite, a chi desidera recuperare e rafforzare la fiducia in se stessa e nelle proprie risorse, a chi decide di affrontare il cambiamento e a chi vuole creare un nuovo modello di sè.

    Le sue caratteristiche sono:

    – Il cambiamento e le nuove sfide
    – Innovazione sistemica
    – Ascolto, comunicazione e negoziazione
    – Impadronirsi delle proprie doti
    – Il valore del proprio sè
    – Creative thinking
    – Equilibrio e riequilibro
    – Personalizzazione
    – Professionalità e sviluppo
    – Profondità e consapevolezza del ruolo
    – Modelli mentali
    – Il talento[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row][vc_row][/vc_row]

  • I 10 Comandamenti della Humanistic Leadership

    I 10 Comandamenti della Humanistic Leadership

    Prendendo spunto da @Jordi Alwemany

    Il termine  leadership è indubbiamente uno dei temi più esplorarti, dibattuti e stimolanti nella storia dell’umanità e l’interesse sembra continuare a crescere molto rapidamente, anno dopo anno.

    Molte teorie principali di leadership, e ancor di più i modelli derivati, sono state sviluppati negli ultimi 200 anni. Tutte queste dottrine perseguivano un obiettivo comune, essere in grado di definire da un punto di vista scientifico e non, ciò che rende un grande leader.

    La verità è che nessuna di queste teorie è stata in grado di trovare alcuna certezza scientifica di quale caratteristica o combinazione umana trasformerà un ragazzo ordinario in un grande leader.

    L’unica certezza sulla leadership è che non è una scienza ma una vera è propria arte scaturita dal talento dell’individuo..

    Nel mondo animale, la leadership consiste nel soddisfare il bisogno di sopravvivenza, convivenza e benessere della comunità.

    La differenza fondamentale tra uomo e animale è che gli animali comprendono che i loro bisogni comunitari possono essere risolti solo attraverso il lavoro collettivo verso il loro bene comune.

    Le persone seguono i leader che comprendono i loro bisogni, mostrano rispetto per loro e, cosa più importante, chi li fa sentire parte di una causa, vista le caratteristiche dominanti del leader: la generosità e il principio del dono.

    La maggior parte dei problemi che la razza umana affronta in questo periodo storico, sono il risultato di sistemi socioeconomici, politici ed educativi che promuovono fortemente l’individualismo, al contrario di incoraggiare l’umanesimo e il collettivismo. L’individualismo, l’egoismo e l’avidità conducono la nostra specie a un vero proprio disastro..

    La follia della mente egoista, amplificata dalla scienza e dalla tecnologia, sta rapidamente portando la nostra specie sull’orlo del baratro. 

    Evolvi o muori: questa è la nostra unica scelta ora. – Eckhart Tolle

    Quindi, a mio modesto parere, il principio guida migliore e più semplice mai sviluppato nella storia umana, è la Regola d’Oro del Maestro Confucio, in quanto incapsula pienamente il vero essenza della leadership umanistica.

    Quello che non vuoi fare a te stesso, non farlo agli altri. – Confucio

    L’elenco che segue è una raccolta delle mie citazioni e dichiarazioni preferite, che aiutano a riassumere in un acronimo facile da ricordare, ciò che considero:

    “I 10 comandamenti della Humanistic Leadership”

    1. Ascolto:

    Il più elementare di tutti i bisogni umani è la necessità di comprendere ed essere capiti. Il modo migliore per capire le persone è ascoltarle. – Ralph Nichols

    1. Empowerment:

    Non dire mai alle persone come fare le cose. Dì loro cosa fare e ti sorprenderanno con la loro ingenuità. – Generale George S. Patton

    1. Apprezzamento:

    Prendi l’abitudine di dire alla gente “grazie”. Esprimi il tuo apprezzamento, sinceramente e senza l’aspettativa di nulla in cambio. Apprezzo davvero chi ti circonda e presto troverai molti altri intorno a te. Apprezzo davvero la vita e scoprirai di averne di più. – Ralph Marston

    1. Devozione:

    L’uomo che rimuove una montagna inizia portando via piccole pietre. – William Faulkner

    1. Empatia:

    Ogni volta che stai per trovare un difetto con qualcuno, poniti la seguente domanda: quale mia mancanza quasi somiglia a quella che sto per criticare? – Marco Aurelio

    1. Rispetto:

    Questo nostro mondo … deve evitare di diventare una comunità di terribile paura e odio, ed essere, invece, una fiera confederazione di fiducia e rispetto reciproci. – Dwight D. Eisenhower

    1. Semplificazione:

    I grandi leader sono quasi sempre dei grandi semplificatori, che possono tagliare argomenti, dibattiti e dubbi per offrire una soluzione che tutti possano comprendere. – Generale Colin Powell

    1. Onestà:

    Come ho già detto, la prima cosa è essere onesti con te stesso. Non puoi mai avere un impatto sulla società se non hai cambiato te stesso … I grandi operatori di pace sono tutte persone di integrità, di onestà e umiltà. – Nelson Mandela

    1. Inspirazione:

    L’insegnante mediocre dice. Il buon insegnante spiega. L’insegnante superiore dimostra. Il grande maestro ispira. – William Arthur Ward

    1. Perseveranza:

    Aderisci al tuo scopo e presto ti sentirai come hai sempre fatto. Al contrario, se vacilli e ti arrendi, perderai il potere di mantenere qualsiasi risoluzione e te ne pentirai per tutta la vita. “- Abraham Lincoln

    Non ho prove scientifiche a sostegno dei miei pensieri, quindi temo che l’unico modo per determinare se ho ragione o torto è attraverso la tua esperienza. Prova a mettere  in pratica questi  suggerimenti.

    Mi auguro abbia trovato interessante questo articolo. Se è così, per favore non dimenticare di cliccare su “Mi piace” e condividerlo con altri che potrebbero trovarlo a loro volta utile.

    E se credi prendi un minuto per commentare questo articolo. Questo è il miglior incoraggiamento per continuare a scrivere e condividere conoscenze.

     

  • Teoria U di Otto Scharmer

    Teoria U di Otto Scharmer

    Otto Scharmer mette a disposizione in queste pagine una guida concisa e accessibile alla sua “Teoria U”, una delle metodologie più apprezzate nel change management contemporaneo.

    Essa risponde alla domanda: come le nostre aziende e le nostre organizzazioni possono imparare a vedere e co-creare le possibilità emergenti nei contesti in cui operano?

    In un panorama segnato da volatilità, incertezza, complessità e ambiguità come possiamo imparare effettivamente dalle situazioni di crisi e co-progettare soluzioni efficaci?

    La risposta della “Teoria U” è che la nostra capacità di orientare l’attenzione letteralmente dà forma al mondo. Ciò che ci impedisce di esser presenti alle situazioni con efficacia è che non siamo pienamente consapevoli della condizione interiore da cui la nostra attenzione e le nostre azioni hanno origine. Scharmer chiama questa mancanza di consapevolezza il punto cieco della leadership contemporanea. L’obiettivo di questo libro è illuminare questo punto cieco e offrire strumenti concreti a leader e organizzazioni di qualsiasi industria e settore per rendere effettiva la loro capacità di co-creare il futuro.

     

     

  • Start-Up Innovation Experience – Soft-in

    Start-Up Innovation Experience – Soft-in

    [vc_row][vc_column][vc_column_text]Ho avuto l’onore e il piacere di essere promotore e facilitatore di questo interessante evento presso la sede di Soft-in (Beinasco, Torino) il 21 Giugno 2018 dove abbiamo presentato la metodologia “ACCELERATED TALENT EXPERIENCE” (ATE), che intende proporre una nuova tecnica di lavoro collaborativo:

    – Un punto d’incontro dove i partecipanti possano condividere esperienze e punti di vista diversi, contribuendo in maniera attiva all’identificazione dei drivers del futuro, di nuovi modelli di crescita dei talenti e la loro creatività;

    – Un metodo utile per la co-progettazione di nuove strategie e modelli educativi/formativi, per la crescita dell’individuo, che si sviluppa attraverso conversazioni informali, vivaci, concrete e costruttive, per aiutare la comunità e i partecipanti verso l’innovazione e il creative thinking.

    Questo spazio è inteso come un laboratorio dove, attraverso il contributo di tutti i partecipanti:
    – far emergere le idee più innovative
    – rilevare le esigenze dei partecipanti
    – delineare le nuove strategie di community
    – creare networking

    L’evento si svolge seguendo una metodologia che guida i partecipanti attraverso 3 fasi:
    1^ Fase SCAN: Produzione di idee
    2^ Fase FOCUS: Critica costruttiva alle idee
    3^ Fase ACT: Prossimi passi

    Durante le varie fasi del workshop, nel corso del confronto, sono emerse visioni e punti di vista diversi, che hanno permesso ai partecipanti di avere una percezione alternativa e più ampia su posizioni già consolidate a livello personale.
    Si è discusso sul metodo necessario che una start-up deve seguire per raggiungere il suo obiettivo, ovvero quello di creare una start-up che funzioni.

    Sono emerse varie idee che convergono tutte sulla stessa linea di pensiero. La parte fondamentale è l’idea innovativa che può lanciare una start-up verso il suo obiettivo: creare una rete coinvolgendo tutti i membri del team, creando un puzzle coeso e non tralasciano nessuna risorsa, perché ogni tassello della piramide di persone è fondamentale per raggiungere l’obiettivo comune.

    Un altro aspetto che è emerso è la necessità di non farsi scoraggiare dalle difficoltà che si presentano lungo l’arduo cammino del successo. Il rischio è una componente fondamentale, che non deve creare timori, ma deve servire da stimolo.

    Un’ultima riflessione emersa è che bisogna porsi di fronte a un’idea non solo con la mente, ma anche con il cuore, cercando di non rimanere ottusi alle critiche esterne, ma aprendosi sia ai giudizi negativi, che tuttavia possono risultare costruttivi, sia a quelli positivi che, invece, possono essere visti come stimoli esterni.

     

     

    Giustiniano La Vecchia

    Autore, speaker, intrapreneur e trainer, con un profondo aggiornamento sui metodi emergenti di gestione delle organizzazioni del XXI secolo, sulla base di approcci sistemici, collaborativi e creativi. Specializzato in processi di gestione dell’innovazione, innovazione di business e trasformazione culturale. In contatto con alcuni dei movimenti globali più avanzati sull’evoluzione della società post-industriale. La mia passione è la condivisione del pensiero creativo (immaginazione, idee, innovazione) nelle organizzazioni, dove le persone, con particolare attenzione ai talenti, rappresentano il vero valore.[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row][vc_row][vc_column][vc_masonry_media_grid element_width=”3″ grid_id=”vc_gid:1530033499885-d4e2c872-834c-8″ include=”529400,529401,529402,529399″][/vc_column][/vc_row]

  • Tra Sogno e Cultura dell’Alibi

    Tra Sogno e Cultura dell’Alibi

    Prendo spunto da un interessante articolo di breakingtech.it, che scrive di Eyhan Jamalova.
    Questa ragazza di “15 anni” dell’Azerbaijan, ha infatti recentemente fondato una startup, Rainergy, che basa la sua funzione sulla produzione di energia elettrica tramite lo sfruttamento dell’acqua piovana, grazie all’aiuto della sua amica, Zahra Gasimzade ed al suo professore di fisica.

    Il progetto è stato considerato talmente promettente da aver ricevuto un finanziamento di ben 20.000 dollari dal governo, che lo ha definito una delle concrete soluzioni energetiche alternative per tutti i paesi ancora in via di sviluppo.

    Tutto ciò dimostra che con volontà, intraprendenza e spirito di sacrificio, anche a 15 anni si ha la possibilità di iniziare un vero percorso di crescita e realizzare il proprio sogno.

    Per questo motivo mi preme segnalarvi che non è vero che mancano in Italia le possibilità per i giovani startupper e il sostegno alle loro idee, ma quanto, la mancanza di visione e soprattutto rispetto degli impegni presi dagli stessi.

    Ho avuto la fortuna di partecipare e facilitare, attraverso l’ATE (Accelerated Talent Experience) un bellissimo e davvero rivoluzionario evento dedicato al mondo delle startup organizzato da Soft-in il 21 giugno.
    Parlando con loro ho scoperto che alcune startup invitate e che hanno deciso di partecipare (confermata la loro presenza via mail e non solo) non si sono presentate. Fin qui nessun problema, gli imprevisti sono all’ordine del giorno. La cosa incredibile è che contattate al telefono per capire dove fossero e se erano in arrivo, la loro riposte sono state: “mi sono dimenticato, magari vengo un’altra volta” o peggio “se volete faccio un salto 5 min nel pomeriggio”.

    Non sta a me giudicare, ma credo che valga la pena fare una reale riflessione su cosa significhi creare una startup. Startup, termine di derivazione anglosassone, significa «partire, mettersi in moto», non stare fermi ed aspettare.
    I sogni e gli obiettivi non aspettano, gli alibi sicuramente sì.

    #openinnovation #startupper #obiettivo #culturadellalibi #sogno #ATE #idea #millenials

    @EyhanJamalova @ZahraGasimzade

  • Seminario “La vita è una startup, il coraggio di essere nomadi creativi” – Riflessioni

    Seminario “La vita è una startup, il coraggio di essere nomadi creativi” – Riflessioni

    Qual è l’essenza, lo scopo per cui vale la pena usare il coraggio per affrontare le paure della nostra quotidianità?

    Ogni volta che iniziamo una nuova avventura, diamo vita a una nuova startup, con la consapevolezza di aver imparato qualcosa di più dai nostri errori, dai nostri fallimenti ma soprattutto dalla scoperta della nostra infinita creatività.

    Abbandonare la paura del giudizio per concentrarci sulle nostre qualità è la condizione migliore per affrontare l’arco della nostra esistenza.

    Queste le riflessioni a conclusione dell’evento tenutosi all’Università di Trento: La vita è una startup, il coraggio di essere nomadi creativi.

     

  • Università di Trento: “Seminario La Vita è una startup, il coraggio di essere nomadi creativi”

    Università di Trento: “Seminario La Vita è una startup, il coraggio di essere nomadi creativi”

    [vc_row][vc_column][vc_column_text]

    17 maggio 2018
    Orario: 14.00 – 16.00
    Luogo: Aula 12 – Dipartimento di Sociologia e Ricerca Sociale

    [/vc_column_text][vc_column_text]

    Programma

    Essere nomadi dunque non vuol dire focalizzarsi su una cosa.

    I Nomadi sono persone che si identificano in ciò che fanno. Non restano prigionieri. Non sono convenzionali. Il bambino è creativo e libero, ha il tempo e l’universo dalla sua parte e l’Immaginazione infinita. È fondamentale usare questo dono ricevuto per diritto di natura. Più noi siamo connessi e non siamo stanziali, più diventiamo stimolanti per noi e per gli altri.

    Essere nomade creativo vuol dire:

      • Dare vantaggio alla comunità.
      • Operare in connessione con altri,
      • Amare confrontarsi e collaborare con altri.
      • Liberare la propria creatività, immaginazione, idee, innovazione.
      • Avere nuovi modelli mentali
      • Avere nuovi modelli educativi
      • Vivere di consapevolezza, frutto della conoscenza e non di convinzioni
      • Non essere interessato al giudizio degli altri
      • Avere la cultura del Dono

     

    Giustiniano La Vecchia

    Autore, speaker, intrapreneur e trainer, con un profondo aggiornamento sui metodi emergenti di gestione delle organizzazioni del XXI secolo, sulla base di approcci sistemici, collaborativi e creativi. Specializzato in processi di gestione dell’innovazione, innovazione di business e trasformazione culturale. In contatto con alcuni dei movimenti globali più avanzati sull’evoluzione della società post-industriale. La mia passione è la condivisione del pensiero creativo (immaginazione, idee, innovazione) nelle organizzazioni, dove le persone, con particolare attenzione ai talenti, rappresentano il vero valore.[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row][vc_row][vc_column][vc_column_text]

    Organizzazione

    Il seminario è tenuto in lingua italiana
    Destinatari:  Studenti e laureati dei corsi di studio dell’Università di Trento previa iscrizione on line


    Riflessioni al termine del seminario
    a questa pagina.[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row]

  • La Nostra Coscienza

    La Nostra Coscienza

    Quando diamo la giusta attenzione alla nostra coscienza invece di ascoltare il nostro ego, trasformiamo situazioni difficili in opportunità. La consapevolezza nasce dall’esplorare la nostra comprensione.
    #coscienza #opportunità #consapevolezza

  • Evento SAA

    Evento SAA

    [vc_row][vc_column][vc_column_text]

    Programma

    Essere nomadi dunque non vuol dire focalizzarsi su una cosa.

    I Nomadi sono persone che si identificano in ciò che fanno. Non restano prigionieri. Non sono convenzionali. Il bambino è creativo e libero, ha il tempo e l’universo dalla sua parte e l’Immaginazione infinita. È fondamentale usare questo dono ricevuto per diritto di natura. Più noi siamo connessi e non siamo stanziali, più diventiamo stimolanti per noi e per gli altri.

    Giustiniano La Vecchia

    Autore, speaker, intrapreneur e trainer, con un profondo aggiornamento sui metodi emergenti di gestione delle organizzazioni del XXI secolo, sulla base di approcci sistemici, collaborativi e creativi. Specializzato in processi di gestione dell’innovazione, innovazione di business e trasformazione culturale. In contatto con alcuni dei movimenti globali più avanzati sull’evoluzione della società post-industriale. La mia passione è la condivisione del pensiero creativo (immaginazione, idee, innovazione) nelle organizzazioni, dove le persone, con particolare attenzione ai talenti, rappresentano il vero valore.[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row][vc_row][vc_column][vc_masonry_media_grid grid_id=”vc_gid:1524131959968-c8ba56f1-a60f-4″ include=”529339,529340,529341″][/vc_column][/vc_row]