Categoria: Letture

  • Saggio Sul Dono di Marcel Mauss

    Saggio Sul Dono di Marcel Mauss

    Il dono sta al mercato come la festa sta alla vita quotidiana, il lusso all’utile, il sacro al profano, la prostituta alla sposa.

    Guy Nicolas

     

    “I doni, da noi, si fanno e si ricevono a Natale o in occasioni stabilite come i compleanni. Non è considerato “normale” fare regali senza un motivo specifico: il dono è un’eccezione, dove la regola è tenere per sé le proprie cose e ottenerne altre tramite l’acquisto o lo scambio. L’antropologia ci ha invece offerto molti esempi di società presso cui il dono costituisce uno degli elementi fondanti. Mauss, nel suo saggio, mette in evidenza che il dono non è mai gratuito ma non è neppure uno scambio a fine di lucro. E’ piuttosto un ibrido poiché chi dona si attende un “controdono”. Negli oggetti donati esiste un’anima che li lega al loro autore, ciò li rende quasi un prolungamento degli individui e tesse una rete di rapporti interpersonali.”

     

    Il libro di Marcel Mauss, sociologo, storico e antropologo francese, ci permette di comprendere il significato segreto e un po’ mistico del donare. L’atto del donare è pervasivo anche nella attuale società occidentale governata dal mercato: dai doni “rituali” per le ricorrenze e le festività, alla costante ricerca del dono sotto forma di “sconto” o gadget in omaggio legato all’acquisto.
    Nell’intuizione primordiale di Mauss sul dono come vincolo si può trovare una chiave di lettura originale di fenomeni attuali.
    Consigliato a chi vuole apprendere i meccanismi dello scambio e le basi della formazione sociale.
    Un’opera utile a chi crede nelle comunità d’interesse, nella condivisione e nella circolarità della conoscenza.

     

  • Teoria U di Otto Scharmer

    Teoria U di Otto Scharmer

    Otto Scharmer mette a disposizione in queste pagine una guida concisa e accessibile alla sua “Teoria U”, una delle metodologie più apprezzate nel change management contemporaneo.

    Essa risponde alla domanda: come le nostre aziende e le nostre organizzazioni possono imparare a vedere e co-creare le possibilità emergenti nei contesti in cui operano?

    In un panorama segnato da volatilità, incertezza, complessità e ambiguità come possiamo imparare effettivamente dalle situazioni di crisi e co-progettare soluzioni efficaci?

    La risposta della “Teoria U” è che la nostra capacità di orientare l’attenzione letteralmente dà forma al mondo. Ciò che ci impedisce di esser presenti alle situazioni con efficacia è che non siamo pienamente consapevoli della condizione interiore da cui la nostra attenzione e le nostre azioni hanno origine. Scharmer chiama questa mancanza di consapevolezza il punto cieco della leadership contemporanea. L’obiettivo di questo libro è illuminare questo punto cieco e offrire strumenti concreti a leader e organizzazioni di qualsiasi industria e settore per rendere effettiva la loro capacità di co-creare il futuro.

     

     

  • Antifragile di Nassim Nicholas Taleb

    Antifragile di Nassim Nicholas Taleb

    ANTIFRAGILE. Prosperare nel disordine. Di Nassim Nicholas Taleb. Ed. ilSaggiatore.

    ANTIFRAGILITÁ è ciò che si attiva, iperreagisce, e sovracompensa in presenza di fattori di stress e danni.

    Il fatto che il successo, la crescita economica e l’innovazione possano derivare solo dalla sovracompensazione in risposta ai fattori di stress non fa parte del comune modo di vedere le cose. Inizieremo ad avvicinarci alla saggezza e alla razionalità solo quando ci sforzeremo di superare questo limite.

    Come si introduce un’innovazione? Innanzitutto bisogna cercare di mettersi nei guai; diciamo in guai seri, ma non irreversibili. Ritengo, più per convinzione che per ragionamento, che l’innovazione e i progressivi perfezionamenti derivino da stati iniziali di necessità e si sviluppino ben oltre il soddisfacimento di tali bisogni (per esempio dagli effetti collaterali imprevisti di un’invenzione o di un tentativo di invenzione).

  • Elogio della Fuga di Henri Laborit

    Elogio della Fuga di Henri Laborit

    Estratto da: ELOGIO DELLA FUGA. Henri Laborit.
    Saggi Oscar Mondadori. Traduzione di Leonella Prato Caruso.

    “Quando non può più lottare contro il vento e il mare per seguire la sua rotta, il veliero ha due possibilità: l’andatura di cappa (il fiocco a collo e la barra sottovento) che lo fa andare alla deriva, e la fuga davanti alla tempesta con il mare in poppa e un minimo di tela. La fuga è spesso, quando si è lontani dalla costa, il solo modo di salvare barca ed equipaggio. E in più permette di scoprire rive sconosciute che spuntano all’orizzonte delle acque tornate calme. Rive sconosciute che saranno per sempre ignorate da coloro che hanno l’illusoria fortuna di poter seguire la rotta dei carghi e delle petroliere, la rotta senza imprevisti imposta dalle compagnie di navigazione.
    Forse conoscete quella barca che si chiama Desiderio.”

  • Elogio dell’Errore di Tim Harford

    Elogio dell’Errore di Tim Harford

    Leggere questo meraviglioso libro vuol dire scuotere dalle fondamenta il nostro approccio ai problemi grandi e piccoli della vita. In questa epoca, imprevedibile e complessa, le maggior parte delle ricette di esperti e di guru sono destinate al fallimento. La strategia vincente consiste nel risolvere i problemi dal basso, dubitare di chi ha la risposta pronta, improvvisare invece che pianificare, fare piccoli passi invece che grandi balzi. Questo libro vuole  insegnarci  a “sbagliare”, perché solo grazie agli errori e ai fallimenti possiamo trovare la strada verso il successo.

    “Ho provato. Ho sbagliato.

    Non importa.

    Prova ancora. Sbaglia ancora. Sbaglia meglio.”

    di Samuel Beckett

  • Il Leader della Rivoluzione di Gary Hamel

    Il Leader della Rivoluzione di Gary Hamel

    Immaginare il futuro

    In questo libro Hamel parla della enorme distanza tra new economy e old economy. Parla anche dell’interruzione  insanabile tra vecchia e nuova economia. Il discrimine non corre tra vecchie e nuove aziende e neppure tra aziende “dell’era digitale” e imprese dell’età industriale, bensì tra coloro che sono in grado di introdurre profonde innovazioni e coloro che non lo sono. E ancora, non sono le innovazioni incrementali, i miglioramenti continui o i nuovi prodotti e tecnologie a fare la differenza, ma le “rivoluzioni”, ovvero le innovazioni radicali nei modelli e nei concetti del business.

    Come dice Hamel “Ciò che ha fatto la differenza per, aziende come Virgin, Starbucks, Google, Apple, Tesla, non è stata tanto la superiore capacità tecnica, quanto la loro capacità di immaginare il futuro.” La capacità di condottieri rivoluzionari di immaginare e creare imprese sino a ieri inimmaginabili, non convenzionali. È una sfida apparentemente  impossibile per molti, che richiede innovazione continua a ogni livello. Una sfida che è spesso al di sopra delle capacità di aziende che hanno prosperato in mercati tradizionali, prevedibili e statici, ma non per le aziende rivoluzionarie e soprattutto non per i loro “ Rivoluzionari”.

    “Ciò che ha fatto la differenza per, aziende come Virgin, Starbucks, Google, Apple, Tesla, non è stata tanto la superiore capacità tecnica, quanto la loro capacità di immaginare il futuro.” ( Leader della rivoluzione, Gary Hamel )

    Una sfida così difficile e radicale, che spesso i manager preferiscono eludere, cercando palliativi e soluzioni a breve termine, nel tentativo di creare vantaggi strategici “alla giornata”.

    Come suggerisce acutamente l’autore questa elusione è alla base dello spostamento delle attività delle aziende verso le ristrutturazioni finanziarie e societarie, anziché su un rinnovamento del prodotto/servizio offerto.