Tag: viaggio

  • Non aver paura di cambiare: una vita senza provarci è una vita sprecata

    Non aver paura di cambiare: una vita senza provarci è una vita sprecata

    Non sempre cambiare equivale a migliorare, ma per migliorare bisogna cambiare, Winston Churchill

    Mi capita spesso di scambiare qualche parola con le persone che incontro alle conferenze.

    Si approcciano tutte più o meno allo stesso modo, prima si complimentano per l’entusiasmo e la passione che metto nei discorsi, e poi si lamentano del loro lavoro.

    A quel punto chiedo sempre cosa siano intenzionati a fare per cambiare la loro situazione.
    Silenzio… Assordante silenzio…

    Dopo qualche minuto di riflessione cominciano a farmi la lista dei motivi (che io chiamo ‘lista delle scuse’), per cui non possono, o non vogliono, cambiare la loro condizione.
    Ci sono anche motivi seri, e su quelli non mi pronuncio, ma vi assicuro che il 90% delle volte il problema è tutto in mano alla persona che parla.

    Non aver paura di cambiare

    Non cambiare per via della paura equivale a fare una scelta sbagliata.

    Bisogna dedicarsi al cambiamento facendo leva sul coraggio e abbandonando il timore del giudizio proprio e degli altri.

    Solo se mettiamo in conto di dedicare tempo e risorse al cambiamento, saremo pronti per iniziare.

    Guardiamo le persone appagate dal loro lavoro, emanano una sorta di aura, non si sentono mai sotto pressione e contagiano gli altri con il loro entusiasmo.

    Esercitiamoci

    Se vogliamo una dose di motivazione per dedicarci a ciò che ci piace, facciamo questo semplice esercizio: dividiamo un foglio in due parti e scriviamo, nella metà di sinistra, cosa lasceremmo indietro con il cambiamento (scriviamo anche le emozioni negative che vogliamo abbandonare, ad esempio “insoddisfazione”) e sulla destra a cosa vogliamo andare incontro (anche qui emozioni comprese).

    Se ancora non ci basta per saltare, aspettiamo, teniamo il foglio da parte e compiliamolo per un po’ di tempo, magari per qualche mese.

    Osserveremo crescere sul foglio e in noi, giorno dopo giorno, la carica, mentre abbandoneremo man mano la paura.

    Può anche darsi invece che abbiamo voglia di cambiare e che ci sentiamo pronti a farlo, ma non abbiamo un obiettivo: fermiamoci a riflettere, mettendo ben a fuoco quello che ci piace fare.

    Abbiamo un hobby, una passione? Non escludiamo che proprio questa possa diventare il nostro nuovo lavoro.

    E non pensiamo che sia troppo tardi.

    Un signore a ottant’anni si è laureato, qual è la nostra scusa?

    Finora abbiamo sprecato il nostro tempo per fare qualcosa che non ci piaceva, vogliamo continuare davvero a farlo, proprio ora che abbiamo preso consapevolezza della nostra posizione?

    Spero proprio di no.

    zainoIl viaggio

    E quando saremo finalmente pronti restiamo concentrati, perché non sarà per niente facile.

    Dobbiamo partire subito, sperimentare e metterci alla prova.

    Sbaglieremo, correggeremo il tiro e correrremo di nuovo verso il nostro obiettivo.

    Ci imbatteremo in varie difficoltà, ma posso garantirti che l’universo sorride e risponde solo a chi desidera qualcosa e si muove per ottenerla.

    Se siamo sulla strada giusta, ci accorgeremo immediatamente delle risposte e dei ‘segnali’ che il resto del mondo ci manderà.

    Se invece siamo attanagliati da dubbi e timori, non ce la faremo.
    Fallisce non chi ha paura, ma chi si lascia sopraffare dalla paura.

    Ricordiamoci le parole di Michael Jordan

    Nella mia vita ho sbagliato più di novemila tiri, ho perso quasi trecento partite, ventisei volte i miei compagni mi hanno affidato il tiro decisivo e l’ho sbagliato. Ho fallito molte volte. Ed è per questo che alla fine ho vinto tutto

      e ancora

    Posso accettare la sconfitta, tutti falliscono in qualcosa. Ma non posso accettare di rinunciare a provarci

  • Il coraggio è realizzare il nostro sogno nonostante la paura e il fallimento

    Il coraggio è realizzare il nostro sogno nonostante la paura e il fallimento

    Oggi voglio parlarvi di coraggio.

    È una parola che deriva dal latino, composta da cor, cuore, e da habeo, avere.

    Avere cuore.

    In antichità, già dagli Egizi, il cuore era la sede dell’anima.

    Ancora oggi il cuore, con le sue numerose sfaccettature e rappresentazioni, è il re dell’immaginario collettivo (basti pensare a quante volte lo condividiamo sui vari canali social.

    Spesso, però, pensiamo al cuore solo in relazione all’amore, invece il nostro cuore pensa e decide.

    In questo meraviglioso muscolo si concentrano 40.000 neuroni e una fitta rete di neuro-trasmettitori con funzioni che lo trasformano in un’estensione perfetta del nostro cervello.

    Per questo dobbiamo ricordarci che questo potente organo non deve essere indirizzato solo verso altre persone, ma anche e soprattutto verso noi stessi: per un ideale, per  il nostro sogno e per tutte le sue declinazioni.

    coraggioIl concetto di avere “a” cuore

    Ma perché mai dobbiamo “avere (a) cuore” per essere coraggiosi?

    Facciamo ancora un passo indietro e analizziamo di nuovo la parola cuore, che è presente, spesso inosservata, in tante altre parole.

    Parole come

    • cordiale
    • corrotto
    • ricordo

    Una persona è cordiale quando agisce spontaneamente, facendo guidare dal cuore le proprie azioni.

    Una persona è corrotta invece, quando ha il cuore rotto, che non funziona, ed è per questo che si comporta in modo meschino.

    Quindi è proprio il cuore a guidare i nostri ideali.

    Si parla di cuore o animo nobile non solo riferendosi a una persona buona, ma anche a una persona generosa intellettualmente, qualcuno i cui ideali siano alti in ogni campo.

    Mi piace questa frase, presa dal film “Kate & Leopold”, perché si avvicina di più alla concezione di coraggio che si aveva nell’antichità e quella su cui dobbiamo concentrarci.

    I coraggiosi sono semplicemente coloro che hanno chiara la visione di ciò che gli sta dinnanzi, gloria o pericolo che sia, e pur tuttavia gli corrono incontro

     

    Trovo questa citazione illuminante perché ci permette di fare luce su alcune sfaccettature importanti del coraggio.

    Il coraggio fa parte di noi

    La prima è che bisogna aver molto chiaro cosa si vuole e, se non l’hai ancora fatto, ti consiglio di leggere Il viaggio e Il sogno per prepararti a riconoscere e ad accogliere il tuo sogno più profondo.

    La seconda è che, per inseguire il tuo ideale, non dovrai fermarti davanti a nessun ostacolo perché sai che quell’ideale fa parte di te.

    E non si può rinnegare una parte di sé.
    Se il tuo cuore ti dice di osare, osa, e non guardarti indietro.

    Allenati ad abbandonare il superfluo e preparati a combattere per ciò in cui credi più di tutto.

    coraggio
    (Ph: Miguel Bruna)

    Se non difendi i tuoi sogni, chi può farlo al posto tuo?

    I sogni sono solo tuoi, combattere per raggiungerli significa anche non lasciarti scoraggiare dalle sconfitte, dai fallimenti, non lasciare che nessuno ti condizioni a fare ciò che non vuoi, e soprattutto non fermarsi mai.

    Le persone potranno inizialmente non capire la portata del tuo gesto, ma, perseguendo i tuoi sogni, contagerai  anche altri a mettersi in moto per raggiungere i propri, ma soprattutto impareranno non solo ad aver coraggio, ma anche e soprattutto ad affrontare le paure.

    Il coraggio non è la mancanza di paura, ma la vittoria sulla paura

    -Nelson Mandela-

    Tutti sognano di essere i migliori in quello che fanno, ma per essere i migliori bisogna innanzitutto capire quale sia il proprio unico talento.

    Per avere qualche indicazione in più sul talento ti consiglio di non perderti il prossimo articolo.

    Parleremo proprio di talento, di creatività e passione, e di come combinare queste qualità per arrivare dove vogliamo.

     

  • Il viaggio: da dove partire e cosa portare per realizzare il nostro sogno

    Il viaggio: da dove partire e cosa portare per realizzare il nostro sogno

    Ricordate la sensazione provata prima di un lungo viaggio in macchina da bambini?

    Io ho ancora vivido, dentro di me, il ricordo di quando da bambino non vedevo l’ora che arrivasse il momento di caricare l’auto e di percorrere con la

    mia famiglia 1.200 chilometri verso il paese d’origine dei miei genitori.

    Quell’adrenalina e quella felicità rendevano il viaggio come un’occasione per esplorare il mondo.

    Persino fermarsi nelle aree di servizio per esaminare tutti i dolciumi in vendita si trasformava ogni volta in una entusiasmante scoperta.

    Allo stesso modo nella vita, una volta scelta la meta da raggiungere, il nostro sogno, possiamo considerare ogni giorno come un viaggio.

    Ogni istante sarà un pretesto per arricchire la mappa della nostra esistenza e costruirci da soli il nostro cammino.

    “L’attesa del piacere è essa stessa il piacere” scriveva Gotthold Ephraim Lessing.

    L’obiettivo finale, l’ultima tappa del viaggio, non è altro che la ciliegina sulla torta.

    Ma il percorso sarà ancora più piacevole della meta quando avremo salda la certezza che quella è la strada che vogliamo intraprendere.

    Prendi la maggior parte dei giovani d’oggi: cosa desiderano? Molti hanno tutto, troppo.

    Quello che hanno però gli è stato dato, non l’hanno conquistato.

    Non conoscono il desiderio, la passione.

    Non riescono a trovare il piacere nel camminare, ma solo nel raggiungere l’obiettivo.

    (Ph: Rana Sawalha)

    Cosa portare nel viaggio

    Quali sono perciò gli ingredienti per un viaggio pieno di emozioni, adrenalina e voglia di scoprire?

    Essenzialmente tre: desiderio, coraggio e ispirazione.

    Hai bisogno del desiderio per essere presente in ogni momento e ricordare a te stesso perché lo stai facendo.

    Il desiderio è lo slancio iniziale e, tanto più è forte, tanto più appagante sarà il cammino.

    Hai bisogno del coraggio per muoverti e partire all’avventura, con un pizzico di follia e, soprattutto, passione.

    Il coraggio ti permetterà di superare, anche con una sana dose d’incoscienza, gli ostacoli più difficili, e ti assicurerà di mantenerti sempre distaccato

    dal giudizio degli altri, così da essere fedele a te stesso e alla tua felicità.

    Hai bisogno di ispirazione perché è la costante di tutto il viaggio.

    Potrai coglierla in ogni sfumatura, in ogni passo del percorso, curando ogni dettaglio del presente e vivendo ogni secondo intensamente.

    (Ph: Mantas Hesthaven)

    Da dove cominciare?

    La prima cosa da fare è agire, perché l’universo ti dàuna mano, ma se stai fermo, anche l’universo resta immobile.

    Parti ‘leggero’: porta l’essenziale e lascia spazio per le esperienze durante il percorso.

    Abbandona le cose che non ti appartengono, ciò che hai accumulato senza essere utile e di cui puoi fare a meno.

    Privarsi di qualcosa è sempre doloroso, ma se ti alleni a togliere il superfluo, soffrirai sempre meno e alla lunga otterrai benefici insperati.

    In ultimo, pensa alla solitudine come a una delle condizioni migliori per compiere il tuo viaggio: ti darà l’occasione di guardarti dentro e ti insegnerà a diventare più forte.

    Siamo connessi ogni istante della nostra esistenza ma non lo siamo mai con noi stessi, perciò cogli il momento come un’occasione in più per

    conoscerti.

    Mettersi alla prova e partire per il viaggio, spinti dal desiderio, sostenuti dal coraggio, guidati dall’ispirazione, è la più alta espressione di

    libertà di cui possiamo godere.

     

     

     

  • Felice Viaggio

    Felice Viaggio

    Esiste la felicità?

    Penso che non esista come principio, come concetto astratto, ma esiste nella libertà di essere e di fare ciò che si desidera, senza dipendere dal giudizio degli altri; la si trova in uno zaino, quando ci si prepara per un viaggio; viva nei momenti di gioia nell’assaporare gli ingredienti della propria esistenza, nella serenità, nell’assenza di condizionamenti.

    Non si può essere felici se non si è liberi, liberi dal giudizio, dalla paura, da come ci vogliono gli altri, da quello che vorrebbero farci diventare, dalla necessità di correre senza sapere dove stiamo andando.

    Chi non gode della lentezza, del tempo che scandisce i momenti migliori, della bellezza e della purezza non può essere felice.

    La felicità non è nei beni materiali, nell’accumulo di ricchezze, nel possedere: chi agisce per avidità non può essere felice, è semplicemente una persona sola.

    La vera felicità sta nel viaggio.

    Auguro a te che stai leggendo la ricerca della felicità per questo 2019 e anche se ci saranno momenti più pesanti della leggerezza che ti accompagnerà nel corso dell’anno, non mollare perché tutto passa e tutto ricomincia, la vita è una startup!

  • L’Arte Del Saper Togliere

    L’Arte Del Saper Togliere

    “Se un bambino lega la propria importanza a quello che possiede, la sua immagine di sé sarà sempre a repentaglio. Tollerando di non avere, invece, acquista più fiducia in se stesso e più consapevolezza di essere la persona che è, con un suo carattere, che è la cosa più preziosa di tutte, che nessuno gli può togliere.”

    Da: “I no che aiutano a crescere” di ASHA PHILLIPS.

    Esiste l’arte del “saper togliere”? E se esiste, è davvero un’arte, soprattutto quando si parla di genitori e figli? Sì, esiste.

    Perché un buon genitore sa quando è il momento di dire un no e sa mostrare un’emozione ripulita da ingombri personali. La già citata figura della guida si muove esattamente su questo percorso: dà gli strumenti che servono, spiega le varie fasi della vita e lascia che l’esploratore faccia ciò per cui è stato creato attraverso apprendimento ed errori, scoprire ed esplorare il mondo circostante alla ricerca della sua strada.

    Pensate ad esempio al percorso scolastico. Partiamo dalla scelta della scuola: quante volte un genitore spinge il figlio verso una scelta già decisa da tempo, al di là delle aspirazioni e alcune volte delle capacità del proprio figlio. In questo caso bisogna essere in grado di fermarsi e togliere i nostri desideri e le nostre aspettative dall’equazione per lasciare che vengano liberate le sue, per far sì che si assuma le responsabilità nella giusta scelta.

    In caso contrario, lo condanneremo a una vita fatta di frustrazioni e inadeguatezze del tutto ingiuste e risparmiabili. Lo condanneremo all’abitudine di avere una soluzione già preconfezionata che non lo aiuterà nella sua crescita all’interno di una comunità.

    Continuando a parlare di desidero, bisogna soffermarsi su che cosa lo alimenta. Di che cosa si nutre un sogno? Cosa lo fa progredire? Il desiderio si nutre di coraggio, tenacia e curiosità.

    Se diamo ai nostri figli tutto quello che vogliono appena lo chiedono, non svilupperanno mai la propria ambizione, né la capacità d’ingegno che serve a creare un piano, a reperire le risorse e a sacrificare qualcosa per ottenere come contro partita qualcosa di altro, di più importante.

    Togliamo oggetti e aggiungiamo relazioni, in modo da diventare un punto di riferimento, per fa sì che ci sia una costante connessione tra noi e loro.

    Se l’“ecco qui la bicicletta che volevi”, senza sacrificio, senza reciprocità, diventa una costante, nulla avrà più valore. Per ottenere qualcosa di “pregio”, dobbiamo spiegare ai figli come l’impegno e il lavoro sono fondamentali per raggiungere l’obiettivo. Solo così insegneremo loro il valore delle cose e il costo della rinuncia e solo così potranno davvero decidere se ciò che vogliono vale davvero la fatica che richiede.

    Detto così sembra un discorso semplice ma la realtà è che tutto questo farà sì che i nostri figli crescano come adulti sani e non viziati. In questo modo si costruisce e si alimenta il desiderio, solo così potranno rimanere costantemente connessi con la propria creatività.

    Il nostro compito, quando decidiamo di mettere al mondo un’altra vita, è quello di essere un modello e mostrare loro la realtà, non solo perché glielo stiamo dicendo ma perché lo manifestiamo nella vita di tutti giorni: “il miglior insegnamento viene dall’esempio”.

    La vita è una start-up e ognuno di noi ha la sua.

  • Prima Dei Quarant’Anni Esplora Il Mondo

    Prima Dei Quarant’Anni Esplora Il Mondo

    Prima dei quarant’anni esplora il mondo, prendi in mano la bussola e vai alla scoperta di cose e persone incredibili.

    Il filosofo Ralph Waldo Emerson diceva: “Non andare dove il sentiero ti può portare, vai invece dove il sentiero non c’è ancora e lascia dietro di te una traccia”.

    Guardala in questo modo: nasciamo con uno zaino, una bussola e un mazzo di carte. La domanda è: cosa vogliamo farne? Semplice: dobbiamo usarli.
    Lo zaino va messo sulle spalle, la bussola ti indicherà la direzione da prendere, il mazzo di carte ti aiuterà a capire che il tuo destino non è già scritto.

    Quando veniamo al mondo, non stiamo percorrendo un sentiero già tracciato. I condizionamenti e le convenzioni ci fanno credere che tutto sia già definito e che, se vogliamo comportarci “bene”, dobbiamo muoverci entro un perimetro già stabilito.

    Ricordati che solo tu puoi decidere in che direzione andare – sempre che tu voglia farlo, liberandoti dal giudizio, e quindi dai limiti imposti dagli altri.

    Abbiamo in mano un mazzo di carte, ovvero infinite possibilità e combinazioni. E abbiamo in mano non il nostro destino, ma la bussola. Ciò significa che possiamo costruire il nostro futuro, vivendo il presente in modo indipendente dalle circostanze.

    Certo, alcune condizioni di partenza si fanno sentire, ma diventano limiti (limiti ambientali, limiti sociali, limiti economici) se ci adeguiamo a considerarli tali. Definiamoli piuttosto circostanze, che abbiamo la facoltà di modificare con l’impegno e il duro lavoro e le cose cambieranno radicalmente.

    Non ti serve uno sguardo pessimista e auto-limitante, ma un respiro profondo e

    – creatività

    – conoscenza

    – consapevolezza

    Queste sono le parole chiave del tuo presente e del tuo futuro, queste sono le carte da giocare per tracciare un nuovo sentiero. Pensa a quante possibilità ottieni se ti impegni a intrecciare la creatività con la conoscenza, la consapevolezza con l’esperienza, l’entusiasmo con ciò che hai già sperimentato e ti ha insegnato cosa sia davvero utile ed efficace.

    Siamo noi i padroni del nostro destino, credimi. Dobbiamo solo evitare di farci prendere dagli eventi, col rischio di perderci, imparando a diventare noi stessi l’evento.

    Quanta volontà c’è in te? Chieditelo e comincia subito dopo a muovere i tuoi primi passi. Disponi di un mappamondo: puntaci sopra il dito e parti. Fin da quando sei al mondo, hai a disposizione un biglietto con destinazione sconosciuta. Non ti resta che partire.

    Mi viene in mente il bellissimo “Ancora un giro di giostra” di Tiziano Terzani. Leggendolo ho capito che il significato del viaggio non sta nella meta, ma nel viaggio stesso, al termine del quale diventerai un punto di riferimento per chi verrà dopo.
    Il vecchio marinaio guida i giovani, è esempio per loro, ma per iniziare un viaggio non esistono limiti di età: puoi scoprire il te stesso inesplorato in qualsiasi fase della tua vita, anzi se non sei più giovanissimo e hai acquisito esperienza, avrai ancora più cose da conoscere di te e da raccontare agli altri.

    Tutto quello che hai imparato e che ancora hai da imparare consideralo un dono, un bene prezioso che nessuno mai potrà portarti via. Lo zaino che hai in spalla è solo tuo, potrai condividerlo, a volte svuotarlo per fare posto ad altro, ma ricordati di averne sempre cura, di custodirlo e proteggerlo dalle intemperie, dai condizionamenti esterni, dalla paura di non farcela.

    Quando parti, sai che stai per iniziare un cammino tanto più complesso quanto più grande è la tua voglia di esplorare, conoscere e capire. Devi partire allenato, devi essere pronto al sacrificio e determinato a compiere sforzi considerevoli.

    Devi tenere in considerazione anche l’ignoto: la bussola punta verso nord, ma non sai precisamente dove andrai, né deve importarti. Ciò che conta davvero è il viaggio stesso, è l’idea di partenza che ti ha spinto a intraprendere un cammino. L’obiettivo è insito nel viaggio: raccogli i pezzi che troverai lungo la strada, mettili insieme e costruirai un puzzle fatto di esperienza e consapevolezza, che un giorno condividerai e donerai a qualcun altro.

  • La Vera Felicità

    La Vera Felicità

    La vera felicità, la vera essenza della vita stanno nel viaggio, nella costruzione della tua mappa, giorno dopo giorno.

    Considera la partenza come la più alta forma di creatività. Se però non ci metti

    – desiderio

    – coraggio

    – ispirazione

    è probabile che non ti sposterai di un centimetro.

    Ricordo da bambino, non vedevo l’ora che arrivasse il momento di caricare l’auto e, con la mia famiglia, di percorrere 1.200 chilometri verso il paese d’origine dei miei genitori. Quel tipo di desiderio, di tensione emotiva e smania incontenibile sono alla base di qualsiasi viaggio costruttivo. Se non li senti, non è il tuo viaggio.

    Prendi la maggior parte dei giovani, cosa desiderano oggi? Molti hanno tutto, troppo. Possiedono senza sforzo, perché le cose gli sono date – non le hanno conquistate. Non conoscono il desiderio e di conseguenza la passione.

    L’annullamento della tensione verso la conquista genera individui apatici, opachi. Invece i colori con cui dovremmo dipingere la nostra tela, la nostra vita, dovrebbero essere brillanti, vivi, pieni di luce, pieni di sfumature. Nasciamo con una tavolozza di colori a nostra disposizione e ci limitiamo a usarne due, tre, in alcuni casi nessuno. Dobbiamo osare, dobbiamo desiderare di cambiare, di rinnovarci, di rialzarci dopo ogni caduta perché siamo liberi di farlo. Ma dobbiamo avere il coraggio di farlo per sentirci liberi.

    Va da sé che ci vuole coraggio anche per abbandonare le certezze e muoversi verso l’ignoto: nonostante l’obiettivo sia chiaro, le variabili lungo il percorso sono talmente tante da non permetterci di avere tutto sotto controllo.

    Ricordati anche di partire “leggero”: porta l’essenziale e lascia spazio per le esperienze durante il percorso. Prima di partire, chiediti cosa sei disposto a lasciare indietro: abitudini, oggetti, persone…

    Abbandona le cose che non ti appartengono, ciò che hai accumulato senza una vera utilità, ciò di cui puoi fare a meno, anche se pensi il contrario.

    Privarsi di qualcosa è sempre doloroso, ma se ti alleni a togliere il superfluo, soffrirai sempre meno e alla lunga otterrai benefici insperati.

    Ma non dimenticare di portare con te creatività, ispirazione, curiosità e desiderio, i più grandi e meravigliosi strumenti per il tuo viaggio.

    Ognuno lo vive in maniera diversa, in base al suo istinto e alla sua indole, ma per tutti la partenza coincide con una selezione: si individua una meta, si sceglie un percorso, si rinuncia in automatico a qualcosa. In pratica scegliamo tra un miliardo di possibilità, rinunciando a delle cose per trovarne altre.

    Io non rinuncerei mai agli insegnamenti che mi ha trasmesso mio padre, alle esperienze che mi hanno insegnato qualcosa e a qualche profonda delusione, che mi ha aiutato a crescere.

    Ricordati di portarli con te quando parti. Non andrà sempre tutto bene, non saranno rose e fiori, anzi il viaggio è pieno di contraddizioni, di chiari e scuri, di paure e serenità, di “sirene” che cercano di allontanarti dalla meta. È davanti agli ostacoli che dimostriamo di essere resilienti: passo dopo passo imparerai a reagire alle difficoltà e ai fallimenti, prestando più attenzione in futuro e scegliendo nuovi esempi a cui ispirarti.

    L’ispirazione è una bussola, è uno strumento che ti aiuta a capire cosa c’è dentro di te e cosa vuoi diventare. E visto che il viaggio è il destino a cui andiamo incontro, l’ispirazione è l’arma più importante ed efficace per raggiungere la meta, per non perdere la rotta, per tracciare la mappa.

    Rimboccati le maniche, metti lo zaino sulle spalle e parti per costruire la tua leggenda personale: lasciati ispirare da persone che l’hanno già fatto, impara da loro, tieni in considerazione il loro esempio, ma non volerli copiare, non voler replicare la vita di un altro. Non è di questo che stiamo parlando.

    Tu sei unico e unica è la colonna sonora della tua vita: ognuno ha la sua tela, sta a te scegliere i colori per dipingerla. L’universo ti darà una mano, certo, ma se starai fermo, starà fermo anche l’universo e credimi, non succederà un bel niente, non otterrai niente, non andrai da nessuna parte.

    Muoviti, datti da fare, mettiti in cammino: tutti hanno messaggi da consegnare, valori da condividere, una storia da tramandare.

    La nostra missione è proprio questa: consegnare a qualcun altro la bussola che ci viene data alla nascita. Questa è la vera condivisione, si chiama “DONO”.

    Ti sei mai chiesto con chi puoi condividere i tuoi desideri, i tuoi  sogni, le tue aspettative? Prova a pensare a chi vorresti consegnare le cose più importanti che hai. Credo chiunque risponderebbe “alle persone di cui mi fido”. Certo. “Alle persone che non ti giudicano”, aggiungo io.

    La fiducia richiede totale assenza di giudizio, che, al contrario, è la più terribile forma di tradimento. Puoi fidarti di chi non ti giudica, di chi ti promette sostegno qualsiasi cosa farai, di chi ti aiuterà a realizzare la tua leggenda personale senza porre paletti, senza contrapporti ostacoli.

    Ti consiglio di allearti con chi può viaggiare con te, senza giudicarti, con chi non prova invidia, con chi non è vittima dei suoi limiti, con chi non spegnerà il tuo entusiasmo, ma ti aiuterà a proteggerlo come il più prezioso dei doni.

    Ricordati di staccarti da qualsiasi forma di giudizio per liberare il tuo talento.

    E ricordati di pensare alla solitudine come a una delle condizioni migliori per compiere il tuo viaggio: ti darà l’occasione di guardarti dentro e ti insegnerà a diventare più forte.

    Siamo connessi ogni istante della nostra esistenza, ma non lo siamo mai con noi stessi. Dobbiamo invece pretendere la solitudine, dobbiamo avere la possibilità di concentrarci sulla bellezza che c’è dentro di noi, mettendo alla prova la nostra capacità di stare da soli e cavarcela con le nostre forze.

    Mettersi alla prova e partire per il viaggio, spinti dal desiderio, sostenuti dal coraggio, guidati dall’ispirazione, è la più alta espressione di libertà di cui possiamo godere.