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  • Il futuro si costruisce vivendo  il qui e ora

    Il futuro si costruisce vivendo il qui e ora

    Il futuro si costruisce vivendo pienamente il qui e ora e non andando a pescare i modelli del passato.

    I modelli del passato ci impediscono di vivere il presente, andiamo a pescarli istintivamente.

    Tutto ciò rappresenta un limite enorme alla nostra libertà di pensiero, di azione, che invece sono fondamentali per la costruzione del nostro futuro.

    Il problema è che venendo al mondo “sottoscriviamo” contratti imposti dalla tribù, persone che si aspettano qualcosa da noi – sono quindi contratti che non ci appartengono.


    Un classico esempio è il contratto genitori / figli: se un genitore pretende che il figlio prenda buoni voti a scuola o eccella nello sport, al primo passo falso dimostrerà fastidio e delusione, che esprimerà in frasi tipo :.

    “Non sei stato all’altezza”.

    “Mi hai deluso”.

    Sono frasi devastanti, che condizioneranno i figli per tutta la vita. Perchè?

    Perchè crescendo, quelle parole gli rimarranno impresse in un angolo della mente e da quell’angolo andrà a pescarle ogni volta che si sentirà di aver commesso un errore, di aver fallito o di essere a un passo dal fallimento, in virtù del meccanismo della profezia che si auto-avvera.

    Avrà la convinzione che gli errori come i fallimenti saranno tatuaggi indelebili che li accompagneranno per tutta la vita, mentre non sanno che sono solo lividi temporanei.

    Lividi che permettono, attraverso le esperienze,  quella crescita che si trasformerà in consapevolezza

    Il giudizio espresso anche molti anni prima, frutto di un contratto mai sottoscritto consapevolmente, condiziona il futuro e la nostra crescita, limitando, anzi negando la possibilità di scrivere e ascoltare la colonna sonora della nostra esistenza

    Ogni volta che qualcuno esprime un giudizio, sta contribuendo alla creazione di un modello errato di noi, che però non siamo tenuti a rispettare. Tutt’altro!

    Dobbiamo sottrarci dal giudizio, cosi da vivere pienamente il nostro qui e ora, liberi dai condizionamenti del passato.Ricordiamoci: il passato non puoi cambiarlo, quindi è di per sé inutile andare a ripescarlo, perché non ci darà nessuno slancio per costruire il futuro.

    Questo succede anche nelle imprese dove ancora oggi, l’incapacità di gestire relazioni vere, basate sul costruire fiducia, sostegno, ascolto, esempio, generano il dubbio sulle proprie capacità.

    Il risultato? Entusiasmo e Talento imprigionati,  in attesa di essere liberati.

    Per questi motivi e relazioni, sane,  di qualsiasi natura contano, sono fondamentali, modellano il presente.

    Hanno il potere di farci sapere e ricordarci ogni giorno che possiamo contare su quell’ispiratore o quella ispiratrice, individui pronti a sostenerci con l’esempio, con l’ascolto e facendo di tutto perchè si possa cosi  disancorare la nostra barca, per partire in mare aperto verso quella meravigliosa esperienza chiamata esistenza.

    Allora che fare? I giudizi sono solo una zavorra che conviene abbandonare se vogliamo d’ora in avanti non sprecare il nostro tempo,  regalare il nostro tempo ad altri.

    In fondo il tempo è un’illusione, come diceva Einstein. Non abbiamo la possibilità né di cambiare il passato né di cambiare il futuro: allora non ci resta che vivere il presente, per quanto “illusorio” esso sia.
  • Donne, il futuro siete voi!

    Donne, il futuro siete voi!

    Di fronte a una Donna, in piedi signori miei
    Per tutte le violenze consumate su di Lei,
    per tutte le umiliazioni che ha subito,
    per il suo corpo che avete sfruttato,
    per la sua intelligenza che avete calpestato,
    per l’ignoranza in cui l’avete lasciata,
    per la libertà che le avete negato,
    per la bocca che le avete tappato,
    per le ali che le avete tagliato,
    per tutto questo:
    in piedi, Signori, davanti ad una Donna.
    (Jean Bertozzo)

    Dire donna è dire molto di più di quanto noi immaginassimo. Nonostante si lotti ancora per la parità di salario tra uomini e donne (gender equity, in inglese), finalmente le donne stanno occupando sempre più posizioni di riferimento ai vertici delle aziende che contano. Lasciare che le donne muovano i fili in moltissimi settori, del resto, è a tutti gli
    effetti tra i fattori sui quali il mondo di oggi vuole puntare per la costruzione di un presente e di un futuro più equi e sostenibili per la comunità civile ed economica. Le donne stanno cambiando il mondo e non solo sul piano ideologico: l’empowerment al femminile e la parità di genere sono le fondamenta sulle quali oggi tutti noi possiamo puntare per la costruzione del presente e del futuro.
    C’è ancora chi, nell’ecosistema della nostra quotidianità, fa finta che non sia così: persone evidentemente accecate dagli stereotipi che per troppo tempo hanno dominato la società. Eppure queste donne, vere paladine dei tempi moderni hanno una totale padronanza della loro vita: imprenditrici, operaie, artigiane, impiegate, mamme, sorelle, figlie e mogli. Sono punti di riferimento che lottano ogni giorno contro un sistema, o comunque una parte di questo, ancora chiuso nell’ottusa convinzione che ci sia ancora bisogno di una differenziazione di genere che privilegi la dimensione maschile.

    Il dono della creatività

    Eppure loro, queste splendide Donne trovano il tempo per tutto: tralasciano in molti casi solo quello che dovrebbero dedicare a se stesse. Ma poi lo ricordano, l’immenso potere che hanno, riuscendo a impostare una via d’uscita, seppur piccola, per rimettersi in forze e continuare a gareggiare più vittoriose che mai.
    Tutto questo possiamo confermarlo: non si tratta di stregoneria né di poteri magici, semplicemente di riconoscere quel dono unico e incredibile che ogni donna ha. Quello della creatività. L’universo femminile del resto è proprio come la tavolozza di un pittore: colori, disegni e schizzi qua e là danno vita a immaginazione, idee e innovazione. Da qui si libera il loro talento che, unito alla lungimiranza e alla pazienza, le rendono indiscutibilmente uniche.

    Protagoniste del cambiamento

    Sono e saranno sempre di più le donne il vero punto di riferimento del mondo e sono ancora loro ad avere il potere di innescare il grande cambiamento al quale tutti guardiamo da anni. È questo il momento giusto per lasciarglielo fare e uscire dalla quella zona di comfort chiamata presunzione.
    Fortunatamente qualcuno inizia a convincersi di questo: dare in modo incondizionato – senza se e senza ma – quella libertà di liberare ed esercitare le proprie capacità al mondo femminile rappresenta la strada verso un presente e un futuro migliori. Per questo è arrivato il momento di agire e di smettere di avere paura di cambiare. Donne, il futuro siete voi. Ecco perché sarà l’universo femminile il vero protagonista del cambiamento dei tempi moderni.

  • Il mio sogno: La vita è una startup. Ecco perché ho lanciato il crowdfunding

    Il mio sogno: La vita è una startup. Ecco perché ho lanciato il crowdfunding

    Il progetto La vita è una startup mi ha impegnato molto negli ultimi anni.

    Adesso è finalmente online su Eppela, con una campagna di crowdfunding.

    Perché il crowdfunding?

    Perché sogno in grande: sogno di trasformare l’audiolibro e il  libro cartaceo – già prodotti in italiano – in inglese; sogno di portare l’evento dal vivo in tutte le città italiane; sogno di  aiutare chi ha  fallito a trasformare gli errori in opportunità e ricominciare, perché tutti meritiamo un’altra possibilità; sogno di aiutare chi sta ancora cercando di comporre la colonna sonora della propria esistenza.

    Ringrazio infinitamente le persone che hanno contribuito finora alla raccolta fondi de La vita è una startup, che hanno creduto in me accogliendo e credendo in quello che ho raccontato e racconterò.

    Li voglio ringraziare uno per uno: Giuseppina La Vecchia, Domenico Actis Grosso, Giuliano Lengo, Andrea Tomatis, Alfredo Smirni, Fabrizio Allasia, Salvatore Loffredo, Agostino Rappazzo, Antonio Arezzo, Mario Galfione , Martina Mariotti, Sonia Beltrami, Sara Bernasconi.

    A tutti voi, grazie

    Com’è nato l’audiolibro La vita è una startup

    La vita è una startup è nato dalla consapevolezza che i miei errori e i miei fallimenti sono stati una grande opportunità di crescita e quando pensavo di non farcela più, ho avuto l’intuizione di raccontarmi.

    L’ho fatto attraverso la voce, perché mi sembrava il modo migliore per trasferire emozioni, concetti e speranza

    La felicità, sì: che non è diventare ricchi e famosi; ma trovare l’equilibrio tra ciò che desideriamo e i nostri limiti.
    Felicità è imparare a conoscerci profondamente e intimamente.
    Felicità è stare con noi stessi in armonia, senza avere bisogno di qualcuno accanto. La nostra relazione d’amore deve essere un plus per la nostra vita, non la nostra vita.
    Felicità è imparare a dire no: è staccarci dalle persone che ci fanno male, nell’amore, nell’amicizia, nel lavoro e in tutti gli ambiti della nostra vita.
    Felicità è imparare ad accettare i giudizi degli altri nei nostri confronti senza farci condizionare, ricordandoci sempre che la vera felicità sta nel viaggio.

    Giustiniano La Vecchia
    Giustiniano La Vecchia

    Viviamo per i nostri sogni

    Felicità è avere dei sogni e combattere per loro.

    I sogni sono solo nostri, combattere per raggiungerli significa non lasciarci scoraggiare dalle sconfitte, dai fallimenti, non lasciare che nessuno ci condizioni e, soprattutto, non fermarsi mai.

    All’inizio del nostro viaggio molte persone potranno non capire ciò che stiamo facendo: non importa, quello che conta è che continuando a perseguire i nostri sogni contageremo anche altri di positività, di passione, di coraggio, di desiderio.

    Mi rendo conto che La vita è una startup è un progetto che non tutti comprendono, ma come si può capire il cambiamento se non decidiamo di andargli incontro, di viverlo?

    Tutti sognano di essere migliori in quello che fanno, ma per essere migliori bisogna scegliere di cambiare, bisogna liberareil proprio unico talento, la propria creatività.

    Il mio desiderio è restituire molto di quello che l’Universo mi ha donato, aiutando le persone che vogliono cambiare vita, o lavoro, o semplicemente che hanno bisogno di credere in loro e in quello che fanno.
    Non ci fermeranno gli errori.
    Non ci fermeranno i fallimenti.
    Tutti meritiamo una seconda possibilità, dobbiamo solo volerlo.

     

     

  • Impara dai tuoi errori e dai tuoi fallimenti per diventare più forte

    Impara dai tuoi errori e dai tuoi fallimenti per diventare più forte

    Ogni errore ci indica uno scoglio da evitare, mentre ogni scoperta ci indica una via da seguire

    Giovanni Vailati

    Una volta partiti con il coraggio in una mano e la bussola nell’altra per intraprendere il viaggio verso il nostro sogno, mantenersi concentrati sull’obiettivo rimane una delle cose più difficili da fare.

    I fallimenti ci mettono a dura prova e costringono alcuni a tornare al punto di partenza, al loro porto sicuro, dove non saranno comunque mai felici, ma nemmeno così tristi come in mezzo al mare in tempesta a osservare un sogno infrangersi.
    Il fallimento, però, ci serve non solo a imparare dagli errori, ma anche a rafforzarci in quel campo, a darci proprio quel quid in più che gli altri non hanno.

    sbagliare
    Ph: Debora Cardenas for Unsplah

    Fallire nel modo giusto

    Il fallimento non deve mai sopraggiungere a causa della nostra scarsa cura nel fare le cose

    perché sarebbe una grave mancanza di rispetto nei confronti di noi stessi e del nostro sogno.
    Se così fosse ogni persona potrebbe esercitare la professione di medico e fare gravissimi errori sulla pelle degli altri.

    Se invece ci siamo sempre impegnati, giorno dopo giorno, a coltivare il nostro orto, che viene improvvisamente colpito e distrutto da una violenta grandinata, abbiamo due possibilità.

    La prima è quella di ritirarci, piangerci addosso e decidere di non coltivare più.

    La seconda è di attivarci e costruire una protezione più potente cosicché, alla prossima grandinata, sopravvivremo e ne trarremo guadagni ancora più alti.

    Ph: ben White for Unsplash

    Le persone che hanno lasciato il segno non hanno mai sbagliato?

    Tutt’altro!

    Eppure sono proprio gli stessi ad ammettere che rifarebbero nuovamente gli stessi errori e che sono diventati grandi proprio grazie alla loro capacità di ricostruirsi dopo una sconfitta.

    Ogni persona sbaglia, sta a noi scegliere se accettare il fallimento come un grande dono o come una grande perdita.

    Non lasciamoci condizionare

    E, come dico sempre, non lasciamoci influenzare dal giudizio degli altri, e neanche dai pregiudizi, prima di metterci in viaggio.

    Allontaniamoci dalle persone che ci vogliono scoraggiare persino prima di metterci in marcia, da quelle che dicono: “lascia stare, passano solo i raccomandati” o “ non hai le carte per farcela”.
    Chiediamo loro che cosa abbiano concluso di importante nella vita da essere così esperti in quel campo da poterci valutare o valutare gli altri.
    Non lasciamoci demoralizzare nemmeno dagli ‘esperti’ che, per un motivo o per un altro, ci chiuderanno la porta in faccia.

    Ph: Sharon Mc Cutcheon for Unpslash

    Per cento porte chiuse, ce ne sarà sempre una aperta, se ci mettiamo la giusta motivazione.

    A Meryl Streep, che detiene il record di candidature ai Premi Oscar come migliore attrice, è stata chiusa la porta in faccia da uno dei maggiori e più influenti produttori di Hollywood, Dino De Laurentiis.

    Questo avrebbe scoraggiato chiunque, ma lei è salita ancora più in alto proprio per la sua ‘testardaggine’ e bravura.

    Avere una passione è anche questo, dire di sì ai nostri sforzi, al nostro lavoro, a noi stessi, anche e soprattutto quando tutto il resto del mondo ci dice no.

    La vita è una startup!

    A presto

     

     

  • Consigli di lettura. L’intelligenza collettiva: un’antropologia del cyberspazio

    Consigli di lettura. L’intelligenza collettiva: un’antropologia del cyberspazio

    Lo spazio del nuovo nomadismo non è né il territorio geografico né quello delle istituzioni e degli stati, ma uno spazio invisibile delle conoscenze, dei saperi, delle potenzialità di pensiero in seno alle quali si dischiudono e mutano le qualità d’essere, le maniere di fare società
    Pierre Lévy

    Pierre Lévy, intellettuale e studioso francese, nel saggio “L’intelligenza collettiva: per un’antropologia del cyberspazio”, si occupa dell’impatto di Internet e dei media online sulla società.

    Lèvy osserva come la società stia tornando a essere ‘nomade’.

    La società nomade non attraversa solo lo spazio terrestre ma anche universi di problemi, mondi vissuti, paesaggi di senso.

    Questi paesaggi – scientifico, tecnico, economico, professionale e mentale – si trasformano in modo rapido e continuo, indipendentemente dalla nostra presenza o volontà.

    Ph: Farzad Nazifi per Unsplash

    Il Cyberspazio

    Ci muoviamo in un Cyberspazio fatto di mondi che si incrociano continuamente: basti pensare a tutti i media differenti che intervengono nella creazione di questo spazio (informazioni, streaming, editoria, ecc.).

    Dato questo presupposto, secondo Lèvy manca acnora una parte al ‘tutto’: la possibilità di sfruttare appieno le risorse del mondo interattivo, inserendovi come fattore dominante il “fattore umano”.

    Ogni molecola (ovvero ogni essere umano) viene analizzata in base alle sue risorse e utilizzata mettendola in correlazione con le altre, creando una grande struttura potente che verrà chiamata intelligenza collettiva.

    franck-v-unsplash
    (Ph: Franck V per Unsplash)

    L’intelligenza collettiva

    Invece di appiattire le persone all’interno di una società uniforme e di massa, l’intelligenza collettiva le emancipa e le civilizza, perchè mette ogni persona al servizio della comunità, da una parte permettendogli di esprimersi con libertà, dall’altra dandogli la possibilità di fare appello alle risorse intellettuali e all’insieme delle qualità umane della comunità stessa.

    I princìpi di partenza dell’argomentazione di Lévy sono che il sapere è sempre diffuso – “nessuno sa tutto, ognuno sa qualcosa” – e che “la totalità del sapere risiede nell’umanità”.

    Tutta l’esperienza del mondo, quindi, coincide con ciò che le persone condividono e non esiste alcuna riserva di conoscenza trascendente.

    La spiegazione di Pierre Lévy è molto esaustiva e ben organizzata.

    Ho trovato la lettura piacevole e scorrevole.

    Immaginare una società senza sprechi, fatta di collaborazione e rapida evoluzione, per ora resta un’utopia.

    L’informazione e la diffusione delle idee sono però il primo passo verso il cambiamento.

    A presto!

  • Dai il giusto valore al tuo tempo. Investilo in esperienze

    Dai il giusto valore al tuo tempo. Investilo in esperienze

    Voi vivete come se doveste vivere sempre, non pensate mai alla vostra fragilità, non volete considerare quanto del vostro tempo è già trascorso.

    Buttate via il tempo come se lo attingeste da una fonte inesauribile…
    Seneca

    Ogni tanto, parlando con le persone, faccio questa domanda: “Quanto vale il tuo tempo?”

    E sì, intendo proprio in termini economici.

    Tutti rimangono sempre spiazzati e non sanno cosa dire, mentre io risponderei così…

    Prima di rivelarvelo, vorrei fare qualche riflessione sul valore che dovreste attribuire al vostro tempo.

    Nella società di oggi ci riesce molto facile riconoscere un valore agli oggetti materiali e al denaro.

    (Ph: Aman Shrivastava per Unsplash)

    Dai valore al tuo tempo

    Non abbiamo invece la consapevolezza di quanto sia più importante il tempo.

    Eppure, in certe occasioni, vorremmo che quest’ultimo si fermasse.

    Basti pensare a un momento felice: un bacio con la persona di cui siamo innamorati, l’ultima visita a una persona cara in ospedale, l’abbraccio di nostro figlio.

    Se riflettiamo, ci accorgiamo che anche il legame con gli oggetti a noi più cari non è dato dal valore economico ma dalle emozioni che suscitano in noi.  

    esperienze
    (Ph: John Moeses Bauan per Unsplash)

    Investiamo denaro in esperienze

    Non investiamo tempo e denaro per cose futili, investiamoli nella conoscenza e nella creatività.

    Investiamoli in esperienze che ci aiuteranno a costruire il viaggio della nostra esistenza, che accresceranno il nostro valore personale e renderanno il percorso pieno di significato.

    Queste esperienze, questi viaggi, questi momenti, ci rimarranno impressi per tutta la vita.

    A differenza degli oggetti, nessuno potrà portarceli via e, invece di perdere valore, lo acquisteranno sempre di più con il passare degli anni.
    Regaliamo il nostro tempo a persone che lo meritano davvero, e non perdiamolo con chi non sa apprezzarlo.

    (Ph: Hello I’m Nick per Unsplash)

    Quanto vale il tuo tempo, quindi?

    Il valore che diamo al tempo è direttamente proporzionale al valore che diamo alla nostra esistenza.

    Se ci percepiamo come individui portatori di conoscenza, interessati a imparare dagli altri, a scambiare il sapere, a metterci in connessione con la nostra anima e con il mondo, saremo più propensi a considerare il tempo come un valore, come una tela bianca sulla quale dipingere i colori della nostra leggenda personale.

    E intrecceremo i nostri colori con quelli di chi merita la condivisione, e quindi ‘l’unione’.

    A presto!

  • Vivi il presente. Costruisci il qui e ora. Abbandona i modelli del passato

    Vivi il presente. Costruisci il qui e ora. Abbandona i modelli del passato

    Il futuro ci tormenta, il passato ci trattiene, il presente ci sfugge

    Gustave Flaubert

    Noi tutti possiamo essere divisi in tre categorie di pensiero. La prima ci caratterizza un po’ tutti, la seconda descrive di solito un pubblico giovane, la terza appartiene a pochissime eccezioni, ed è l’unica che consente il successo personale.

    1. “E se non avessi”(E se non avessi lasciato la scuola? E se non avessi rinunciato a tutto per amore? E se mi fossi comportato così quella volta?)
    2. “Quando avrò/farò” Quando avrò la patente… Quando avrò un lavoro… Quando avrò abbastanza soldi…)
    3. “Qui e Ora” (Sono presente e sto vivendo appieno ogni istante in armonia, qui e ora)
    (Ph: Christopher Sardegna)

    Il futuro che desideriamo si costruisce vivendo il qui e ora

    Il futuro che desideriamo si costruisce vivendo il qui e ora, andando avanti: tutte le volte che ci ritroviamo a pensare a quello che avremmo potuto fare e che non abbiamo fatto, stiamo perdendo occasioni preziose per il nostro futuro e, con esse, ci giochiamo la possibilità di essere felici adesso.

    Il problema, comunque, si presenta già dall’infanzia.

    È da lì che iniziamo a sottoscrivere i primi ‘contratti’; uno di questi è con i nostri genitori, che ci impongono dei modelli che non possiamo rispettare perché spesso non ci appartengono.
    Purtroppo i genitori, così come le istituzioni, non capiscono che la società si evolve continuamente e non si adeguano abbastanza in fretta alla trasformazione.

    Infatti, quando i genitori diventano nonni, sembrano (e sono) delle persone diverse, e noi figli ci chiediamo sempre: “Perché non la pensavano così quando avevo io l’età del nipote?”.

    cambiamentoIl cambiamento

    Un aspetto importante della realtà è il cambiamento, che deve essere assimilato come concetto chiave di quest’epoca.

    Potremmo perderci in un milione di esempi per spiegare quanto rapidamente la società cambi.

    Osservare l’evoluzione della società e della tecnologia è ancora semplice; osservarla invece in noi stessi o nei nostri figli è complesso, anche se il meccanismo evolutivo è lo stesso.

    Dovremmo lasciarci andare al cambiamento, vivere con serenità il fatto che ci stiamo rinnovando e che perciò non abbiamo più bisogno dei modelli del passato.

    Abbandoniamo serenamente i vecchi schemi, perché l’evoluzione ha a che fare con la libertàdi essere ciò che vogliamo.

    Ci riusciremo quando saremo in contatto con noi stessi e, consapevoli della direzione intrapresa, non subiremo passivamente il cambiamento.

     

    (Ph: Prateeksha Singh)

    Come fare?

    Prima di tutto accettandoci, con i nostri pregi e con i nostri difetti.

    Accettarci è il primo modo per capire le nostre debolezze e proteggere con fermezza il nostro punto di vista dai giudizi e dalle imposizioni delle altre persone.

    Dobbiamo metterci alla prova, restare da soli, cambiare ambiente, uscire dalla nostra zona di comfort e fare con noi stessi tutto ciò che faremmo per conoscere meglio un estraneo.

    Ci preoccupiamo infatti di conoscere gli altri quando non sappiamo con certezza chi siamo noi.

    Una buona abitudine è la meditazione, in quanto strumento efficace per entrare in contatto con il presente, desistendo dall’obiettivo di controllare il futuro.

    Diventare consapevoli del proprio qui e ora è una prova di autostima.
    Impariamo a conoscerci, ad apprezzare chi siamo, a valorizzare le nostre caratteristiche, a dare credito ai nostri desideri.

    Solo allora cominceremo a costruire la nostra leggenda personale.

    La vita è fatta di meravigliose storie che vanno raccontate e che servono per scrivere il nostro presente.

    A presto!

     

     

  • Non precoccuparti dei giudizi e delle opinioni degli altri: la tua diversità è la tua unicità

    Non precoccuparti dei giudizi e delle opinioni degli altri: la tua diversità è la tua unicità

    “Più si giudica, meno si ama” 

    diceva Honoré de Balzac, e non si tratta solo di non amare il prossimo, ma anche e soprattutto di non amare se stessi.

    Perché amare se stessi significa mettere da parte il desiderio di essere accettati, per essere fedeli alla nostra individualità.

    Immagina di essere innamorato o innamorata di qualcuno, e che questo abbia un grande talento, ad esempio nella pittura.

    Questa persona è talmente appassionata alle cose che fa che a volte è sbadata, oppure segue l’istinto creativo e si mette a dipingere ovunque, non

    facendo neanche caso alle macchie qui e là sui vestiti o sul corpo.

    Non lo difenderesti a spada tratta di fronte a chi si permettesse di esprimere un giudizio?

    Un giudizio che potrebbe pregiudicare la sua felicità, la sua ingenuità, il suo talento artistico e la sua meravigliosa cretività?

    opinioni
    (Ph: Steve Johnson)

    Ora che hai risposto, dimmi perché lo faresti per qualcun altro e non per te stesso/a

    Forse perché non ti ami abbastanza o non hai fiducia nel tuo talento e nelle tue potenzialità.

    Ti rassicuro io: sei un ingranaggio unico e perfetto, che deve solo imparare a proteggersi dal mondo esterno e cominciare a concentrare energie preziose sul suo obiettivo.

    Ricordati che lo sforzo va fatto in entrambe le direzioni: non preoccuparti del giudizio degli altri ma non perdere tempo a giudicare.

    Per cui tieni presente alcune indicazioni:

    1) Concentrati sul presente e sugli obiettivi da raggiungere

    2) Pensa prima di parlare, non sprecare fiato e risorse

    3) Impegnati a comporre la colonna sonora della tua vita, sottraendoti al giudizio degli altri

    4) Impara ad attrarre persone che possano aiutarti nella tua impresa, le altre allontanale

    5) Utilizza tutto il coraggio e la forza d’animo possibile per vivere una vita piena

    6) Usa la tua creatività e ricorda le tre I: Immaginazione, Idee e Innovazione

    before
    (Ph: Michelle Bonkosky)

    Il movimento è fondamentale: il movimento creativo

    Lo scopo principale dell’uomo è il progresso, e per progredire è necessario che qualcuno si muova in avanti e che faccia qualcosa che gli altri non hanno ancora fatto.

    Puoi capire benissimo che stando fermi non si progredisce.

    Aggiungo che stando fermi non saremo mai felici e appagati.

    Il nostro corpo, che è una macchina intelligente, ce lo dice spesso: basti pensare alle crisi d’ansia e agli attacchi di panico.

    Attribuiamo sempre la colpa all’esterno, e quando andiamo dallo psicologo e poi ci dice che è qualcosa dentro di noi che non ascoltiamo, cadiamo dalle nuvole dalla sorpresa.

    Mi viene proprio in mente Lady Gaga, vista anche la recente vittoria e il clamore suscitato per l’esibizione con Bradley Cooper agli Academy Awards.

    La stessa ha confessato di essere stata più volte vittima di bullismo e che questo l’abbia portata a crisi d’ansia e a detestare se stessa e il suo corpo.

    Nonostante ciò non ha mai permesso che i giudizi degli altri arrivassero a distruggere il suo talento.

    Ci è voluto coraggio inizialmente per farsi accettare, abiti vistosi compresi, ma guarda dov’è adesso.

    Nessuno è perfetto e, per alcuni, così come per Lady Gaga, il percorso per arrivare è più difficile di altri, ma alla fine l’universo ripaga i tuoi sforzi e le soddisfazioni arrivano.

    Quindi togli la maschera e inizia a vivere, e ricordati che sei sempre in tempo per cambiare.

    A presto!

  • Non aver paura di cambiare: una vita senza provarci è una vita sprecata

    Non aver paura di cambiare: una vita senza provarci è una vita sprecata

    Non sempre cambiare equivale a migliorare, ma per migliorare bisogna cambiare, Winston Churchill

    Mi capita spesso di scambiare qualche parola con le persone che incontro alle conferenze.

    Si approcciano tutte più o meno allo stesso modo, prima si complimentano per l’entusiasmo e la passione che metto nei discorsi, e poi si lamentano del loro lavoro.

    A quel punto chiedo sempre cosa siano intenzionati a fare per cambiare la loro situazione.
    Silenzio… Assordante silenzio…

    Dopo qualche minuto di riflessione cominciano a farmi la lista dei motivi (che io chiamo ‘lista delle scuse’), per cui non possono, o non vogliono, cambiare la loro condizione.
    Ci sono anche motivi seri, e su quelli non mi pronuncio, ma vi assicuro che il 90% delle volte il problema è tutto in mano alla persona che parla.

    Non aver paura di cambiare

    Non cambiare per via della paura equivale a fare una scelta sbagliata.

    Bisogna dedicarsi al cambiamento facendo leva sul coraggio e abbandonando il timore del giudizio proprio e degli altri.

    Solo se mettiamo in conto di dedicare tempo e risorse al cambiamento, saremo pronti per iniziare.

    Guardiamo le persone appagate dal loro lavoro, emanano una sorta di aura, non si sentono mai sotto pressione e contagiano gli altri con il loro entusiasmo.

    Esercitiamoci

    Se vogliamo una dose di motivazione per dedicarci a ciò che ci piace, facciamo questo semplice esercizio: dividiamo un foglio in due parti e scriviamo, nella metà di sinistra, cosa lasceremmo indietro con il cambiamento (scriviamo anche le emozioni negative che vogliamo abbandonare, ad esempio “insoddisfazione”) e sulla destra a cosa vogliamo andare incontro (anche qui emozioni comprese).

    Se ancora non ci basta per saltare, aspettiamo, teniamo il foglio da parte e compiliamolo per un po’ di tempo, magari per qualche mese.

    Osserveremo crescere sul foglio e in noi, giorno dopo giorno, la carica, mentre abbandoneremo man mano la paura.

    Può anche darsi invece che abbiamo voglia di cambiare e che ci sentiamo pronti a farlo, ma non abbiamo un obiettivo: fermiamoci a riflettere, mettendo ben a fuoco quello che ci piace fare.

    Abbiamo un hobby, una passione? Non escludiamo che proprio questa possa diventare il nostro nuovo lavoro.

    E non pensiamo che sia troppo tardi.

    Un signore a ottant’anni si è laureato, qual è la nostra scusa?

    Finora abbiamo sprecato il nostro tempo per fare qualcosa che non ci piaceva, vogliamo continuare davvero a farlo, proprio ora che abbiamo preso consapevolezza della nostra posizione?

    Spero proprio di no.

    zainoIl viaggio

    E quando saremo finalmente pronti restiamo concentrati, perché non sarà per niente facile.

    Dobbiamo partire subito, sperimentare e metterci alla prova.

    Sbaglieremo, correggeremo il tiro e correrremo di nuovo verso il nostro obiettivo.

    Ci imbatteremo in varie difficoltà, ma posso garantirti che l’universo sorride e risponde solo a chi desidera qualcosa e si muove per ottenerla.

    Se siamo sulla strada giusta, ci accorgeremo immediatamente delle risposte e dei ‘segnali’ che il resto del mondo ci manderà.

    Se invece siamo attanagliati da dubbi e timori, non ce la faremo.
    Fallisce non chi ha paura, ma chi si lascia sopraffare dalla paura.

    Ricordiamoci le parole di Michael Jordan

    Nella mia vita ho sbagliato più di novemila tiri, ho perso quasi trecento partite, ventisei volte i miei compagni mi hanno affidato il tiro decisivo e l’ho sbagliato. Ho fallito molte volte. Ed è per questo che alla fine ho vinto tutto

      e ancora

    Posso accettare la sconfitta, tutti falliscono in qualcosa. Ma non posso accettare di rinunciare a provarci

  • Consigli di lettura: The Element. Trova il tuo elemento, cambia la tua vita

    Consigli di lettura: The Element. Trova il tuo elemento, cambia la tua vita

    La scuola uccide il talento?

    Secondo Ken Robinson, scrittore ed educatore britannico, la scuola non uccide il talento, ma sicuramente lo ignora.

    Nel libro The Element dice che se la scuola fosse un business, in cui gli impiegati devono distrarsi ogni 50 minuti per fare una pausa e cambiare materia, renderebbe pochissimo.

    Gli impiegati sarebbero demoralizzati e demotivati, sempre costretti a non portare a termine un compito.

    Sono molti gli aspetti che mi hanno colpito di questa lettura.

    Uno tra questi è proprio la concezione del tempo.

    Il tempo

    Molte persone sono convinte che il tempo sia lineare e non lasciano la possibilità di entrare a quella che lo scrittore chiama la ‘svolta’.

    Il tempo non è lineare, bensì ciclico, e lo spazio per il rinnovamento c’è sempre.

    Basta solo cogliere i segnali ed entrare in connessione con la propria interiorità.

    The Element
    (Ph: Katie Moum)

    L’elemento

    Un altro aspetto importante su cui si concentra Ken Robinson riguarda The Element, l’elemento.

    Cos’è l’elemento? Non è nient’altro che il talento, capacità innata in ognuno di noi che tendiamo a sopprimere per colpa di diversi fattori.

    Uno di questi fattori è la società, che ci tratta tutti allo stesso modo, non permettendoci di valorizzare la nostra unicità.

    L’elemento è unico e altrettanto lo è la nostra intelligenza, che, per rendere l’idea, l’autore paragona all’impronta digitale.

    Lavoriamo tanto, in modo generico, per trovare l’ispirazione, e poi non sappiamo fare la cosa più semplice: riconoscerla.

    Non che lo scrittore non creda nel duro lavoro e nell’impegno, tutt’altro: egli propone solo di invertire il metodo.

    Robinson dice che prima bisogna scoprire per cosa vale la pena lottare o combattere, e poi bisogna farlo.

    Quindi è importante capire cosa vogliamo da noi, dalla vita, individuare il nostro talento, trovare delle persone che ci supportino e che perseguano i loro obiettivi proprio come noi, e poi lottare per raggiungerlo.

    I bambini

    Pensiamo ai bambini, alla loro libertà di espressione quando si accingono a fare i primi disegni.

    Prontamente vengono fermati e viene detto loro a cosa dovrebbe assomigliare un albero, a cosa una persona; subito  vengono loro imposti dei divieti.
    I bambini devono avere tutti gli strumenti per approfondire e coltivare la loro creatività, e devono essere motivati a farlo.

    Se togliamo loro l’istinto creativo primario, per imporre degli standard assurdi e irraggiungibili, è molto più probabile che si arrendano prima che il tempo dia loro ragione.

    Per Ken Robinson la riforma scolastica verrà attuata più probabilmente con il cambio generazionale.

    Ma perché non provarci prima?

    E soprattutto, perché non portare quante più persone possibili verso la strada della realizzazione personale, la strada verso il proprio talento?

    Essere creativi comprende creare percorsi unici, diversi, essere dei ‘lateral thinker’, cioè abbattere il pensiero lineare per adottare un proprio percorso mentale.

    Perché non è importante il risultato, ma il viaggio che facciamo.

    E ricordiamoci che non è mai troppo tardi per partire!
    A presto