PODCAST

Le idee hanno bisogno di una voce

Ci sono domande che hanno bisogno della pagina scritta. Altre hanno bisogno di una voce.

Il podcast è il luogo in cui il pensiero cambia ritmo. Diventa più vicino, immediato, qualche volta persino più fragile.

Non per aggiungere altre risposte al rumore che ci circonda, ma per fare esattamente il contrario: creare qualche minuto in cui tornare ad ascoltare le domande.

Le mie voci

Non tutti i pensieri nascono per essere scritti. Alcuni hanno bisogno di essere pronunciati, ascoltati, condivisi.

Nei miei podcast attraversano le stesse domande che accompagnano la mia ricerca: le persone, il lavoro, l’identità, l’appartenenza, le nuove generazioni e il modo in cui scegliamo di stare nel mondo.

Non li considero semplicemente contenuti audio. Li considero luoghi di incontro.

Ogni serie nasce con una voce e un linguaggio differenti, ma con la stessa intenzione: creare uno spazio nel quale una storia, un’idea o una domanda possano continuare a vivere anche dopo che la voce si è fermata.

Passaporto per la felicità

Stagione 2 in corso: Orizzonti, ogni giovedì. Identità, ruoli, smarrimenti e trasformazioni: che cosa facciamo noi per continuare ad appartenere alla nostra vita.

Passaporto per la felicità nasce dove finiscono i miei romanzi.

Quando una storia termina, infatti, non sempre finiscono le domande che ha lasciato dietro di sé. A volte è proprio allora che cominciano a riguardarci.

Ogni puntata parte da una storia, una frase, un personaggio o una riflessione attraversata nei miei libri per uscire dalle pagine e incontrare la vita reale.

Non per spiegare che cosa sia la felicità, né per indicare una strada per raggiungerla.

Ma per chiederci quanto della vita che stiamo vivendo assomigli davvero alla vita che vorremmo chiamare nostra.

La porta di casa

Ogni martedì. Aziende, scuole, università, sport: che cosa fanno i luoghi alla nostra possibilità di appartenere.

Il lavoro non finisce sempre quando finisce il lavoro.

Ogni giorno attraversiamo due volte la stessa soglia. La mattina usciamo di casa portando con noi ciò che siamo. La sera rientriamo portando con noi anche ciò che il lavoro ci ha lasciato.

Una parola, una decisione, il sentirsi riconosciuti oppure invisibili, la libertà di esprimersi o l’abitudine a tacere. Ciò che accade dentro un’organizzazione non rimane dentro l’organizzazione.

La porta di casa racconta il lavoro partendo da qui: non soltanto da ciò che le persone fanno, ma da ciò che accade alle persone mentre lo fanno.

Attraverso storie, situazioni e dinamiche reali, il podcast esplora leadership, cultura, fiducia e senso di appartenenza per interrogarsi su una questione più profonda: che tipo di persone stiamo diventando nei luoghi in cui trascorriamo una parte così grande della nostra vita?

Perché forse la qualità di un’organizzazione non si misura soltanto da ciò che riesce a ottenere dalle persone.

Si misura anche da come quelle persone attraversano, la sera, la porta di casa.

Voci Ribelli

Parliamo continuamente dei giovani. Molto meno spesso parliamo con loro.

Li definiamo fragili, impazienti, disillusi, ambiziosi, poco fedeli. Cerchiamo di capire cosa vogliono, perché cambiano, perché rifiutano alcune delle regole con cui abbiamo costruito il nostro mondo. E mentre proviamo a interpretarli, rischiamo di commettere l’errore più semplice: raccontarli prima ancora di averli ascoltati.

Il podcast di Hubrains nasce per rovesciare questa prospettiva. Non per “dare voce ai giovani”, perché una voce ce l’hanno già. Ma per creare luoghi in cui quella voce possa incontrarne altre, anche appartenenti a generazioni diverse.

Uno spazio per idee, inquietudini, domande e visioni che non devono necessariamente essere comprese, corrette o ricondotte alle categorie di chi è venuto prima.

Perché il dialogo tra generazioni non comincia quando qualcuno decide di insegnare e qualcun altro accetta di imparare.

Comincia quando entrambi riconoscono di avere qualcosa da mettere in discussione.

E il futuro, forse, nasce proprio lì..