LIBRI

Non scrivo romanzi per i lettori e saggi per i manager. Scrivo per gli esseri umani.

Mi fanno spesso una domanda: perché scrivi romanzi e, allo stesso tempo, saggi sul futuro delle organizzazioni?

Per molto tempo ho pensato che fossero due strade diverse. Oggi credo esattamente il contrario.

Non faccio due lavori. Faccio la stessa ricerca utilizzando linguaggi differenti.

Nei romanzi entro nella parte più intima dell’essere umano. Nelle sue paure, nelle scelte che cambiano una vita, nelle fragilità che cerchiamo di nascondere, nei desideri che continuiamo a rimandare, nella perdita, nella speranza e in quella ostinata ricerca di significato che accompagna ciascuno di noi.

Nei saggi porto la stessa domanda dentro un altro luogo: le organizzazioni.

Perché un’organizzazione non è un edificio. Non è un organigramma. Non è una strategia.

È ciò che accade quando esseri umani diversi provano a costruire qualcosa insieme.

E quando varchiamo la porta di un luogo di lavoro non lasciamo fuori la nostra storia. Entriamo con ciò che sappiamo fare, ma anche con ciò che temiamo. Con il talento e con le fragilità. Con le ambizioni, le ferite, i valori, i desideri e il bisogno profondamente umano di sentirci riconosciuti.

È forse per questo che nei miei romanzi e nei miei saggi continuo, in fondo, a inseguire la stessa domanda:

che cosa permette a un essere umano di diventare pienamente se stesso senza smettere di appartenere a qualcosa?

A volte cerco una risposta attraverso un personaggio.
Altre volte attraverso un’organizzazione.
Altre ancora attraverso poche righe nate da un pensiero.

Ma il punto di partenza rimane lo stesso.

L’essere umano.

E forse è proprio questo il filo invisibile che tiene insieme tutti i miei libri.

ROMANZI
Le storie attraverso cui esploro l’essere umano.

SAGGI
Le idee attraverso cui interrogo il modo in cui viviamo e lavoriamo insieme.

ESSENZE
Pensieri brevi per fermarsi, qualche volta, prima di continuare.