NELLA VITA

Diventare ciò che siamo

Esperienze formative per la persona

Prima dei ruoli, dei risultati e delle definizioni con cui proviamo a raccontarci, c’è una persona. Persone è lo spazio dedicato a quel viaggio interiore: identità, relazioni, desideri, cambiamento, felicità e alla ricerca, mai conclusa, di ciò che siamo e di ciò che possiamo ancora diventare.

Le domande che ci riguardano

Chi siamo quando smettiamo di essere ciò che gli altri si aspettano? Cosa rimane di noi quando togliamo ruoli, risultati e definizioni? E cosa accade quando iniziamo a scegliere non la vita che dovremmo vivere, ma quella che ci somiglia davvero?

Vita, identità e relazioni

La felicità non è qualcosa che si trova alla fine di un percorso. È il modo in cui scegliamo di abitare quello che ci accade. Qui trovano spazio riflessioni su identità, relazioni, desideri, tempo, cambiamento e autenticità: tutto ciò che ci accompagna nel difficile esercizio di diventare ciò che siamo.

Orizzonti

Il podcast del giovedì. Identità, ruoli, smarrimenti e trasformazioni: che cosa facciamo noi per continuare ad appartenere alla nostra vita?

Esperienze Eudaimonia

Non siamo soltanto ciò che ci è accaduto. Siamo anche il modo in cui abbiamo imparato a leggerlo, le emozioni che ne sono rimaste, le scelte che continuiamo a ripetere. Le Esperienze Eudaimonia nascono per fermarsi dentro questo spazio, quello in cui possiamo ancora osservare ciò che siamo e chiederci cosa vogliamo farne.

DISOBBEDIRE A CHI SIAMO STATI

Smettere di essere fedeli alla persona che non siamo più.

Passiamo una parte sorprendente della vita cercando di essere coerenti con qualcuno che non esiste più: la persona che eravamo, quella che gli altri hanno conosciuto, quella che abbiamo promesso di diventare. E finiamo per chiamare tutto questo identità. Ma crescere significa anche avere il coraggio di tradire alcune versioni di noi stessi. Non rinnegare il passato, ma smettere di concedergli il diritto di decidere chi dobbiamo continuare a essere. Disobbedire a chi siamo stati è un’esperienza residenziale che non chiede “chi vuoi diventare?”, ma qualcosa di più scomodo: chi saresti se non dovessi più dimostrare niente a nessuno? Un viaggio attraverso le storie che abbiamo costruito su noi stessi, le aspettative diventate identità, gli errori trasformati in definizioni e i desideri che abbiamo imparato a rimandare. Non per trovare una nuova versione di noi stessi, ma per avere meno bisogno di definirci. Perché forse fare pace con il passato significa proprio questo: poterlo guardare senza sentirsi più obbligati a obbedirgli. E lasciare che il presente torni a essere il luogo dal quale possiamo scegliere.

IL TEMPO DI SCEGLIERE

Tra ciò che ci accade e ciò che facciamo esiste un istante che può cambiare tutto.

Non sempre scegliamo le nostre risposte. Molte volte arrivano prima di noi. Una parola ci ferisce e attacchiamo. Una paura ci attraversa e arretriamo. Ci sentiamo giudicati e ci difendiamo. Qualcuno ci delude e smettiamo di ascoltare. Poi chiamiamo carattere ciò che, spesso, è soltanto una reazione diventata abitudine. Il tempo di scegliere è un’esperienza residenziale dedicata proprio a quell’istante quasi invisibile in cui possiamo interrompere ciò che sembrava inevitabile. Non per controllare le emozioni, ma per imparare ad attraversarle senza consegnare loro automaticamente la decisione successiva. Perché essere liberi non significa poter scegliere tutto ciò che ci accade. Significa non lasciare che tutto ciò che ci accade scelga al posto nostro.

RIFLESSI DI SE

Non vediamo le cose come sono. Le vediamo come siamo.

Entriamo nelle relazioni convinti di incontrare gli altri. Eppure, molto spesso, incontriamo prima le nostre interpretazioni: ciò che temiamo, ciò che desideriamo, quello che ci aspettiamo di trovare. Un silenzio diventa disinteresse. Una critica diventa rifiuto. Una distanza diventa abbandono. E senza accorgercene reagiamo non soltanto a ciò che sta accadendo, ma al significato che gli abbiamo attribuito.
Riflessi di Sé è un’esperienza residenziale che mette in discussione il nostro modo di guardare. Non per conoscerci meglio nel senso tradizionale, ma per scoprire quanto di noi esiste nelle cose che crediamo di vedere negli altri.
Perché cambiare prospettiva non significa semplicemente guardare la stessa realtà da un altro punto. A volte significa accorgersi che una parte di quella realtà l’avevamo portata noi.

per informazioni: eventi@giustinianolavecchia.com